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Hernanes a cuore aperto: “Alla Lazio sono stati gli anni più belli della mia vita, quel Lazio – Inter…”

Questa mattina su Radio Sei, durante la trasmissione di Franco Capodaglio “Noi Biancocelesti”, è intervenuto Hernanes tornando sui suoi anni con la maglia della Lazio e sottolineando il rapporto indelebile che lo lega ancora oggi con i tifosi laziali e  la città di Roma.

ANNI DI LAZIO – “Sono stati gli anni più belli della mia carriera calcistica e della mia vita. Era il mio primo contratto in Europa e andare a vivere a Roma e ricevere sin da subito un’accoglienza così calorosa dai tifosi è stata una gioia immensa. Il rapporto così bello con i tifosi, la loro passione e i 33 gol in campionato segnati con la maglia della Lazio: per tutto questo si è creato un rapporto indelebile con i tifosi che mi sono rimasti nel cuore, li amo e questa emozione che trasmettono mi rimarrà nel cuore per sempre.

EMOZIONI DEL 26 MAGGIO – “Risentendo oggi i commenti di quella partita ho ancora le lacrime agli occhi dalla gioia. Sentire espressioni come “Lazio-Roma 1-0”, “La Lazio vince il derby più importante della storia”, “Il derby che conta” mi emozionano tantissimo. Spiegare il derby di Roma nel mondo non è possibile, le persone che non lo vivono in prima persona non possono capirlo. Ho avuto tante gioie nella mia carriera, ho vinto molti trofei, ma questo era talmente sentito da me che volevo entrare nella storia di questa squadra e di questa città. Alla fine è stata una gioia indescrivibile, volevo dare tutto me stesso per scrivere il mio nome nella storia della Lazio. Sono molto felice che abbia segnato Lulic e che il suo nome, come il mio, sia entrato nella storia. Emozione indelebile che ancora oggi è bellissimo ricordare”. 

LAZIO – INTER – “Quando una persona è giunta alla maturità non ha problemi nel riconoscere  gli errori che ha commesso. L’esultanza in quel Lazio-Inter è l’unica cosa di cui mi pento nella mia carriera. Ero molto arrabbiato con il Presidente per le sue dichiarazioni e quindi dopo il gol ho esultato facendo la capriola ma mi sono reso conto subito dopo dell’errore che avevo commesso. I tifosi della Lazio avevano iniziato a fischiarmi e quindi ho giocato tutta la partita con il cuore che mi pesava perché ero consapevole di aver sbagliato. Ho continuato a giocare e quando ho segnato il secondo gol sotto la curva non sapevo che fare. Tutto questo nello stesso stadio Olimpico che era stato il palcoscenico di tante cose belle che avevo fatto. Io avevo già segnato all’andata a Milano contro la Lazio e non avevo esultato. Questa volta ero arrabbiato per le dichiarazioni del Presidente che aveva detto di aver ceduto un “pacco” all’Inter per 20 milioni. Era un’esultanza polemica contro la proprietà e certamente non verso i tifosi. È stato un gesto sbagliato di cui sono pentito e chiedo ancora scusa ai tifosi laziali che non hanno dimenticato questo mio gesto”. 

PRESENTE – “All’inizio il piano era quello di giocare altri due anni in Brasile, ma ho deciso di stare qui in Italia con la mia famiglia. Ho cambiato le mie priorità. Attualmente non sto cercando una squadra nella quale poter giocare perché ho preso la decisione di vivere in Italia con la mia famiglia. Adesso vivo a Montaldo Scarampi, in provincia di Asti, dove nel 2015 ho acquistato una tenuta e produco vino. Si chiama Ca’ del Profeta. Se arrivasse qualche offerta in Italia potrei valutarla altrimenti sono felice di stare a casa, godermi i bimbi e stare vicino a loro.” 

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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