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Salernitana – Lazio, le pagelle: Milinkovic illumina, Cataldi ingenuo

Strakosha: sv Spettatore non pagante, prende solo freddo.

Hysaj: 6,5 Più a suo agio a sinistra che a destra dove Ranieri in un paio di circostanze lo mette in difficoltà. In questa gara riesce però ad essere propositivo in fase offensiva dando segni di vitalità.

Luiz Felipe: 6 Gara non certo complicata in cui i padroni di casa non hanno le armi per mettere in difficoltà la retroguardia di Sarri. Riesce però nell’impresa di farmi ammonire per un fallo a centrocampo che un senso non ha.

Vavro (dal 82′): sv Si rivede dopo tantissimo tempo in una gara che un senso non ha, come la sua presenza in questa rosa.

Patric: 6,5 Gestisce la gara come andrebbe fatto, giocando con semplicità e cercando di rimanere concentrati sui palloni vaganti. Non viene ammonito e gioca in maniera pulita cosa che il suo compagno di reparto non riesce a fare.

Marusic: 6,5 Ha gamba da vendere e quando scatena i suoi cavalli in progressione fa impressione. Si appoggia spesso a Zaccagni anche se poi alla fine non ha mai la possibilità di affondare. Esce per rifiatare dopo aver giocato quasi sempre.

Lazzari (dal 58′): 7 Entra segna con esultanza liberatoria ed anche polemica. In queste gare la sua presenza diventa devastante perchè quando non c’è da difendere da il meglio di se.

Cataldi: 5,5 In una gara che viene messa in discesa dopo 10′ minuti trova il modo di rimediare un cartellino giallo ingenuo che gli costerà la gara con l’Atalanta. Dettagli che fanno la differenza soprattutto in un surrogato di partita come questa in cui un avversario ai minimi termini.

Leiva (dal 58′): 6,5 Dovrebbe insegnare a Cataldi come gestire queste partite. Cose facili, contrasti solo se necessari e giocate pulite all’uomo libero.

Milinkovic: 8 Illumina la scena nei primi dieci minuti di gara con due giocate di altissimo livello. Il colpo di tacco con cui serve Immobile per il primo gol è poesia pura, mentre l’apertura per Pedro tre minuti più tardi è tanto geniale quanto imprevedibile. Quando accarezza il pallone da sempre l’impressione di poter creare dei pericoli e anche dal punto di vista estetico è un piacere per gli occhi.

Luis Alberto: 6,5 Da il via al primo gol con un calcio di punizione millimetrico che pesca Milinkovic in area di rigore. Tutte le azioni della Lazio passano dai suoi piedi anche se in fase di finalizzazione non riesce ad essere periocoloso quando batte a rete.

Pedro: 7 Riesce ad incidere sulla gara in meno di un tempo fornendo l’assist per il secondo gol con una percussione sulla destra ed un cross teso e preciso su cui Immobile deve solo spingerla in rete. Esce per un risentimento muscolare al polpaccio destro.

Felipe Anderson (dal 40′): 7 Serve l’assist per il terzo gol di Lazzari e la catena di destra è quella in cui la Lazio gioca di più nella ripresa proprio perchè la sua freschezza atletica e tecnica mette in difficoltà Ranieri che chiede il cambio stremato.

Immobile: 8 Lo score del primo tempo riporta 4 tiri, 2 gol ed una traversa. E’ un’arma letale ogni qual volta viene servito all’interno dei sedici metri tutto questo non lesinando energie per dare sfogo alla manovra. Nella ripresa va ancora vicino alla tripletta senza fortuna.

Zaccagni: 6,5 Tante piccole cose che lo fanno entrare sempre di più in questa squadra. Manca il guizzo vincente, ma in questa gara non c’è bisogno, piace però per la fisicità che mette su ogni pallone che è una caratteristica che manca agli esterni della Lazio.

Luka Romero (dal 82′): 6,5 Pochi minuti, ma ha voglia di spaccare il mondo.

Sarri: 6,5 Ha il merito di far capire alla squadra come interpretare questa gara che viene messa subito in discesa. Bene la manovra offensiva come spesso è accaduto, la parte difensiva non è giudicabile in questa gara e con questi avversari.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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