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EDITORIALE – Ciao Pino, capitano fiero e rappresentante dell’essenza della vera lazialità

Ci sono notizie che non vorresti mai dare ed articoli che non vorresti mai scrivere. La natura del giornalista però impone di superare certi momenti e di mettere nero su bianco quelle sensazioni di estrema tristezza che pervadono la mente in questi momenti. La scomparsa di Pino Wilson è stata come una fitta profonda che ha colpito al cuore tutti i laziali di ogni età. Da coloro che hanno visto le sue gesta nei campi di serie A quando da fiero capitano della “Banda Maestrelli” ha portato il primo scudetto della storia biancoceleste, fino a passare ai più giovani che lo hanno conosciuto come persona amabile e disponibile nonché come opinionista competente ed appassionato in radio ed in tv.

E’ stata la mente razionale di quella Lazio che nel 1974 fece esultare Roma portando il primo scudetto sulla sponda biancoceleste. Difensore dalla tecnica sopraffina che soffiava i palloni agli attaccanti con delle scivolate da manuale, si faceva rispettare anche dagli arbitri cui si poneva sempre con le braccia dietro la schiena, ma a cui incuteva rispetto per la sua mimica facciale. Negli ultimi anni aveva intrapreso un percorso da commentatore e si faceva apprezzare per la sua competenza e per la sua compostezza. Non faceva mancare critiche quando servivano e complimenti nei momenti di gioia, sempre però condizionato dal suo stile pacato e cordiale. Sempre disponibile con i tifosi ed a partecipare ad iniziative legate ai colori biancocelesti. Era stato anche uno degli ideatori e realizzatori delle edizioni “Di Padre in Figlio” attraverso le quali era riuscito a portare allo Stadio Olimpico oltre 40 mila tifosi per delle gare in cui le vecchie glorie biancocelesti hanno riempito i cuori e ravvivato i ricordi.

In questi momenti di estrema tristezza l’unico sollievo di chi vi scrive viene da una foto con tre icone del mondo biancoceleste che a loro modo hanno rappresentato le tante essenze della vera lazialità.

Ciao Pino, che la terra ti sia live ed ora che puoi riabbraccia il Maestro e Giorgio anche a nome di tutti noi!!!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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