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De Zerbi: “Ho dormito in camera, ma quando sentivo un boato scappavo nel bunker”

Sono tornati finalmente in Italia Roberto De Zerbi allenatore dello Shakhtar Donetsk ed il suo staff. Cinque giorni di terrore bloccati a Kiev dopo lo scoppio dell’invasione da parte della Russia all’Ucraina. Intervenuto ai microfoni di Radio 105 De Zerbi ha raccontato i momenti più difficili di questa esperienza.  

I GIORNI A KIEV

“Le giornate erano di 24 ore ma passavano molto molto lentamente anche perché non dormivi, la notte si sentiva di tutto. C’era chi dormiva in bunker e chi in camera. Io dormivo in camera per capire cosa succedeva fuori dall’hotel, quando sentivo un boato scappavo nel bunker. Poi tornavo in camera dopo qualche ora.  È vero che faccio l’allenatore e l’allenatore non deve per forza averne fuori dal campo, però io e il mio staff tutto compatto ci siamo messi a servizio dei calciatori che hanno l’età dei nostri figli. Non ho mai avuto paura di non tornare. Ho avuto paura che saltasse la linea internet, che staccassero la luce in città, mancasse l’acqua calda o finissero le scorte di acqua e di cibo. I brasiliani sono andati via un giorno prima di noi tramite Romania-Parigi-Brasile, ci sentiamo sempre”.

IL RITORNO IN ITALIA

“Non bisogna farsi prendere dall’ansia. Si poteva scappare fare quando si voleva, almeno fino a quando non è entrato in vigore il coprifuoco, però fuga voleva dire magari stare 4, 5 giorni sulla strada senza scorte di cibo e di acqua. I benzinai erano presi di assalto e quindi non potevi fare scelte dettate solo dalla paura. Dovevi rimanere tranquillo, preparare le mappe degli itinerari che dovevi seguire. La nostra ambasciata ci ha aiutato per quello che poteva, eravamo oltre 2000 italiani. Siamo tornati a casa grazie all’impegno del presidente della Fifa Ceferin che è stato di un’umanità, di una sensibilità incredibile, ha organizzato tutto nei minimi dettagli e anche l’Ambasciata ci ha trattato bene”.

L’UCRAINA

“Stanno difendendo la libertà e chi difende la libertà parte avvantaggiato. Certo, la differenza di potenziale di armi sposta tutto. Per quello che ho visto io, possono continuare non si sa per quanto. Sono davvero tosti: il campione di pugilato (sindaco di Kiev, ndr) si è messo a combattere, un mio magazziniere giovane con una figlia piccola, ha preso il fucile pronto a combattere”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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