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Porto – Lazio, le pagelle: Zaccagni una freccia

LE PAGELLE DI AUGUSTO SCISCIONE

Strakosha: 6 Non può nulla sui gol del Porto che sono fuori dalla sua portata. Reattivo sul sinistro di Toni Martinez che evita il tracollo, bravo anche con i piedi quando viene chiamato in causa.

Marusic: 6 Zaidu e Pepe lo mettono in difficoltà per larga parte della gara e proprio dalla sua zona nasce il cross per il gol che pareggia la gara. Non demorde e sale di tono nella ripresa quando la pressione del Porto si fa più importante lui riesce a stare molto alto senza subire le folate offensive dei giocatori più freschi.

Luiz Felipe: 4,5 Si perde Toni Martinez in due occasioni abbastanza simili che costano due gol sanguinosi. Se nel primo caso è bravo anche l’attaccante a trovare una frustata di testa imparabile in occasione della seconda rete si addormenta su un cross molto lento e leggibile. Va in crisi e nei successivi 15′ minuti sbaglia quasi tutto.

Patric: 7 Tiene in piedi la baracca quando il compagno di reparto va in difficoltà. Bravo nell’impostare sta diventando una piacevole novità del nuovo ciclo targato Maurizio Sarri. Bravo anche in alcune letture difensive che impediscono guai peggiori tenendo in piedi la qualificazione.

Radu: 6 Ritorna titolare dopo diverso tempo e non tradisce emozioni nonostante dalla sua parte agiscano calciatori molto pericolosi come Vieira, Otavio e Vitinha. Sbaglia qualche lettura, ma con esperienza ne viene fuori senza creare grandi danni.

Hysaj (dal 71′): 6 Forse pungolato dalla bocciatura entra in maniera molto convinta senza sbagliare un singolo intervento anche se non riesce ad incidere anche perchè Zaccagni sembra non averne quasi più.

Leiva: 7 Il professore in mezzo al campo impartisce lezioni a tutti dirimpettai portoghesi che nonostante siano più brillanti fisicamente non riescono a leggere le situazioni come fa lui. La sua presenza induce Sergio Conceicao ad abbandonare velleità di andare per le vie centrali ed il gioco dei padroni di casa si sviluppa solo sulle fasce.

Cataldi (dal 69′): 6,5 Il suo ingresso in campo rivitalizza una manovra di gioco che si stava incartando sul pressing dei portoghesi. Gioca molti palloni tutti con grande qualità senza mai sbagliare l’idea di gioco e l’esecuzione.

Milinkovic: 6,5 Ha sui piedi il pallone dello 0-2, ma Diogo Costa con il piede gli strozza l’urlo in gola dopo una giocata sontuosa. Regge l’urto della qualità dei palleggiatori portoghesi che provano a mandarlo in tilt, ma con grande senso tattico tiene bene la posizione. Nel finale prova a farsi vedere in area di rigore, ma non arrivano palloni giocabili.

Luis Alberto: 6,5 Sembra tornato ad ottimi livelli e dal suo piede nasce l’assist per Zaccagni. Patisce un pò il pressing ed il ritmo del Porto soprattutto quando deve andare a scalare in aiuto su Radu, ma piano piano entra in gara e nella ripresa dopo un inizio stentato comincia a cucire gioco nonostante non riesca più a trovare l’imbeccata giusta.

Basic (dal 83′): sv Pochi minuti senza grandi emozioni.

Pedro: 6 Degli attaccanti sembra essere il meno pimpante. Nel primo tempo gestisce molti palloni senza mai attaccare l’area di rigore, poi nella ripresa passa centrale anche perchè sembra che le gambe non girino al meglio. Esce forse con qualche minuto di ritardo visto che quasi mai riesce a tenere in ansia la retroguardia portoghese.

Cabral (dal 83′): sv Esordio stagionale positivo anche se la strada e lunga.

Felipe Anderson: 6,5 Gioca da finto centravanti senza dare punti di riferimento ai difensori del Porto che spesso girano a vuoto. Peccato che non riesca mai a trovarsi lo spazio per il tiro. Nella ripresa passa a destra e Zaidu va in affanno. Va vicino al gol dell’ex fallendo una occasione in cui sembrava poter fare di più.

Zaccagni: 8 L’arciere è una freccia su quella fascia e diventa un rebus per Joao Mario che spesso viene preso in velocità dall’ex Verona. In mezzo a tante cose belle Zaccgni si regala una magia che farà il giro d’Europa, con un colpo di tacco che dimostra istinto e grande presenza. Joao Mario se lo sognerà per molto tempo visto che non lo vede quasi mai anche quando sul finire della gara gli va via e sfiora il gol con un tiro a fil di palo deviato da Diogo Costa.

Raul Moro (dal 83′): sv Pochi minuti che fanno curriculum.

Sarri: 7 La squadra non tradisce i suoi principi di gioco nonostante le defezioni che lo privano di uomini importanti. La Lazio soffre, ma cerca sempre di giocare a calcio partendo dal basso. Il risultato sembra bugiardo anche perchè gli errori individuali condizionano lo score finale. L’obiettivo di mantenere la qualificazione aperta però è riuscito.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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