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Inter – Lazio, le pagelle: Immobile killer, Hysaj in affanno

Strakosha: 6,5 Strepitoso su Lautaro e Dumpries si riscatta dall’errore di domenica scorsa anche se il secondo gol mette in mostra nuovamente i suoi limiti in uscita che per una squadra con pochi centimetri è una pecca molto grave.

Hysaj: 5,5 Soffre le pene dell’inferno con Perisic e si arrangia con il mestiere per non affondare. Troppo timido in avanti tanto che con l’ingresso di Lazzari la Lazio si rivitalizza.

Lazzari (dal 80′): 6,5 !4 minuti complessivi in cui fa più di Hysaj e dimostra che può essere utile alla causa se messo in condizione di fare ciò che sa fare.

Luiz Felipe: 6,5 Lotta con Lautaro e Dzeko senza mai arretrare di un centimetro. Bravo anche sui palloni alti e sugli anticipi. L’Inter si fa viva solo su calci da fermo è la conferma che quando è concentrato diventa un centrale di alto profilo.

Radu: 6,5 Il Boss risponde presente con una prestazione tutto cuore al cospetto di uno dei migliori attacchi della serie A. Concede poco a Sanchez ed è gladiatorio fino alla fine contrastando gli attaccanti dell’Inter entrati freschi.

Marusic: 6 Duello ad alta velocità con Dumpries che gli scappa via solo una volta e su un carambola imprevedibile. Peccato che a non riesca mai a dare un’opzione di sfogo a Pedro e Zaccagni che sembrano essere in giornata.

Cataldi: 6,5 Pesca dal mazzo un lancio millimetrico per Immobile con una giocata di tecnica ed intelligenza. Cerca di cucire trame di gioco eludendo il pressing dell’Inter ed ad inizio ripresa le sue geometrie mandano in tilt il centrocampo nerazzurro che però si riaccende a livello fisico facendo emergere le sue pecche.

Leiva (dal 69′): 6 Prova a mettere quello che ha in campo, ma si vede che i dirimpettai dell’Inter ne hanno di più. Nel complesso però riesce a bilanciare con la sua grande personalità tutte le fasi della gara.

Milinkovic: 6,5 Giganteggia nella scala del calcio con giocate di alta classe che abbinate alla sua fisicità dovrebbero essere illegali. Gagliardini usa più volte le maniere forti e trova nel finale in Pairetto il miglior alleato di reparto per arginare il Sergente.

Basic: 5 Ha gamba ha fisico, ma non l’intensità necessaria in queste gare. Perde diversi duelli in mezzo al campo anche se con lui la Lazio ha un maggior equilibrio. Ha il demerito di fidarsi troppo dei sui mezzi fisici nel gol di Skriniar che viene lasciato troppo libero di saltare e fare quello che vuole.

Luis Alberto (dal 69′): 6 Poco più di venti minuti con una Lazio confusa che però ha ancora coraggio per provarci grazie anche ai suoi lanci che per poco non vanno a dama.

Felipe Anderson: 5,5 Abulico e troppo timido nella fase offensiva, si lascia apprezzare più per quello che fa in quella difensiva che non è il suo forte. Manca un paio dei suoi guizzi che potrebbero spaccare la partita.

Zaccagni (dal 59′): 6 Ci prova fino alla fine e sembra più in palla del brasiliano. Manca però l’ultima giocata per fare di lui un giocatore a tutto tondo.

Immobile: 7 Killer spietato nella prima palla giocabile quando beffa il “traditore” De Vrji e Handanovic con un solo movimento. Nella ripresa va vicino al gol in un paio di occasioni e riesce sempre a mettere in difficolta la difesa nerazzurra con i suoi tagli e le sue giocate.

Pedro: 6,5 Classe sopraffina unita a personalità e senso tattico. Gioca una gara di grande sostanza in cui sia in difesa che in attacco non spreca mai il pallone. Sfiora il gol a fine primo tempo con un tiro cross velenoso e sciupa l’unico pallone poco dopo il secondo vantaggio dell’Inter quando di testa non è cattivo di mettere il pallone all’angolino.

Sarri: 6,5 La Lazio di stasera ha dimostrato cuore, carattere, ma soprattutto idee di gioco molto interessanti. Costringe la capolista a sudare le cosi dette sette camice per vincere una partita durissima e ci riesce solo con due calci piazzati. Manca qualcosa che cambi l’inerzia della gara a partita in corso, ma il gruppo lo segue e non lo sta abbandonando.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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