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Lazio, dove è finito Jovane Cabral? E ora il riscatto…

Jovanne Cabral continua ad essere un oggetto misterioso in casa Lazio.

L’attaccante capoverdiano arrivato alla fine del mercato invernale in prestito dallo Sporting Lisbona per sostituire Muriqi nel ruolo di vice Immobile non sta trovando spazio nelle limitate rotazioni di Sarri. 

Il mister non aveva appoggiato fino in fondo l’operazione Cabral e i risultati sul campo si vedono. L’attaccante fino ad oggi ha collezionato solamente 72 minuti in maglia Lazio spalmati in due presenze, una ad Udine in campionato e all’andata dei sedicesimi di Europa League col Porto. 

L’ex Sporting Lisbona è finito dietro nelle gerarchie da vice-Immobile anche a Felipe Anderson, visto che Sarri preferisce il brasiliano in quel ruolo. Invece nel ruolo di esterno d’attacco è dietro nelle gerarchie anche a Luka Romero che è subentrato nel derby al posto di Felipe Anderson con Zaccagni squalificato.

Il tecnico non ha concesso spazio a Cabral neanche nelle partite già chiuse della Lazio, dove il calciatore avrebbe potuto racimolare minuti e abituarsi al gioco biancoceleste. Infatti nelle sfide contro Fiorentina, Bologna e Cagliari, chiuse tutte sul tre a zero con largo anticipo, Sarri ha preferito spremere sempre di più i titolarissimi senza concedere minuti al nuovo arrivato.

L’attaccante classe ‘98 era arrivato alla Lazio nelle ultime ore del mercato invernale con la formula del prestito oneroso (1 milione di euro) con diritto di riscatto fissato a 8 milioni ed un ingaggio fino a giugno di 500mila euro. Con lo Sporting in 97 presenze ha realizzato 21 gol. 

Visto il ridotto minutaggio concesso a Cabral da Sarri, è difficile immaginare un suo riscatto a fine stagione.

Come riporta il quotidiano sportivo portoghese A Bola ci sarebbe una speciale clausola che trasformerebbe il diritto di riscatto in obbligo in caso di decima presenza di Cabral con i biancocelesti.

Questa potrebbe essere una risposta riguardo al basso utilizzo dell’attaccante da parte di Sarri mai realmente convinto dal giocatore che ha bocciato a parole e nei fatti il giocatore nel ruolo di esterno.