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Lazio – Venezia, le pagelle: Zaccagni giallo grottesco, Luiz Felipe decisivo

LE PAGELLE DI LAZIO – VENEZIA:

Strakosha: 6 Mai impegnato seriamente durante la partita rischia di fare la frittata con un appoggio sbagliato su Luiz Felipe a pochi minuti dal termine.

Patric: 6,5 Partita accorta dove contiene bene le velleità offensive di Okereke che è il più pericoloso degli avversari. Cresce con il passare dei minuti anche la sua pericolosità offensiva e solo un maldestro tiro di Luis Alberto lo mette fuori dal tabellino degli assist.

Lazzari (dal 77′): 6 Buon rientro del laterale difensivo che si candida per un posto nel derby. Pochi minuti di grande intensità dove riesce a creare più di qualche pericolo per la difesa degli ospiti.

Luiz Felipe: 7 E’ l’uomo più atteso per via di quel cartellino giallo che potrebbe pesare come un macigno in vista del derby. Il centrale difensivo però non tradisce e annulla Nsame con grande agilità ed ha il merito di procurarsi anche il calcio di rigore che decide il match.

Acerbi: 6,5 Poco lavoro fino al finale di gara in cui il Venezia con un pò di confusione crea qualche apprensione in difesa. Sembra però tornato al suo livello ed il nuovo modulo è assimilato come non mai in questa stagione.

Hysaj: 6 Partita accorta con pochi svarioni in cui però rimane molto bloccato sulla difensiva. Dopo la gara con il Napoli nel finale non fa prigionieri e commette due falli per non permettere le ripartenze ai giocatori del Venezia.

Leiva: 6,5 E’ in costante crescita e sembra esser tornato ai suoi livelli ottimali del pre lockdown. Recupera un’infinità di palloni in mezzo al campo con grande maestria andando a mettersi sempre al posto giusto a momento giusto.

Milinkovic: 6 Gara di sostanza condita da qualche bella giocata in collaborazione con Felipe Anderson. Gli è mancata però la giocata che da uno come lui ti aspetti in una gara come questa. Non ha fatto però mancare il suo apporto anche in fase di interdizione calandosi anche nel ruolo di interdittore che non è nel suo repertorio.

Luis Alberto: 6 Con la palla al piede è un maestro peccato però che in una gara come questa non riesca a dare continuità alle sue imbucate. Troppo remissivo in alcune situazioni ed i calci d’angolo cominciano a diventare un problema visto che ne batte tanti, ma la Lazio crea poco. Sbaglia una buona occasione per troppa sufficenza ed un pizzico di sfortuna.

Basic (dal 83′): sv Pochi minuti in cui ha capito l’errore commesso con il Napoli.

Felipe Anderson: 6 Va a strappi come spesso gli accade, ma quando si accende arrivano i problemi per la difesa veneta. Fallisce una buona opportunità a metà del primo tempo e nel finale sbaglia un paio di rifiniture che potrebbero chiudere la partita. Si fa apprezzare anche in fase di non possesso palle in cui aiuta Patric e Lazzari.

Immobile: 7 Segna un rigore che pesa come un macigno che consente alla Lazio di fare un doppio balzo in classifica. Manda Felipe Anderson in porta nel primo tempo con un lancio di prima intenzione che avrebbe meritato miglior sorte. Si sbatte fino al novantesimo riuscendo a tenere impegnata la retroguardia lagunare che non ha mai potuto giocare il pallone con serenità visto il suo continuo fare pressing.

Zaccagni: 5,5 Tanto ingenuo quanto sfortunato nell’incontrare un arbitro poco attento che gli rifila un cartellino giallo per simulazione grottesco. Il contatto con Caldara è abbastanza netto e meritevole della massima sanzione, ma il precedente di pochi minuti prima mette la pulce nell’orecchio di Manganiello che combina un pasticcio. Per il resto gioca una gara sottotono in cui combina poco soprattutto nella ripresa quando ne rise

Pedro (dal 70′): 6 Pochi minuti in cui non si mette particolarmente in luce. Domenica però sarà titolare e da lui ci si aspetta tutt’altra prova.

Sarri: 6 Prestazione non trascendentale della sua squadra che però viene a capo di questa partita con maturità. Di positivo oltre al risultato c’è la gestione degli ultimi minuti che tanto male aveva fatto nelle passate occasioni. Un piccolo passo indietro nella prestazione in cui la giornata non positiva di Milinkovic e Luis Alberto e Zaccagni incupisce la squadra che è troppo lenta e prevedibile.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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