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Lazio – Atalanta, le pagelle: Felipe Anderson intimorito, Sarri non cambia mai e sbaglia

LE PAGELLE

Strakosha: 6 Spettatore della gara impegnato solo in due occasioni in maniera abbastanza scolastica.

Hysaj: 6,5 La catena di sinistra non funziona ma non per colpa sua. Sembra più propositivo delle scorse partite, ma Felipe Anderson non riesce mai a sfruttare il suo appoggio. In fase difensiva se la vede con Pezzella che non riesce mai a trovare la profondità.

Lazzari (dal 68′): 6,5 Sembra avere il cambio di passo che può mettere in difficoltà i bergamaschi, ma trova le stesse difficoltà del suo predecessore in campo. Nè Milinkovic nè Felipe Anderson lo assistono come deve e lui fa quel che può rimediando un giallo ed un paio di punizioni interessanti.

Luiz Felipe: 6,5 Disinnesca Piccoli che prova con la sua fisicità a far salire la squadra, ma che non vede mai il pallone. Se dobbiamo trovargli un difetto è quello in fase di impostazione dove non azzarda quasi mai il passaggio al centrocampista e si appoggio sempre a Patric o al laterale di difesa.

Patric: 7 Gioca da libero aggiunto e playmaker difensivo con un’insolita sicurezza forse galvanizzato dalla parole di Sarri. Piace anche in fase di impostazione dove è meno timido rispetto ai suoi compagni di reparto.

Marusic: 6 Non sfrutta le praterie che l’Atalanta gli concede perchè ogni volta deve portarsi il pallone sul piede destro perdendo un tempo di gioco. Va vicino al jolly con un destro che sfiora la traversa, ma nel complesso strappa la sufficenza con una fase difensiva molto buona.

Leiva: 6 Gioca novanta minuti dopo tantissimo tempo ed è il migliore del reparto di mediana. Non sbaglia nessun pallone anche se a livello di geometrie non è come Cataldi. Tiene fino alla fine con grande intelligenza dimostrando una piccola crescita fisica.

Milinkovic: 5 Primo tempo sufficente che però viene seguito da una ripresa terrificante in cui sbaglia tutto o quasi. Non riesce mai a far valere le sue qualità tecniche sbagliando numerose rifiniture che non sono da lui.

Luis Alberto: 4,5 Troppo brutto per essere vero il suo primo tempo in cui sbaglia tutto o quasi. Preso a uomo da Freuler stenta ad entrare nel vivo del gioco, ma quando avrebbe tempo e spazio per fare male sbaglia scelta e soluzione tecnica. Avrebbe la possibilità di fare male in un paio di occasioni ma non tira in porta e quando lo fa è un passaggio a Musso.

Basic (dal 78′): sv Pochi minuti in cui porta un pò di dinamismo che però non serve molto in un finale molto piatto.

Felipe Anderson: 4,5 Sembra essere intimorito dalla marcatura a uomo da Palomino. Nel primo tempo non riesce mai ad andargli via in velocità nonostante si trovi in più di un occasione fronte alla porta con molto campo a disposizione. Nella ripresa riesce anche a fare peggio quando si allentano le marcature ed ha la possibilità di poter essere pungente, ma commette un errore dopo l’altro.

Immobile: 6 Lotta, sgomita, pressa e si fa trovare spesso in appoggio, ma quando si tratta di aggredire l’area di rigore è solo in mezzo a tre difensori come minimo. Prova a dare un paio di direttive di passaggio in profondità ai compagni, ma senza Cataldi i palloni che arrivano sono pochi e male direzionati.

Zaccagni: 7 Recuperato in extremis si dimostra l’uomo più in forma della squadra, tanto che l’Atalanta inizia una vera e propria caccia all’uomo. Subisce 5 falli nel primo tempo da dove nasce solo l’ammonizione per Zappacosta. Nella ripresa va vicino al gol e l’urlo gli viene strozzato in gola dal palo dopo una giocata sontuosa in cui addomestica un pallone complesso e tira in pochi centesimi di secondo.

Sarri: 5 Con la squadra padrona del campo non riesce a trovare una soluzione alternativa per bucare il bunker dell’Atalanta. Nonostante la giornata negativa tiene in campo tutta la gara Felipe Anderson e Luis Alberto che avrebbero meritato la via dello spogliatoio anzitempo. Nel finale avrebbe avuto senso anche provare a cambiare oltre gli uomini anche modulo perchè gli avversari sembravano non avere più idee e intenzioni per mordere in avanti.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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