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Lazio – Napoli, Spalletti: “Possiamo mettere in difficoltà la Lazio. Osihmen può giocare 90 minuti” – VIDEO

Alla vigilia della sfida dell’Olimpico tra Lazio e Napoli, nel quartier generale di Castel Volturno il tecnico dei partenopei Luciano Spalletti ha risposto alle domande dei cronisti presenti.

Barcellona?

“Non è la sconfitta a doverci mortificare, ma il fatto che non siamo stati all’altezza di noi stessi. Abbiamo un’identità di gioco che ci ha dato soddisfazioni e viene riconosciuto anche dai ragazzi, ma questo gioco non può prescindere dal metterci tanta qualità. Se poi dentro la partita questa qualità viene a mancare, diventa un boomerang. Dobbiamo gestire la palla in un certo modo, altrimento rischia brutte figure. Per lo Scudetto ci vedo una bella lotta, può diventare una giostra bella pericolosa per anime forti. Molte squadre possono rientrare nella lotta Champions e per lo Scudetto, i miei calciatori ci daranno tutto e ne sono convinto. Li conosco bene, sanno riconoscere quello che è il momento. Da qui in avanti deve essere una corsa a perdifiato”.

Detto napoletano: ‘Chi tiene paura nun se cocca cu ‘e femmene belle’. Nel Napoli paura o problema atletico?

“Non c’è niente che non sappiamo del nostro sport, conosciamo i momenti difficili perché ne abbiamo già superati diversi. La soluzione è sempre dentro noi stessi. Tra il periodo peggiore ed il periodo migliore ci siamo sempre noi di mezzo, siamo sempre gli stessi. Dipende tutto da noi. Abbiamo perso energie, è vero, ma allo stesso tempo dentro la squadra ancora ho tante fonti misteriose che possono darci delle soluzioni a tante cose. Giochiamo con fiducia, abbiamo una chance da giocarci. E’ l’occasione per far vedere se la nostra forza può andare oltre tutto”.

Come si spiega il momento?

“Abbiamo avuto delle difficoltà e lo abbiamo detto, ma non abbiamo mai staccato la spina. Sono io il generatore di corrente della squadra ed a me è acceso assolutamente. Hanno coinvolto tutti in questa brutta prestazione i due gol presi in poco tempo. C’è qualcosa da rivedere ma dipende anche dalle mie richieste.Se scendiamo sotto una soglia per qualità, rischiamo. Poi alcune sono scelte mie, come lo schema da calcio d’angolo che è stata una mia richiesta, così come l’atteggiamento propositivo sul secondo gol è una mia direttiva. Ci è mancato qualche comportamento dentro questa scelta, ma sono stato io. Questa gara può darci tanto, ma dobbiamo giocare con coraggio. Poi la differenza tra andata e ritorno con il Barcellona sta in quei due gol. Se la vado a rivedere bene, trovo casuale che abbiano sbagliato gol molto più facili di quello segnato da De Jong. Con quegli errori dobbiamo discutere l’atteggiamento, ma questo non trova riscontro nella nostra preparazione. Non ho visto altri corner battuti in quel modo come fatto sull’1-0”.

Guerra in Ucraina?

“Non conosco le cause che hanno portato ad una situazione così, ma nessun motivo può essere valido per costringere delle persone a diventare profughi ed a rischiare di essere schiacciati da bombe. Ti crea disagio pensare ai bambini che lasciano le loro camerette e si trovano scaraventati a dormire sotto i ponti in giro per il mondo. Non c’è mai un motivo per fare la guerra”.

Infortunati?

“Osimhen sta molto bene, può giocare novanta minuti di gioco. Lobotka lo portiamo ma difficile che possa partire titolare, lo valuteremo domani. Ha lavorato con la squadra ed ha fatto un po’ di personalizzato. Sarà convocato e lo valuteremo con calma. Lozano sta molto meglio, sente migliorare bene la spalla. Anguissa ha ancora bisogno di questa settimana e di valutare, con esami clinici, la sua ripresa”.

Reazione a clima di sfiducia?

“La squadra la valuto in generale, non posso dare verdetti ogni partita perché faccio valutazioni più profonde. Per questo sono convinto che i miei possano meritare la mia fiducia conservando tutta la loro autostima. Bisogna assolutamente non smettere di lottare, restare con la volontà lottatrice anche se non si sta benissimo. Dobbiamo restare agganciati alla possibilità di dare una felicità che non sarebbe mai dimenticata dai nostri tifosi. Siamo ad un bivio: dobbiamo scegliere se essere dimenticati o essere ricordati per sempre come eroi dai nostri tifosi”.

Affrontare Sarri?

“Ha un peso particolare se si vuole restare su quello che ha fatto a Napoli, ha fatto giocare la squadra come nessuno mai. Per quelli che lo hanno vissuto il ricordo ritorna in superficie, ma poi è un avversario ed è una squadra che gioca un buon calcio e che, come è già successo. Il Napoli può andare a confrontarsi con la Lazio ed a metterla in difficoltà, come tutte le squadre. Dobbiamo essere il Napoli, una squadra che non rinuncia mai”.

Appagamento per il piazzamento in Champions?

“Non lo abbiamo assolutamente centrato, così come non abbiamo centrato ancora nulla. Se scendi dal treno per lo Scudetto devi guardarti dietro, perché sono tutti lì. In ogni caso l’unica strategia possibile è far più punti possibile, sia per lo Scudetto che per la Champions. E’ bruttissimo alludere ad un appagamento, se se ne accorge De Laurentiis ribalta tutto. Non può esserci appagamento, e noi la pensiamo come il nostro presidente. Tutti”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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