fbpx

EDITORIALE – Il Comandante ordina, il Sergente esegue. Lazio a testa alta verso il finale di stagione…

Il Comandante aveva chiesto una reazione dopo la batosta del derby. Tutti lo hanno preso alla lettera ed il particolare il Sergente Milinkovic-Savic che ha sciolinato una prestazione maiuscola condita da un gol e tantissime giocate di qualità in tutte le parti del campo.

Devono essere state 48 ore di quelle importanti in casa Lazio che ha preparato la gara contro il Sassuolo solo da giovedì, quando sono rientrati tutti i nazionali. Poche ore dove oltre all’aspetto tattico il tecnico biancoceleste ha toccato le corde giuste per stimolare l’autostima ed il carattere di un gruppo finito sotto la graticola per la sconfitta contro la Roma. La mancata qualificazione dell’Italia, inoltre, ha restituito un Ciro Immobile visibilmente frenetico che mal ha digerito le ingiuste critiche mosse che lo stanno facendo passare come capro espiatorio di questa eliminazione. Una gara all’orologeria, insomma, come una bomba pronta ad esplodere nell’ambiente laziale che però è stata disinnescata con il gioco, con le idee, con la classe e con la personalità del gruppo ed anche dei singoli. Il gol di Lazzari è una perla fatta di intelligenza nel recupero palla, velocità nella conduzione palla al piede, tecnica in occasione del dribbling e precisione per quanto riguarda il tiro. Tutto quello che il calcio richiede e che non si era visto nemmeno per caso nella stracittadina. Da lì in poi un crescendo di trame di gioco ed occasioni fallite di un soffio fino al gol del raddoppio che ha premiato il giocatore in assoluto più forte della partita e non solo. Già attualmente il Sergente ha collezionato in campionato 9 gol e 9 assist, il tutto condito anche da un’applicazione difensiva che lo stanno portando a livelli mai visti prima. Un’arma totale che condiziona le squadre avversarie. Un giocatore mai vito prima in Italia che però passa sotto traccia perchè veste la maglia della Lazio. In questo paese basta indossare la maglia giusta, quella con un numero maggiore di tifosi per far passare per fenomeni e campioni calciatori che non possono essere nemmeno paragonati a Milinkovic. Addirittura SkySport non lo ha elencato nemmeno tra i primi 10 calciatori della serie A per valore. Una vera e propria bestemmia intellettuale e calcistica. Sono stati inseriti calciatori dalla tecnica mediocre che però portando una maglia pesante devono avere la ribalta dei riflettori. A questo punto penso che è meglio così visto che con la loro cosciente omertà ci hanno fatto godere un calciatore così importante per 7 lunghi anni, mentre altri ancora attendono lo sbocciare di presunti fenomeni sulla carta che però in campo rendono meno che nelle serate mondane.

Ora che si è rialzata la testa lo sguardo deve portare a guardare in avanti perchè nulla è compromesso e niente sarà facile da qui alla fine del campionato. Ci son da disputare sette finale che possono portare a quello che è l’obiettivo primario della stagione ovvero “costruire una squadra”. Questa costruzione non passa per la qualificazione all’Europa League, ma la conseguenza sarà la qualificazione. Troppi alti e bassi in stagione hanno portato ad illuderci e poi a cadere. Adesso se la Lazio vuole costruire un qualcosa per il prossimo anno lo deve fare con i risultati, non cadendo più sulle sue amnesie di gruppo. Deve esserci una sterzata fatta di continuità di prestazioni, di concentrazione e di ricerca del gioco come Sarri chiede. Difficile, ma non impossibile e tutto questo sarà sicuramente più facile se al fianco di questi calciatori ci sarà un pubblico unito, compatto e coeso che lasci fuori dallo stadio i dissapori. A fine stagione ci sarà modo e maniera per risolvere ogni situazione, ma da oggi fino al 22 maggio tutti uniti e FORZA LAZIO!!!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 5015 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione