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Lazio, il futuro è un’incognita: cosa resterà a Sarri?

La Lazio si lecca le ferite del derby, consapevole che nelle ultime 8 gare di campionato dovrà dare il massimo per conquistare un posto in Europa League. Nel frattempo è necessario prendere in considerazione quello che sarà il futuro che resta tutt’ora ricco di incognite.

Nell’ambiente laziale inizia ad affiorare il timore che la prima stagione con Maurizio Sarri in panchina, ritenuta di costruzione, possa rivelarsi alla fine di ulteriore distruzione. La principale causa di questo rischio evidente è la mancanza di certezze. Resta da capire quanti calciatori di questa rosa faranno parte anche di quella del prossimo anno.

La scorsa estate la dirigenza ha rivoluzionato la squadra che, cambiando modulo, è stata consegnata al tecnico incompleta. Alcune delle lacune non sono state colmate a gennaio e Sarri ha espresso più volte la perplessità che si possa riuscire a fare tutto nella prossima sessione di mercato.

Ai mancati acquisti si aggiungono una serie di situazioni legate ai rinnovi di contratto. Questi portano una buona parte dei calciatori ad essere in una situazione precaria.

Una squadra da rifondare

Luiz Felipe non rinnoverà il contratto ed a fine stagione lascerà a zero la Lazio per accasarsi al Betis Siviglia. La frizione tra Acerbi e parte della tifoseria, sommata alle prestazioni poco convincenti offerte dal calciatore, rendono tutt’altro che certa la sua permanenza a Roma. Anche Patric, bloccato a gennaio per il veto imposto da Sarri, potrebbe lasciare Roma, visto che la sua imminente scadenza di contratto. C’è da monitorare la situazione di Radu, il cui contratto scade a giugno, ma di cui preoccupano le condizioni fisiche visto il perdurare di questa fascite plantare. Diverso il discorso legato a Marusic per il cui rinnovo è attesa solo l’ufficialità.

La società dovrà quindi acquistare almeno due difensori centrali (tre se dovessero partire contemporaneamente Acerbi e Patric) rendendo vano il lavoro tattico fatto dal mister sulla linea difensiva, che aveva portato i suoi frutti in questi ultimi mesi. A tutto questo si aggiunge la situazione legata ai due portieri entrambi in scadenza di contratto. Se da una parte Reina non garantisce affidabilità, dall’altra perdere Strakosha a zero resterebbe un grande errore. Sarri ha inoltre chiesto a Tare un terzino sinistro di piede mancino. La richiesta reiterata anche a gennaio prevede, quindi, la bocciatura di Kamenovic, oggetto misterioso della campagna acquisti costato circa 3 milioni.

A centrocampo la situazione non è stabile, Lucas Leiva è in scadenza e potrebbe lasciare il club. In quel caso dovrà essere sostituito da un profilo che possa fare il titolare. Il futuro di Milinkovic e Luis Alberto resta in dubbio, uno dei due infatti potrebbe essere sacrificato per monetizzare. Più sicurezze le porta l’attacco, dove resta necessario l’arrivo di un vice Immobile.

Il rischio che il prossimo anno si debba fare un’altra rivoluzione ancora più profonda è dietro l’angolo. Questa situazione determinerebbe di nuovo una ripartenza da zero nel progetto tecnico legato a Sarri visto che l’asse portante della squadra potrebbe venir rivoluzionato tra pochi mesi. Potrebbe essere anche un bene visto le ultime stagioni dove il calo di rendimento di alcuni interpreti è stato graduale, ma inesorabile. Il tifoso, però, vive con estrema incertezza questi momenti. Serve un cambio radicale nella politica societaria per dare nuova linfa allo zoccolo duro della squadra che anche in questa stagione sta tirando la carretta.

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