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EDITORIALE – Serie A ostaggio dei modi di Mourinho e Gasperini. Quando finirà tutto questo?

La scorsa domenica è balzata alle cronache per l’ennesima giornata in cui due volti noti delle panchine hanno messo in piedi un ennesimo teatrino nei confronti degli arbitri e dei loro assistenti. Le reazioni di escandescenza di Josè Mourinho e di Giampiero Gasperini sono diventati stucchevoli e vanno duramente stigmatizzate da parte degli addetti ai lavori, ma soprattutto degli organi competenti. Due ottimi allenatori che però quando sono in panchina, durante lo svolgimento della loro attività lavorativa, non perdono tempo per andare sopra le righe e valicare i limiti della buona educazione. Chiaro che la tensione agonistica a volte può far perdere la calma, ma se questo accade quasi a cadenza settimanale è evidente che siamo di fronte ad un problema cui mettere rimedio. La pretestuosità di alcune recriminazioni appare anche testimonianza di uno stato di frustrazione di questi due tecnici che in questa stagione non stanno raggiungendo i risultati sperati. E’ chiaro comunque che gesti come quelli del telefono messi in atto da Mourinho cui fanno seguito dichiarazioni che a volte mettono in dubbio oltre che le capacità anche la buona fede dei direttori di gara devono essere oggetto di provvedimenti molto pesanti ed andrebbe fatto presenti a due tecnici che questo modus operandi non sarà più tollerato. La recidività deve essere valutata dal giudice sportivo con attenzione e deve portare ad un inasprimento violento delle sanzioni. Appare evidente che i problemi arbitrali sono condivisi da tutte le società senza che ci siano vittime o carnefici, ma il modo di fare in panchina e davanti ai microfoni di questi due tecnici non porta di certo ad una soluzione, anzi, aumenta le tensioni fino a condizionare gli organi al vertice del calcio.

Le sanzioni comminate quest’oggi dal Giudice Sportivo per i fatti accaduti in Roma – Verona e Fiorentina – Atalanta testimoniano ancora una volta come la Serie A sia ostaggio dei modi di Mourinho e Gasperini che incuranti delle lievi conseguenze così facendo sono autorizzati a continuare in questo stucchevole teatrino domenica dopo domenica. Nella speranza che i due protagonisti cambino atteggiamento ci poniamo se così non dovesse avvenire in maniera spontanea “Quando finirà tutto questo?”

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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