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EDITORIALE LAZIO- Derby shock, la colpa è di tutti. Ora ci vuole chiarezza per i tifosi

E’ stato un derby shock in casa Lazio, sconfitta pesantemente per 3-0 dalla Roma al termine di una gara senza storia. Se si va ad analizzare quello che è mancato è facile dire “TUTTO”. Per questo motivo la colpa colpa è di tutti di questa disfatta tecnica e tattica. Una squadra che si è sciolta alla prima difficoltà, andando in crisi isterica su ogni controllo di palla, su ogni passaggio, concedendo il fianco agli avversari che niente hanno fatto che quello che era preventivabile alla vigilia.

Parlare di disamine tecniche è superfluo dopo una partita come questa e l’unica maniera per ovviare per non cadere in immotivate depressioni è guardare avanti verso il prossimo futuro. A farlo devono essere tutte le componenti della società, a partire dalla proprietà e della conduzione tecnica fino ad arrivare all’allenatore ed ai giocatori. Ci vuole chiarezza sul futuro e su quello che si chiama progettualità.

Gli unici ad averci rimesso sono i tifosi ed a questi oltre alle scuse vanno scoperte le carte di un progetto che al momento è un’incognita per molti fattori. Dal rinnovo di Sarri paventato a dicembre, fino ad arrivare alla situazione di alcuni calciatori per poi passare alle intenzioni per il prossimo futuro nella ristrutturazione dell’organico che appare fisiologica. La stagione non è ancora finita e l’obiettivo minimo è ancora alla portata che sarebbe quello di confermare la posizione della scorsa stagione. Quel sesto posto che è ancora ad una manciata di punti e che i calciatori ed il tecnico devono andarsi a prendere. Nel frattempo però la società deve uscire allo scoperto e svelare le carte in tavola. Non è nascondendo la polvere sotto il tappetto che si risolve il problema. Se non ci sono le risorse disponibili per andare a rivoluzionare una rosa garantendo il mantenimento oppure il miglioramento della competitività è opportuno uscire allo scoperto. E’ innegabile che dal post pandemia siamo passati da una Lazio in lotta per lo scudetto ad una Lazio da zona Europa League fino a scendere inesorabilmente di posizioni a cavallo anche dell’ottavo posto. Le motivazioni sono molteplici e sotto gli occhi di tutti, le soluzioni anche, ma se non si può prendere la strada che i tifosi sognano è opportuno uscire allo scoperto e cercare di ricostruire le macerie di un ambiente che si sta logorando dietro i silenzi di tutti, nessuno escluso.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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