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EDITORIALE – Lazio attenta, la tattica del pianto comincia a portare i frutti

La vittoria contro il Venezia non ha di certo fatto stropicciare gli occhi ai tifosi biancocelesti che hanno visto una piccola involuzione rispetto alla precedente vittoria contro il Cagliari. Il rigore di Immobile però ha con un colpo solo permesso ai biancocelesti di superare Roma ed Atalanta ed attestarsi momentaneamente al quinto posto in classifica. Una vittoria che permetterà a Sarri ed ai suoi ragazzi di preparare con maggiore serenità il derby di domenica prossima.

Non sarà della stracittadina però Mattia Zaccagni che verrà appiedato dal giudice sportivo a seguito del cartellino giallo rimediato sul finire del primo tempo per una simulazione che solo il direttore di gara Manganiello ha rilevato. Un cartellino grottesco figlio di un arbitraggio scadente tale da richiedere l’ausilio del Var per vedere il calcione di Črnigoj sul volto di Luiz Felipe che Manganiello aveva valutato come una simulazione non fermando nemmeno il gioco con il calciatore che da terra si dimenava chiedendo l’intervento dei sanitari.

Semplici sviste? Dall’andamento delle ultime giornate sembra proprio di no. Il vento sembra essere cambiato a Roma. La tanto bistrattata squadra giallorossa, dopo mesi di critiche a tutti gli arbitri di tutte le gare che non hanno portato i tre punti, tace e si gode i rigori concessi oltre il 90esimo e la mancata espulsione di Abraham contro l’Atalanta.

La tattica del pianto operata da Mourinho comincia a portare i suoi frutti e l’ultima vittima è Mattia Zaccagni reo solo di aver preso una ginocchiata da Caldara mentre era lanciato a rete. Contatto tanto evidente quanto meritevole della massima punizione che d’un tratto si trasforma in cartellino giallo. La fortuna ha voluto che Luiz Felipe non abbia commesso nessun fallo perchè l’irreprensibile Manganiello di certo non lo avrebbe risparmiato vista la sua condizione di diffidato. Sembra che il “caso” abbia voluto compensare l’espulsione rimediata da Pellegrini in Roma – Udinese che costò il derby d’andata. A differenze dello Special One però non ha voluto foraggiare gli animi già esacerbati in vista di un derby che potrebbe valere un posto in Europa a fine anno.

L’ironia di Sarri in conferenza stampa è sembrata più divertente degli stucchevoli teatrini in panchina cui abbiamo assistito dall’altra sponda della Capitale. Quel “Neanche se avesse arbitrato il Presidente della Roma” ha chiarito in un colpo solo il suo animo senza andare a scomodare le stanze del potere che di fatto hanno subito i colpi ai fianchi dello “Special One”.

In vista del derby di domenica serve attenzione massima perchè c’è il pericolo di assistere ad episodi come quelli di Strootman o di Zaniolo all’andata li dove due maldestre simulazioni si tramutarono in calci di rigore er fortuna ininfluenti ai fini del risultato finale. La designazione ci dirà molto su questo perchè servirà un arbitro di personalità e di esperienza. Gli unici a disposizione di Rocchi sembrano essere Orsato o Doveri. Se dovesse esserci una designazione differente la Lazio dovrà alzare ancora di più le antenne ed aumentare il grado di attenzione perchè di certo ci sarà un assalto alla baionetta nei confronti de direttore di gara ad ogni fischio non gradito.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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