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Italia – Macedonia del Nord, le pagelle: Mancini perde l’umiltà ed con i cambi affossa l’Italia

LE PAGELLE DI ITALIA – MACEDONIA DEL NORD:

Donnarumma: 5 Due tiri in porta da fuori area ed un gol subito.

Florenzi: 5 Evita la frittata nel primo tempo quando Mancini sbaglia un controllo e ferma l’attaccante Macedone che s’invola verso l’area di rigore italiana in solitudine. Prova qualche sortita offensiva, ma in maniera sconclusionata senza coordinarsi mai con Barella e Berardi.

Mancini: 4 Nel primo tempo sbaglia un controllo ed a momenti i macedoni non vanno in porta. Per il resto non deve fare nulla di che perchè gli avversari non provano nemmeno ad andare in avanti. L’Italia batte però un’infinità di calci d’angolo e lui riesce a disinnescarli commettendo falli su falli.

Chiellini (dal 88′): sv Non è un caso che la sua entrata coincida con il gol della Macedonia.

Bastoni: 4,5 Leggermente più preciso del compagno di reparto, ma anche lui potrebbe fare meglio sui calci piazzati dove non la becca mai. Col passare dei minuti va anche in apprensione nella gestione delle chiusure difensive ed il gol nasce da un pasticcio difensivo unico.

Emerson: 3 Va bene la vittoria dell’Europeo, ma la sua presenza quest’oggi è davvero un mistero. Avrebbe spazio per fare male alla difesa macedone, ma in una gara come questa non riesce mai a fare un cross, una sovrapposizione cerando la superiorità sulle fasce. In difesa riesce anche a soffrire in un paio di circostanze dove va in apprensione senza grande motivo.

Jorginho: 3 Se c’è da trovare un colpevole di questa disfatta forse lui è uno di quelli su cui indirizzare l’attenzione. I due rigori sbagliati lo hanno affossato mentalmente e la gara di oggi ne è la prova. Marcato a uomo da Bardi non la becca mai riesce a bucare l’ultima chiusura su Trajkovski chiedendo un fallo di mano invece che provare a contrastare l’avversario.

Verratti: 6 L’uomo da cui ripartire perchè in campo si carica la squadra sulle spalle in tutta la gara. Non perde un pallone, aggredisce gli avversari e riparte palla al piede. Di certo non è assistito dai compagni di reparto che sembrano più zavorre che gettano al vento il suo lavoro. Fa quasi tenerezza per l’impegno che ci mette, ma davvero oggi è stato abbandonato al suo destino.

Barella: 4 Gara frenetica all’insegna della generosità, ma senza grande costrutto. L’impegno non manca, ma riesce a sbagliare sempre la decisione quando si trova a ridosso dell’area di rigore avversaria. Sciupa diverse possibilità di verticalizzare cercando improbabili percussioni palla al piede favorendo il fortino alzato a ridosso dell’area di rigore macedone.

Tonali (dal 76′): 4 Cambio sconclusionato di Mancini che lo getta in campo scombussolando la squadra ed alterando gli equilibri. La sua mancanza di esperienza si nota quando ha la palla tra i piedi che non riesce a gestire come dovrebbe.

Berardi: 4 Dell’attacco titolare è di certo il migliore, ma su di lui pesa l’occasione clamorosa fallita a fine primo tempo. Un tiro ciabattato a porta praticamente vuota è davvero imperdonabile a questo livello. Nella ripresa ha di nuovo sui piedi il pallone buono, ma di destro da ottima posizione spara altissimo.

Joao Pedro (dal 88′): sv Cambio che ha dell’assurdo, ma non è colpa sua.

Immobile: 4,5 La solita gara con la maglia azzurra in cui i compagni di squadra cercano troppo il palleggio in mezzo al campo senza mai servirlo tra le linee. Avrebbe un paio di opportunità di certo non clamorose che però gestisce in maniera non ottimale. Si danna l’anima in pressing, ma spesso e volentieri senza l’aiuto dei compagni di squadra. Esce stremato e poco soddisfatto con la constatazione che anche in sua assenza le cose non migliorano.

Pellegrini (dal 76′): 4,5 Il suo posizionamento come esterno sinistro è misterioso ed infatti anche lui non la becca mai se non quando sciupa un’ottima opportunità davanti al portiere avversario.

Insigne: 3 Partita impalpabile dove non riesce mai ad incidere. Troppo timido con la palla al piede dove non prova mai a puntare il diretto avversario. Sbaglia la misura anche si molti calci d’angolo che puntualmente consegna agli avversari. Anche nel secondo tempo dove avrebbe modo e maniera per essere più intraprendente si limita a fare il compitino patendo molto l’importanza della gara.

Raspadori (dal 63′): 4 Non combina niente in campo, ma sinceramente non ha fatto molto in campionato da meritare questa opportunità. Mancini è un visionario perchè in un fortino del genere, invece che dare peso all’attacco lui lo toglie gettando nella mischia un calciatore che davvero a questi livelli fa tenerezza.

Mancini: 2 La squadra non è tranquilla e questo dipende anche dal suo lavoro. Le scelte iniziali conservative mettono in evidenza i limiti soprattutto fisici di alcuni interpreti. tatticamente il prevedibile fortino macedone resiste in virtù della pochezza della squadra sulle fasce laterali dove le ali a piede invertito sono manna dal cielo per gli avversari. Riesce a peggiorare la situazione con i cambi quando impoverisce l’attacco invece di affiancare un uomo ad Immobile. Nel finale la beffa è solo il triste epilogo delle sue decisioni che sinceramente appare difficile commentare senza pensare che la vittoria dell’Europeo gli abbia fatto perdere l’umiltà di far decidere il campo e non le sue visioni tattiche. Riesce nell’impresa titanica di passare da eroe nazionale a farci rimpiangere Ventura.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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