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Lazio – Torino, le pagelle: Immobile Letale, Luis Alberto e Zaccagni non pervenuti

LE PAGELLE:

Strakosha: 6,5 Il palo lo salva sul colpo di testa di Bremer, ma ha il pregio di rimanere concentrato sul colpo di testa in tap in di Ricci che devia oltre alla traversa. Nella ripresa ogni calcio d’angolo è una sofferenza e lui non ha grandi possibilità di fare di più.

Lazzari: 5,5 Partita sottotono del laterale difensivo che non riesce mai ad andare via in velocità come lui sa fare. In fase difensiva si perde Vojvoda nel primo tempo che lo grazia con un tiro sbilenco. Poco arrembante nel finale quando rimane troppo guardingo anche quando non c’è più nulla da difendere.

Patric: 6 Vince il ballottaggio con Luiz Felipe, ma riesce a giocare poco più di 40 minuti. Il Torino si fa vivo soprattutto sui palloni alti dove non eccelle, ma nel complesso non demerita. L’infortunio alla coscia sinistra costringe Sarri al cambio privandolo di una preziosa risorsa in questa finale di stagione, nella speranza che l’infortunio non comprometta troppe gare.

Luiz Felipe (dal 42′): 6,5 Fondamentalmente la Lazio subisce pochissimo in zona centrale dove sia Belotti che Pellegri non si rendono mai pericolosi su azioni da gioco. Districa un paio di situazioni complicate tra cui il recupero palla da cui nasce il gol del pareggio.

Acerbi: 6,5 Duella con Belotti che nelle ultime settimane è tornato in ottime condizioni ed è sempre un brutto cliente. Nella ripresa lo fa con Pellegri che gol a parte non si crea mai lo spazio per tirare a rete. La squadra in mezzo al campo non gira e se la Lazio rimane in gara fino alla fine è anche grazie ad un paio di chiusure molto importanti che evitano il tracollo.

Marusic: 5,5 Stesso discorso di Lazzari, anche lui rimane guardingo e patisce il dinamismo di Aina e Singo che lo tengo sempre troppo basso. I pericoli maggiori il Torino li crea dalla sua parte e lui non riesce mai a trovare la posizione giusta per andare ad attaccare alto l’esterno del Torino.

Leiva: 5 Stavolta non riesce a tenere uniti i reparti ed i due trequartisti del Torino lo imbrigliano nel palleggio senza che lui riesca ad oscurare le linee di passaggio. Anche in fase di costruzione è costretto a giocare sempre spalle alla porta e perde un tempo di gioco come tutti i suoi compagni.

Cataldi (dal 68′): 6,5 Non è un caso che il suo ingresso in campo rivitalizza la squadra che pur continuando a soffrire almeno riesce a organizzare un barlume di gioco in attacco. Va vicino al gol della vittoria con un sinistro troppo bello che si spegne di poco a lato di Berisha.

Milinkovic: 6,5 Prestazione sotto tono in cui però riesce a raddrizzare la partita con un assist al bacio che dimostra la sua importanza in campo. Nel finale di gara riesce a creare più di qualche pericolo in aria di rigore con la sua fisicità, ma nel complesso gioca una gara al di sotto delle sue potenzialità soffrendo la marcatura a uomo di Pobega.

Luis Alberto: 4 Un fantasma che girovaga per il campo senza mai rendersi utile. Il Torino a centrocampo palleggia con troppa libertà ed i suoi limiti nell’aggredire i portatori di palla emergono in maniera evidente. Quando ha la palla tra i piedi riesce però a fare anche peggio non riuscendo in nessuna giocata. Calci d’angolo e punizioni battute sempre senza pericolosità si rivelano assist per le ripartenze dei contropiedi avversari.

Basic (dal 68′): 6 Lui è Cataldi rianimano una squadra passiva ed allo sbando. Si crea un paio di situazioni pericolose che non riesce a sfruttare, ma alla fine riesce a pareggiare la fisicità del Torino che è costretto quantomeno ad arretrare il baricentro.

Felipe Anderson: 5,5 Non combina nulla in attacco, ma almeno ha il merito di salvare un gol sulla linea sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Un paio di recuperi difesivi ma non combinare nulla in avanti marcato da Rodriguez è delittuoso.

Luka Romero (dal 84′): sv Pochi minuti in cui lotta.

Immobile: 7 Letale. Un’occasione ed un gol. Lotta su ogni pallone e se la squadra seguisse il suo esempio di certo non avrebbero disputato una prestazione del genere. Leader emotivo e tecnico di una squadra che in queste partite sembra patire la pressione della posta in palio.

Zaccagni: 4 Picchiato da Izzo ad inizio gara si eclissa per il resto della gara non riuscendo mai a rendersi pericoloso. Abulico con il pallone tra i piedi e poco aggressivo nella ricerca del recupero palla. La mancanza di cambi gli permette di giocare fino alla fine una partita che avrebbe dovuto lasciare dopo il primo tempo.

Sarri: 5 La mancanza di antidoti sulla strapotenza degli avversari sui calci d’angolo è disarmante. La squadra poi non gira in nessun reparto e lui cambia troppo tardi inerzia con l’ingresso di Basic e Cataldi. Passi indietro rispetto a Genoa che dimostrano come la squadra soffra le formazioni che difendono in maniera fisica come Torino, Atalanta e Roma.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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