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Udinese – Roma, Marino furioso: “Episodio non chiaro, non ci sono immagini dove si vede il tocco di mano. Su Marelli….”

Il pareggio in extremis della Roma giunto al minuto 93° su calcio di rigore fischiato dall’arbitro Di Bello per un presunto tocco di mano di Zeegelaar ha mandato su tutte le furie il Direttore dell’area tecnica friulana Pierpaolo Marino. Nel post gara ai microfoni di DAZN sono state pesanti le critiche all’operato del direttore di gara reo di aver fischiato la massima punizione in un episodio che dalle immagini non si è chiarito in maniera definitiva. “Sono parecchie settimane che giochiamo bene e che il risultato ci sfugge anche per episodi poco chiari. Anche oggi sul rigore c’è molto da dire. Io non ho visto un’immagine dove si vede chiaramente il tocco di mano e, purtroppo, il Var in questi casi non può fare niente perchè non c’è un’immagine che va a confutare ciò che dice l’arbitro. Con Di Bello venivamo da 9 sconfitte consecutive e ci sarebbe da ridire anche sul punto di battuta della punizione da cui nasce il rigore che si doveva battere 15 metri più indietro”.

Marino poi ha stigmatizzato anche le parole dell’ex arbitro Marelli che a DAZN aveva plaudito la scelta del direttore di gara. “Ad oggi Marelli non è più arbitro ed è un’opinionista e non è un organo tecnico dell’AIA e spesso le sue opinioni sono contrastanti con la realtà. E’ accaduto a Milano su un gol Udogie dove ha detto che c’era un tocco con la mano che non si è visto. Io sono un ex arbitro ed a questo arbitro ed il suo giudizio lascia il tempo che trova, non ho il riscontro delle immagini che mi aiutino a capire come si può fischiare un rigore al 94° minuto con una imperiosità e una sicurezza implacabili. Non vorrei che Marelli nei suoi commenti non si facesse influenzare sui bacini d’utenza delle squadre. Vedo sempre dei giudizi a tutela di quei bacini d’utenza come Roma e Milano che non hanno bisogno di aiuti che sono supportati dal vento degli interessi editoriali. Marelli non è il depositario della verità ed in casi di immagini contrastate sarebbe più opportuno tenere una posizione di equità e non fare un plauso all’arbitro del quale non vedo proprio il motivo“:

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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