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Bari: la promozione in Serie B riapre di nuovo il problema delle multiproprietà, ma Gravina stavolta tace

La vittoria contro il Latina per 0-1 ha dato la matematica certezza del ritorno in serie B del Bari. La società il cui Presidente è Luigi De Laurentiis, figlio di Aurelio Presidente del Napoli essere ceduta entro due anni come da norma transitoria all’art. 16 del Noif che è stato recentemente modificato. Le multiproprietà, infatti, “dovranno porvi fine entro e non oltre 5 giorni prima del termine fissato dalle norme federali per il deposito della domanda di ammissione al campionato professionistico di competenza della Stagione Sportiva 2024/2025”.

La situazione ci riporta, indietro, di alcuni mesi alla situazione che si è creata con la Salernitana poi acquistata a durante questa stagione da Iervolino dopo che l’affidamento ad un trust che ha gestito il club nei primi mesi. In tutto questo però c’è un caso in cui la data del 2024 potrebbe essere anticipata qualora il Bari acquisisse il diritto di partecipare al campionato di Serie A il prossimo anno. In quel caso la società biancorossa dovrà essere ceduta entro la data d’iscrizione al campionato i serie A 2023/2024.

Tutte ipotesi al momento che però non hanno fatto ancora muovere un passo al Presidente della FIGC Gravina che, invece, all’indomani della promozione della Salernitana si affrettò a dichiarare “Noi abbiamo un articolo chiaro, il 16 bis delle NOIF rafforza un principio statutario previsto all’art.7 comma 8: è una regola in linea con quelle UEFA che non consente le partecipazioni in più società a livello professionistico. Il presidente Lotito ha goduto di una deroga avuta anni fa. Tutti sapevano cosa sarebbe successo: grandi auguri alla Salernitana per questo storico traguardo che potrebbe centrare, ma le regole sono le regole. La situazione di controllo non può essere continuata e comporterebbe la non iscrizione al campionato”. Da quanto emerso in queste ore appare chiaro che di questa deroga approfitterà anche De Laurentiis e quindi non è stata una norma ad personam come hanno lasciato intendere le parole di Gravina a suo tempo. Un silenzio che stride, inoltre, rispetto alla gestione grottesca della cessione della Salernitana, svenduta per 10 milioni di euro a Danilo Iervolino che poi il 13 marzo scorso è stato indagato dalla Procura della Repubblica di Napoli per frode fiscale. Nella cessione della Salernitana c’è, inoltre, da dirimere le modalità di vendita perchè è emerso come l’offerta dell’imprenditore campano non fosse la più conveniente economicamente di fronte ad altre proposte che vedevano hanno visto un fondo offrire fino a 25 milioni di euro.

Un silenzio assordante quello di Gravina che fa emerge ancora una volta i suoi personali dissapori con Claudio Lotito da sempre mal digerito. Di certo il Presidente della Lazio è da sempre stato un personaggio scomodo ed a volte invadente, ma i rappresentanti delle istituzioni calcistiche dovrebbe muoversi senza pregiudizi tutelando il loro ruolo e soprattutto l’istituzione che rappresentano. Gravina, invece, non ha saputo scindere le due cose ed in questo caso aspetteremo a tempo debito quale saranno le sue mosse in vista dell’obbligatorio passaggio di consegne del Bari. Al momento da via Allegri tutto tace anche perchè dopo l’infausta eliminazione dal Mondiale Gravina ha ben pensato di uscire di scena, eliminare ogni apparizione superflua per cercare di mandare nell’oblio quello che è il punto più basso della storia del calcio italiano.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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