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EDITORIALE – Giancarlo Dotto solo di nome, ma “romanistone” di fatto…

EDITORIALE – “Friedkin & Mou associati hanno riportato la religione del tifo a Roma come non accadeva dagli anni 60. Molto prima che un razzo, da curva a curva, sfondasse la faccia dello sventurato Paparelli”. Queste le parole che il giornalista Giancarlo Dotto ha utilizzato questa mattina in un suo articolo uscito oggi sul Corriere dello Sport. Per incensare il lavoro della nuova proprietà dei Friedkin e del divino Josè Mourinho ha dovuto per l’ennesima volta scomodare e sventrare la memoria di Vincenzo Paparelli. Una citazione della quale non se ne capisce il senso ne il bisogno, ma non ce ne meravigliamo perchè viene da un tifoso giallorosso tra i più scottati dal 26 maggio. Il giorno dopo la dipartita irreversibile della Roma calcistica giallorossa arrivò a scrivere una delle sue più belle visioni letterarie “La Lazio non esiste. E’ una malattia incurabile”. All’irreprensibile Giancarlo Dotto stamane non è bastata nemmeno la replica di Gabriele Paparelli che sui social ha replicato “La lingua italiana e bellissima piena di vocaboli… Non capisco perché usare la parola sfondato. Giuro non ne comprendo la necessità! Non so secondo me bastava dire ” dopo la morte del povero Paparelli” gli sarà morta la maestra o ė proprio stronzo di suo…”.

Grottesca la spiegazione del buon Giancarlo Non devo scusarmi perché non c’è niente di cui scusarsi. Ho scritto decine di pezzi esecrando quel delitto barbaro e parlandone come dell’atto primigenio della violenza negli stadi. Feci anni dopo una intervista al fratello, una delle più commoventi in assoluto. Ero allo stadio quel giorno.  Mi sono immedesimato più di tanti che mi augurano razzi a ritroso nella “faccia sfondata” dello sventurato Paparelli. Se ho usato un’espressione brutale è perché brutale, odioso e terribile fu l’atto”. Purtroppo siamo alle solite, ma quello che fa più impressione è che il contenitore di queste considerazioni del tutto fuori luogo sia il Corriere dello Sport, il giornale sportivo per eccellenza della Capitale.

Credo che non vi siano commenti da fare sul Giancarlo Dotto giornalista e sulla sua malsana interpretazione della fede sportiva che gli fa travalicare anche la memoria di un uomo ucciso in maniera vergognosa. Non bastano le censure mosse dai parenti congiunti di Vincenzo Paparelli per sgonfiare il suo smisurato ego giallorosso. A dire gran parte dei tifosi sani della Roma negli anni ha sempre condannato questi gesti e la nuova società ha contribuito alla realizzazione del parco Vincenzo Paparelli inaugurato lo scorso 28 ottobre data che ricorda il nefasto avvenimento. La Roma di Mourinho però va oltre ogni cosa e per pubblicizzarla si deve far leva sulla grancassa di uno degli avvenimento più terribili della Roma sportiva. Per i “romanistoni” quello che conta è alimentare trionfalismi che servono ad esorcizzare anni di depressione sportiva in cui le delusioni quotidiane hanno sempre di più ridotto i momenti di gioia. La batoste in Italia ed in Europa che li hanno resi famosi verranno lavate con il divino potere della Conference League. Dotto nella lingua italiana secondo il vocabolario Treccani significa “persona istruita ed informata” . Purtroppo però il buon Giancarlo nella all’educazione scolastica e poi professionale non ha fatto seguire anche un’educazione di vita. Giancarlo rimane quindi “dotto” solo di nome, ma di fatto rimane un triste e depresso sportivamente parlando romanistone.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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