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Turchia – Italia, le pagelle: Donnarumma errori imbarazzanti, Raspadori cinico

TURCHIA – ITALIA LE PAGELLE:

Donnarumma: 4,5 Sembra che basti tirare un pallone nello specchio per fare gol. Al primo affondo la Turchia passa in vantaggio con un destro non irresistibile di Under che finisce sotto le sue gambe. Rischia la frittata con un rinvio con i piedi che colpisce un avversario e che solo una carambola favorevole evita un ulteriore figuraccia. I suoi errori sono imbarazzanti e sembrano testimoniare un’involuzione più mentale che tecnica. Non irresistibile nemmeno sulla seconda rete dei Turchi quando esce con poca cattiveria più per non farsi male che per evitare il gol. Si riscatta e merita mezzo punto in più per la parata salva risultato al minuto 85′.

De Sciglio: 6 Presenza abbastanza anonima in cui però non commette grandi errori. Scende poco sulla fascia per dare manforte a Zaniolo prima e Zaccagni poi, ma almeno non concede spazio Akturkoglu che non si vede mai in fase offensiva.

Acerbi: 6 Gara onesta in cui non brilla, ma in cui nemmeno sfigura. La difesa a quattro sembra essergli indigesta, ma stavolta al contrario del derby non deve vedersela con un attaccante di stazza, ma dinamico. Gioca per lo più di esperienza ed alla fine porta a casa la pagnotta.

Chiellini: 5,5 Probabilmente non è la sua ultima gara con la Nazionale visto l’impegno con l’Argentina a giugno, ma l’età sembra aver determinato il capolinea della sua avventura in azzurro. Soffre maledettamente Under che gli va via in ogni occasione e da una di queste nasce il gol del vantaggio dei padroni di casa. Commette anche alcuni falli in posizioni discutibili che creano apprensione alla difesa azzurra. Il ringraziamento per quanto dato in questi anni non può però nascondere delle prestazioni al momento non all’altezza.

Bastoni (dal 75′): 5,5 Non entra benissimo in gara visto che la Turchia segna un gol e va vicino al pareggio con Dursun che viene lasciato troppo solo nelle due opportunità.

Biraghi: 7 Ha il merito di battere il calcio di punizione da cui nasce il gol del pareggio di Cristante. Sembra però tenerci particolarmente a questa gara che non ha grande senso, ma che per lui è un’occasione per mettersi in mostra. Gli bastano 15′ minuti di gara per fare di più di quanto fatto da Emerson durante tutta la gara contro la Macedonia. Nella ripresa con intelligenza riesce a piazzare il secondo assist di giornata con un colpo di testa che tiene vivo il pallone sul quale si avventa Raspadori.

Cristante: 6,5 Il suo gol rivitalizza una squadra tanto giovane quanto apatica fino a quel momento. Una zuccata da posizione non semplice che cambia l’inerzia della gara e che vale la riscossa azzurra che si perfeziona pochi minuti dopo con il gol di Raspadori. Di certo meno tecnico di Jorginho, ma al momento più utile soprattutto per i suoi centimetri che aiutano in entrambe le aree di rigore.

Locatelli (dal 75′): 6 Pochi minuti in cui la Nazionale rinuncia a giocare e lui serve solo come sostegno in mezzo all’area sui calci piazzati.

Pessina: 5,5 Ci mette molta abnegazione ma gioca una partita confusionaria in cui non riesce quasi mai a trovare la posizione giusta. Sbaglia qualche pallone in fase di costruzione, ma non è il solo. E’ un giocatore che fa dell’inserimento la sua arma migliore, ma non arriva mai nei pressi dell’area di rigore avversaria e quindi rimane avulso dal gioco per tutta la sua permanenza in campo.

Sensi (dal 75′): 6 Entra nel momento in cui la gara sembra morta e la nazionale pensa più a gestire che ad offendere. Dopo il secondo gol della Turchia scompare anche perchè la nazionale pensa solo a far passare il tempo.

Tonali: 6,5 Partita di sostanza in cui spicca il pallone rubato da cui nasce il raddoppio di Raspadori. Sembra avere gamba e qualità per essere più di un’alternativa di lusso. Bravo anche nella fase più difficile della gara a prendersi le sue responsabilità ed a farsi dare il pallone tra i piedi per cercare di costruire gioco con la palla a terra.

Zaniolo: 5 Si era fatto un gran parlare del suo mancato impiego contro la Macedonia, ma i 45′ minuti contro la Turchia hanno fugato ogni dubbio. Mai uno spunto, mai una giocata, sembra essere troppo goffo e poco esplosivo nelle sue giocate. Riesce anche a farsi ammonire per un fallo su Söyüncü che di mestiere fa il difensore centrale e che gli va via come il Robben dei bei tempi.

Zaccagni (dal 46′): 6 Esordisce in nazionale con una prestazione positiva. Schierato inizialmente sulla destra riesce a dare più brillantezza e fisicità alla manovra. Dalla sua parte nasce anche il cross che porta al terzo gol. Quando passa a sinistra riesce a carburare tanto da far ammonire Muldur con il quale se la vedrà anche sabato in campionato.

Scamacca: 5,5 La sua prestazione è la certificazione che il problema non è Ciro Immobile. Non tira mai nello specchio della porta, dimostra dei limiti tecnici con la palla tra i piedi e la sua fisicità è abbastanza inutile visto che cross non ne arrivano. Chiaro che le colpe non sono tutte le sue, ma al momento non sembra essere la soluzione ai problemi offensivi della squadra.

Belotti (dal 87′): sv Pochi minuti per dare fiato e centimetri.

Raspadori: 7,5 Due gol he scacciano i fantasmi di un’ennesima disfatta. Cinico nello sfruttare le occasioni che gli si presentano ed ha ribaltare il risultato sfruttando al massimo le occasioni che gli si presentano in maniera un pò occasionale. Di certo è il più vispo degli attaccanti schierati e sembra essere pronto per prendere il posto da titolare di questa nazionale viste le prestazioni degli altri compagni di squadra.

Bonucci (dal 89′): sv Presenza che aumenta il suo curriculum con gli azzurri.

Mancini: 5,5 La Nazionale sembra ancora lontana da uno standard accettabile. Vittoria episodica che però ha messo in mostra alcuni errori nella gara contro la Macedonia. Biraghi e Raspadori meritavano più di Emerson ed Insigne, ma i debiti di riconoscenza nel calcio portano a fare certe figure. Problema principale sembra essere l’apporto della punta centrale che pur cambiando da Immobile a Scamacca non tira mai in porta e non viene mai coinvolta sotto porta. Vittoria inutile che non fa altro che creare rimpianti per una gestione scellerata del girone e delle ultime gare.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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