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Fiorentina – Lazio, le pagelle: Patric una roccia, Milinkovic straripante

Strakosha: 6,5 Attento su Cabral che lo impensierisce con un colpo di testa ad inizio gara. Sarà questo l’unico pericolo creato dalla Fiorentina in tutta la gara. Lui però rimane attento nella gestione dei palloni con i piedi e nelle uscite.

Lazzari: 6,5 Schierato a sorpresa da Sarri che lo preferisce ad Hysaj e la scelta si rivela azzeccata perchè l’ex Spal tiene basso Sottil e costringe spesso Biraghi a ripiegare evitando alla squadra di abbassarsi troppo. Bene anche quando è chiamato a difendere perchè lo fa spesso andando in avanti piuttosto che indietro.

Hysaj (dal 67′): 6 Entra in campo per via dell’ammonizione di Lazzari quando c’è da difendere e lo fa con la sufficente attenzione. La gara però di li a poco verrà decisa ed il suo compito diventa più agevole perchè Sottil non ne ha più.

Luiz Felipe: 7 Annulla Cabral che paga lo scotto con la serie A. Il centravanti viola prova a mettere il fisico, ma lui non gli concede mai l’appoggio e lo anticipa spesso senza commettere fallo. Bravo anche a gestire il palleggio che manda spesso a vuoto il pressing dei padroni di casa.

Patric: 7,5 Come il compagno di reparto non commette errori e giocando una miriade di palloni con i piedi riesce a togliersi il lusso di servire l’assist a Immobile che chiude la gara. Sembra in crescita e la sua cessione impedita da Sarri sembra essere una mossa che la società stava per sbagliare.

Marusic: 6 Tanti errori soprattutto di posizionamento. Soffre i tagli di Callejon e la vivacità di Nico Gonzalez, ma alla fine con il mestiere sopperisce ad una giornata non certo brillante.

Leiva: 6,5 Gara di grande applicazione che dimostra un miglioramento delle sue condizioni atletiche. S’impadronisce del centrocampo dopo una mezz’ora e la Fiorentina non esce più dall’area di rigore. Piace anche in fase di rifinitura dove cuce i presupposti di uscita dal pressing. L’ammonizione gli costa la sostituzione.

Cataldi (dal 58′): 6 Entra quando la Lazio abbassa un pò il baricentro senza però mai andare in sofferenza. Sbaglia qualche appoggio, ma nel complesso riesce con le sue caratteristiche a mettersi al servizio della squadra che però agisce spesso sulle fasce passando poco dal centro.

Milinkovic: 8 Gara strepitosa in cui oltre a segnare il gol che apre la gara giganteggia in mezzo al campo dominando fisicamente, ma soprattutto tecnicamente. Si assume il compito di andare a pressare la retroguardia viola e lo fa in maniera famelica andando a sradicare tantissimi palloni e facendo ripartire la manovra. Ottavo gol in campionato che testimoniano la crescita straripante in questa stagione.

Luis Alberto: 7 Danza con il pallone a centrocampo mandando a vuoto tutti gli avversari che cercano di arginarlo, ma che alla fine prestano solo il fianco alle sue giocate. Peccato che in fase di rifinitura dell’ultimo passaggio sbagli parecchio altrimenti il voto sarebbe stato molto più alto.

Basic (dal 75′): 6 Entra bene in gara, ma fallisce un gol che grida vendetta.

Pedro: 5,5 Forse l’unica nota stonata di stasera. Avrebbe la possibilità di fare male in diverse occasioni, ma sbaglia sempre la scelta o l’esecuzione della giocata. Si ede che ha un pò di ruggine, ma già da mercoledì speriamo di vedere qualcosa di diverso.

Felipe Anderson (58′): 6,5 La situazione di punteggio è congeniale alle sue caratteristiche, ma praticamente da un suo recupero in difesa nasce il terzo gol. Serve anche un pallone d’oro a Basic che si divora un gol abbastanza facile.

Immobile: 7,5 Segna un gol e propizia l’autogol di Biraghi che si vuole di più? Nel primo tempo però sbaglia parecchio, però quando serve s’inventa su un pallone sporco la giocata del raddoppio che spezza in due la partita a con un colpo solo fa guadagnare due posizioni in classifica.

Zaccagni: 7 Opaco nel primo tempo dove sbaglia un gol in maniera sanguinosa. Rimane però in partita e nella ripresa propizia la prima e la terza rete con due giocate intelligenti andando a punire il punto debole della difesa viola.

Sarri: 8,5 Vince questa gara in settimana dove isola la squadra dalla contestazione alla società, senza però lasciare alibi e responsabilizzando tutto il gruppo. A livello tattico oggi come non mai il Sarrismo è riuscito fuori, ma non è un caso che di fronte ci sia una formazione che cerchi d’imporre il proprio gioco piuttosto che adeguarsi a quello della Lazio. Prestazione maiuscola che valorizza anche la scelta di opporsi alla cessione di Patric che con lui sta trovando uno spazio da protagonista.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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