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Milan – Lazio, le pagelle: Basic e Cataldi fuori fase, Zaccagni poco assistito

Reina: 5 Inizia parando il primo tiro dalla distanza di Kessie, ma poi in soli 45′ minuti raccoglie il pallone nel sacco tre volte. In tutte le reti non ha tante responsabilità, ma di certo qualcosa di meglio si sarebbe potuto fare soprattutto. Anche nella ripresa si limita al minimo indispensabile senza mai andare oltre il compitino.

Hysaj: 4 Tiene in gioco Leao in occasione del primo gol in maniera abbastanza ingenua. Tutte le reti del Milan vengono poi dalla sua parte dove lui non riesce mai a trovare la posizione giusta per arginare il duo Leao-Hernandez.

Lazzari (dal 60′): 5,5 Almeno ci mette corsa ed un minimo di cattiveria. Il duello con Hernandez è ruvido e speriamo che lui come la squadra si ricordi di questo nella gara di campionato.

Luiz Felipe: 4,5 Ammonito dopo 10 minuti per un fallo su Hernandez gioca un primo tempo in maniera timida cercando di non correre rischi che potrebbero portarlo al cartellino rosso. Questo però porta inevitabilmente gli attaccanti del Milan a puntarlo sistematicamente soprattutto nelle ripartenze.

Patric: 4,5 Messo in difficoltà dalla fisicità di Giroud che di sponda fa ripartire spesso l’azione del Milan quando la Lazio prova ad alzare il pressing. Spesso in ritardo nelle chiusure che portano inevitabilmente la squadra a perdere le distanze.

Marusic: 4 Nonostante Messias non sia così pericoloso come Leao viene sistematicamente saltato in velocità. Si perde Giroud in occasione della seconda e della terza rete a dimostrazione di una serata nerissima. In fase offensiva è praticamente inesistente nonostante Zaccagni apra diversi varchi da poter sfruttare.

Cataldi: 4 Impalpabile e intimidito da addirittura da Diaz che spesso lo mette in difficoltà con il suo pressing. Sbaglia un’infinità di passaggi e l’intesa con Basic è talmente primordiale che costa un terzo gol veramente comico.

Leiva (dal 50′): 6 Entra in una gara senza senso cercando di dare un pò di ordine in mezzo al campo. Non è un caso che la partita si equilibri dal punto di vista tattico anche se in avanti la Lazio continua a combinare pochissimo.

Milinkovic: 5 Rispetto alla gara di campionato stavolta si muove tantissimo per evitare la marcatura di Kessie. Nel primo tempo è uno dei pochi che riesce a mettere in fila 3 passaggi senza sbagliare. Nella ripresa cala anche perchè ci crede poco e la squadra non fa nulla per accenderlo.

Basic: 4 Torna titolare dopo tanto tempo, ma paga lo scotto di una condizione approssimativa. Completamente fuori fase, sbaglia appoggi facili e ha bisogno sempre di un toco in più per controllare il pallone.

Luis Alberto (dal 50′): 5,5 La sua entrata non da gli effetti sperati perchè il risultato impossibile disinnesca le velleità offensive. Riesce per lo meno ad evitare gli svarioni di Basic che sono già un discreto successo.

Felipe Anderson: 5 Sembra uno dei più vivi ad inizio gara dove si applica anche in ripiegamenti difensivi che di solito non sono nelle sue corde. Piano piano però si spegne col passare dei minuti e viene sovrastato da Hernandez in tutte le fasi di gioco.

Pedro (dal 50′): 5,5 da una scossa alla squadra, ma è più fumo che arrosto anche se è l’unico che riesce a tirare verso lo specchio di Maignan, in maniera molto timida.

Immobile: 5,5 Kululu usa le maniere dure su di lui ad inizio gara con la complicità di Sozza che quasi si gira per non vedere. Combatte senza grandi risultati fino a che Kalulu non lo mette KO tra l’indifferenza del direttore di gara nato a Milano.

Raul Moro (dal 67′): 6 Entra come scelta obbligata e a lui non si può chiedere di più.

Zaccagni: 6 Uno dei pochi che riesce a vincere qualche duello conro il suo diretto avversario. Calabria lo soffre ad inizio gara, ma poi la squadra si dimentica di lui.

Sarri: 4,5 Le scelte d’inizio gara non lo premiano ed il centrocampo sperimentale va in bambola completa. La squadra ricade in vecchie cadute che pensavamo superate che però si sono ripresentate in maniera molto evidente.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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