fbpx

ESCLUSIVA – Francesco Flachi: “Lazio attenta alla Samp, Sarri ha portato mentalità ed un gioco importante”

In esclusiva per NoiBiancocelesti.com abbiamo intervistato Francesco Flachi, ex calciatore che ha indossato le maglie di Fiorentina, Bari, Ancona, Sampdoria, Empoli, Brescia e Signa. Di ruolo attaccante, tra i professionisti in carriera ha collezionato ben 352 presenze, tra cui 9 con l’Italia U-18 sul petto, mettendo a segno 112 reti e portando a casa anche qualche trofeo. In modo particolare, 3 per l’esattezza, arrivati tutti durante la parentesi calcistica avvenuta con i viola: 1 campionato italiano di Serie B (1993-1994) e 2 Coppe Italia di cui una Primavera (1995-1996). Non dimenticando però, i 2 titoli di capocannoniere ottenuti nella competizione precedentemente citata, nell’annata 1999-2000 e in quella 2006-2007. In occasione della sfida di sabato sera tra la Lazio e la compagine guidata da Marco Giampaolo, abbiamo ascoltato i suoi umori in qualità di ex blucerchiato.

Tu che conosci molto bene Genova come città e la Sampdoria per averci giocato, che ricordi hai di quel periodo?

“Sicuramente sono stati 8 anni importanti della mia carriera, anche perché sono stati quelli più belli, tutti di seguito nella quale ho realizzato svariate reti in altrettante presenze. Ho solo ricordi bellissimi a riguardo, è una città particolare, dove si fa e si vive il calcio in una maniera diversa, senza troppe pressioni ma con le giuste considerazioni. Si lavora peraltro bene, infatti penso che tanti altri calciatori abbiano avuto l’occasione di venire a Genova per una rinascita, rinascendo poi di conseguenza”.

Che ricordi hai delle sfide contro la Lazio all’Olimpico?

“Si alternavano belle sfide, delle volte vincevamo noi, altre vincevano loro. Era sempre una partita equilibrata ed emozionante, con un palcoscenico unico come l’Olimpico. A quei tempi lì poi le gare erano veramente combattute, divise in due squadre con grandi giocatori dalle qualità raffinate”.

La vittoria nel derby della Sampdoria può aver ridato serenità alla squadra?

“Indubbiamente sì, come quello di Roma: può portare quell’entusiasmo e quella liberazione di testa che ti permette anche di fare dei risultati in dei momenti che non sono propensi. Un successo in una stracittadina, senza ombra di dubbio, fa prendere poi quella scia di entusiasmo che gli permette di conseguire importanti prestazioni. Dunque, la Lazio deve stare attenta alla Sampdoria”.

Che gara ti aspetti sabato sera tra Lazio e Sampdoria?

“La Lazio partirà favorita, la Sampdoria invece no. Ricordo che non è ancora matematicamente salva e quindi cercherà di arrivare nel minor tempo possibile al raggiungimento dell’obiettivo della salvezza. I biancocelesti d’altro canto, si stanno giocando un posto in Europa e alla fine dipenderà proprio dai calciatori laziali, dalla squadra, da come approcceranno il match. L’allenatore ti può dare delle tattiche, chi però va in campo, sono i giocatori pronti a fare la differenza”.

Un giudizio sul lavoro di Sarri e di Giampaolo in questa stagione? Sono loro gli uomini giusti con cui ripartire dalla prossima annata?

“A me Sarri piace tantissimo, perché ha portato una mentalità ed un gioco importante. Secondo me, ha fatto un po’ fatica per via che la Lazio viene da tanti anni con un modulo diverso. Se riuscisse a portare volti nuovi in gruppo, buoni giocatori, può cambiare qualcosa. Nonostante ne abbia già 6-7 di livello. Per quanto riguarda la Samp, Giampaolo è un tecnico che deve ricostruire la squadra dall’inizio, perché ha un metodo di giocare che difficilmente cambia. Eccetto l’ultimo periodo, visto che non riusciva a trovare l’assetto giusto che riusciva a risaltare le sue tattiche”.

Hai passato momenti difficili, dopo 12 anni sei tornato a calcare i campi da gioco, che emozione è stata?

“Una bellissima emozione, anche se era un calcio un po’ diverso dal nostro, di categoria inferiore con scenari differenti. Tralasciando ciò, è stato emozionante rivivere gli allenamenti, i compagni, fare quello che è la tua passione. Dispiaciuto per come è andata, dato che non siamo riusciti ad andare avanti con il Signa nei play-off”.

Alessio Giordano

Sono un ragazzo romano di 18 anni, innamorato dello sport in generale, ma in particolar modo del calcio, con il sogno nel cassetto di lavorare un giorno come giornalista sportivo. Nonostante la mia giovane età, credo di aver anticipato nettamente i tempi. Attualmente infatti, collaboro per le seguenti testate giornalistiche: NoiBiancocelesti e SportPress24.

Alessio Giordano ha 144 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Alessio Giordano