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ESCLUSIVA – Nanni: “Lazio, ecco come si vince il derby. Alla Roma ruberei un giocatore”. E il ricordo di Wilson e Chinaglia…

Un gol nel derby può cambiare il destino di una stagione. Sembra una frase fatta, ma non è così. A certificarlo la prodezza di Franco Nanni in una stracittadina di ben 50 anni fa. Era il 12 novembre del 1972 quando il mediano toscano, poco dopo la mezz’ora del primo tempo, raccolse la sfera a centrocampo, eluse l’intervento di un paio di giocatori giallorossi prima di esplodere un destro potente e mortifero, imparabile per Ginulfi. Un capolavoro balistico di cui ancora si parla oggi, che spense di fatto le velleità importanti della Roma allora allenata da Helenio Herrera; una rete decisiva che, oltre a risolvere la stracittadina, pose anche le le basi dell’impresa che i ragazzi di Maestrelli avrebbero compiuto un anno e mezzo più tardi. Alla vigilia del derby numero 153, abbiamo raggiunto telefonicamente proprio l’eroe di quel famoso derby.

Salve Nanni e grazie per la sua disponibilità: che ricordi conserva di quella domenica di ormai 50 anni fa?

“Nonostante la Lazio venisse dalla serie cadetta, partimmo subito forte collezionando tre vittorie che ci proiettarono in testa alla classifica con Inter e Roma. I giallorossi erano reduci dal pari fortunoso di Cagliari dove Riva graziò gli ospiti fallendo un calcio di rigore, mentre noi all’Olimpico piegammo di misura la Ternana. La settimana precedente i romanisti apparivano molto spavaldi in virtù della loro presunta superiorità, erano convinti che il derby sarebbe stato una formalità, ma le cose in campo andarono diversamente. Il mio gol dalla distanza ruppe l’equilibrio, Herrera parlò di fortuna alimentando la polemica del post gara, ma di fatto quella rete mise le ali alla Lazio e mandò in crisi la Roma che si salvò in extremis a fine stagione”.

Pochi giorni fa è uscito di scena uno dei simboli di quella squadra pazza e maledetta: ci descriva brevemente il capitano

“Pino era una persona dotata di una intelligenza fuori dal comune. Arrivammo insieme alla Lazio nel ’69 e il suo carisma non tardò a manifestarsi. Con me scherzava sempre, diceva che avevo un piede a 18 carati per sottolineare ironicamente le mie non esaltanti dimensioni. Non ci stava a perdere nemmeno le partitelle in allenamento, era insieme a Giorgio un autentico trascinatore, affrontava e risolveva con successo le situazioni più delicate. Un capitano con la C maiuscola dentro e fuori dal campo”.

Tra pochi giorni ricorrerà anche il decennale della scomparsa di Chinaglia…

“Giorgio era il secondo capitano, ho avuto il privilegio di giocare accanto a uno dei personaggi più importanti della storia biancoceleste. Come Pino, non mollava mai, quando vedeva i colori giallorossi, poi, diventava una furia, la folla romanista lo esaltava non poco, non a caso ha deciso diversi derby. Una persona di grande temperamento, un leone dentro il rettangolo verde, ma fuori dal campo era di una generosità incredibile”.

Torniamo all’attualità: domenica che derby si aspetta?

“Molto dipende dall’approccio mentale dei ragazzi di Sarri. La Lazio sta vivendo un buon momento anche se contro il Venezia non mi ha impressionato più di tanto. I biancocelesti, a mio avviso, dovrebbero sfruttare di più la profondità, ci sono tutti i presupposti per mettere in difficoltà la Roma, già sconfitta nella gara di andata. La Lazio dalla cintola in su è tanta roba, poche altre squadre in Italia possono vantare i vari Anderson, Pedro, Immobile, Milinkovic e Luis Alberto. Sicuramente qualcosa va registrato in difesa, ma sono fiducioso in Sarri. La Lazio non deve fare calcoli, dovrà essere spregiudicata e spavalda se vuole fare suo il derby, peccato per l’assenza di Zaccagni”.

Chi toglierebbe all’undici di Mourinho?

“Senza dubbio Abraham. L’inglese alla sua prima stagione sta facendo benissimo ma anche noi lì davanti non siamo messi così male…”

Le piace il calcio moderno?

” Sinceramente non più di tanto. Si predilige troppo l’aspetto tattico, l’agonismo esasperato mortifica la qualità”.

Parola di Nanni.

Michela Santoboni

Classe ‘90, nasco in Sabina ma oggi vivo al mare. Divento giornalista nel 2017 collaborando con un sito a cui devo molto, Lazionews.eu. Dopo tante trasferte, anche all'estero (ultima quella di Riad, a dicembre 2019), approdo a Noibiancocelesti.com nel luglio 2020.

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