fbpx

ESCLUSIVA OCW SPORT – Signori: “Orgoglioso, l’unico per cui i tifosi sono scesi in piazza. Sarri? Un misto tra Zoff e Zeman” – VIDEO

Su Ocw Sport nel podcast su Twitch condotto da Andrea Panciroli e Domenico Manfredi in collaborazione con la nostra redazione di Noibiancocelesti è intervenuto questo pomeriggio Beppe Signori. In concomitanza con l’uscita del suo libro “Fuorigioco. Perde solo chi si arrende” l’ex bomber biancoceleste ha raccontato la sua storia. Dalle ultime vicende giudiziarie che lo hanno visto uscire dal mondo del calcio fino alla definitiva assoluzione che lo ha fatto uscire da un tunnel durato 10 anni.

I GIORNI DEL PROCESSO

“Ci tengo a precisare che sono stato assolto perchè il fatto non sussiste e non per insufficienza di prove esordisce così l’ex attaccante della Lazio che in maniera orgogliosa vuole precisare il fatto di essere stato dichiarato innocente con formula piena.

“Ricordo come se fosse ora che mi chiamò mia moglie dicendomi che in casa c’era in corso una perquisizione e che avrei dovuto recarmi in stazione dove due poliziotti in borghese mi avrebbe riaccompagnato a Bologna. Mentre ero sul treno mi chiamò mia sorella in lacrime chiedendomi in che carcere mi avessero portato perchè ho letto che ti hanno arrestato. In quel periodo non ero tecnologico ed avevo un telefono senza internet, chiesi ai poliziotti di mostrarmi sullo smartphone la notizia e capii cosa stava succedendo dove tutti i media riportavano che ero stato arrestato”.

“Mi sono fatto 12 giorni di arresti domiciliari – continua a raccontare Signori – e da li mi sono accorto che il mondo che era attorno a me era cambiato e vedevo tutto nero. Una condizione difficile da raccontare e mi sono chiuso in casa e non avevo voglia di vedere nessuno. Non ero così forte da sopportare un dolore così forte tanto che a causa di questa situazione ha avuto dei problemi fisici ed ho rischiato di morire a causa di un’embolia polmonare. Mi era stato proposto di patteggiare la pena dai miei avvocati, ma sapevo dove era la verità e sono voluto andare fino alla fine ed alla fine ho avuto ragione”.

“In quel periodo ero l’uomo perfetto per quell’indagine perchè mi piaceva scommettere, avevo un nome molto conosciuto e non ero tesserato per nessuna società”.

IL FUTURO

“Ho ricevuto la grazia dalla Federazione e mi piacerebbe tornare a lavorare nel mondo del calcio. Mi piacerebbe educare i bambini perchè vanno più educati che allenato. Dieci anni fa avevo conseguito il patentino per allenare in tutte le categorie, ma adesso ho perso 10 anni e so perfettamente che non sarei pronto”.

ZEMAN

“La mia tesi a Coverciano è stata sui movimenti offensivi di un tridente in attacco. Il mio modulo preferito è il 4-3-3 alla Zeman perchè mi piace difendere attaccando. Ho avuto nella mia carriera tanti allenatore, ma un solo Maestro e quello è Zeman. Senza di lui non sarei arrivato. Lui mi ha preso dal Piacenza quando avevo fatto l’anno prima 5 gol di cui 3 su rigore”.

LA LAZIO

“Mi sono trovato benissimo a Roma e mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio. Sono orgoglioso perchè sono stato l’unico calciatore al mondo per il quale i tifosi sono scesi in piazza per bloccare una cessione. In quel momento mi trovavo in Brasile ed ho visto le immagini di quello che era successo. Arrivai alla Lazio con Zoff che fu bravo a gestirmi ed a cambiarmi ruolo e mi fece giocare seconda punta. Con Zeman facemmo benissimo arrivando secondi e terzi“.

CRAGNOTTI

“Ho avuto un rapporto che va al di là del ruolo giocatore presidente. Ricordo che quando andavo a discutere l’ingaggio e mi prefissavo una somma lui mi offriva subito di più di quanto avevo pensato e mi spiazzava”

DERBY

“A Roma i derby si vivono tutto l’anno. Ricordo che appena sono arrivato a Roma la prima cosa che mi dissero i tifosi un “mi raccomando al derby”. Sono stato fortunato perchè ho vinto parecchi derby, ho segnato e sono anche stato espulso. Il gol più bello fu quello al sesto minuto al volo di destro per me che sono sinistro”.

RIMPIANTI

“L’unico rimpianto è quello di non aver giocato la finale del mondiale. In pratica mi sono fatto fuori da solo perchè dopo la prima partita mi ha impiegato da esterno di centrocampo. In quel momento visto le difficoltà climatiche che non mi permettevano di recuperare ho chiesto a Sacchi di essere impiegato solo come attaccante. Nella finale capisco che qualsiasi giocatore avrebbe giocato anche infortunato e quindi ho capito la scelta di Baggio. Sarei potuto entrare solo per battere il rigore, ma capisco Sacchi che preso dalla partita non ha effettuato l’ultima sostituzione”.

I RIGORI DA FERMO

“E’ stata un’intuizione vedendo i campionati di freccette dove tutti tirano da fermi. Li non conta la potenza, ma la precisione perchè non davo il tempo al portiere di buttarsi. A quel punto bastava vedere come i portieri si piegavano per caricare la gamba per slanciarsi e bastava tirare dall’altra parte ed il gioco era fatto”.

IMMOBILE

“Una cosa che non fa parte di me è l’invidia. Spero che Immobile faccia ancora tanti gol con la Lazio e superi Piola e diventare il capocannoniere di tutti i tempi. Se Ciro fa gol sono contento perchè la Lazio vince. In Nazionale credo che sia una questione tattica perchè con la Lazio attacca molto la profondità, con Mancini ha meno spazio per tagliare dietro i difensori”.

SARRI

“Credo che sia un mix sta la tattica di Zeman e la doti gestionali di Zoff”.

EX COMPAGNI

“Bokisc era un giocatore formidabile, tecnico potente e forse aveva l’unico difetto di non essere freddo sotto porta. Gazza come era in campo era fuori e gli paiceva divertirsi mentre giocava ed anche nella vita. Quello che posso dire che era un ragazzo di una generosità incredibile e non ho mai sentito parlare male di lui un suo ex compagno”.

MAZZONE

“Per me è un grande gestore e motivatore di un gruppo. Per mettermi a mio agio quando arrivai disse alla squadra “Io parlo solo con Beppe, chi non lo conosce si vada a leggere l’almanacco”.

VIDEO

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 6534 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione