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Alti e bassi, gioie e delusioni: i numeri della Lazio nell’anno della rivoluzione

Siamo giunti alle battute finali dell’anno solare 2021, 12 mesi di alti e bassi per la Lazio, grandi gioie e molte delusioni. Soprattutto questo è stato l’anno del cambiamento, l’addio di Simone Inzaghi e l’arrivo di Maurizio Sarri hanno portato un’autentica rivoluzione all’interno del mondo biancoceleste.

Il percorso della Lazio

Il 2021 è partito nel migliore dei modi per i capitolini: sei successi consecutivi tra i quali il derby (3-0) e la vittoria a Bergamo con l’Atalanta (1-3). Dal grande traguardo alla batosta, tra febbraio e marzo la Lazio torna ad affrontare gli ottavi di finale di Champions League ed esce con la corazzata Bayern Monaco. La stagione si conclude con risultati altalenanti ed un sesto posto che conduce le aquile in Europa per il quinto anno di seguito.

Simone Inzaghi

Tra il 26 maggio ed il 9 giugno si consuma una vera e propria rivoluzione. Prima Simone Inzaghi trova l’accordo per il rinnovo, ma dopo poche ore accetta l’offerta dell’Inter. Il presidente Lotito, preso in contropiede, si getta a capofitto su Maurizio Sarri e solamente 14 giorni dopo arriva l’annuncio ufficiale dell’ingaggio del tecnico toscano.

In estate arrivano Hysaj, Basic, Zaccagni, Pedro, Romero e Felipe Anderson, mentre salutano Caicedo e Correa. A distanza di alcuni anni la società biancoceleste torna a fare un mercato estivo degno di nota, se pur con qualche lacuna. La Lazio, guidata dal comandante, alterna risultati esaltanti e prestazioni convincenti (Spezia, Roma, Inter e Fiorentina) a gare pessime accompagnate da umiliazioni (Bologna, Hellas Verona e Napoli). A metà del guado le aquile sono a 31 punti in classifica in piena corsa per la zona europea.

I numeri dei biancocelesti

La Lazio, prendendo in considerazione solamente il campionato, ha conquistato 24 vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte. Mai nella sua storia le aquile hanno conquistato tanti successi in un singolo anno solare (dato favorito dall’ingerente numero di partite disputate in queste dodici mesi). La compagine romana ha collezionato una media di 1,79 punti per ogni match.

I capitolini hanno messo a segno in questo arco di tempo 77 reti, la media di 1,83 reti realizzate ogni partite. Tra le prime 7 della scorsa Serie A, solo la Roma ha fatto peggio sul numero delle marcature realizzate. Questo dato è però cresciuto con l’arrivo di Maurizio Sarri che ha portato la media da 1,65 a 2,1.

Nello stesso periodo i biancocelesti hanno incassato 65 gol, per una media di 1,55 reti subite per gara. In questo caso la retroguardia laziale appariva più solida con Inzaghi, l’ex allenatore di Napoli e Juventus è chiamato a lavorare su questo fondamentale.

Ciro Immobile

Il miglior marcatore dell’anno è stato, nemmeno a dirlo, Ciro Immobile. L’attaccante di Torre Annunziata ha siglato 24 gol in Serie A, meglio di lui ha fatto solamente Vlahovic con 33. Tra campionato ed Europa League salgono a 27 le marcature del classe 1990. Il miglior assist-man dell’anno solare è stato Sergej Milinkovic-Savic, il serbo ha fornito 11 assist ai propri compagni, meglio di lui in Italia ha fatto solo Zielinski con 12.

Curiosità

Il 2021 è stato anche l’anno dei record: Stefan Radu e Ciro Immobile sono entrati definitivamente nella storia della Lazio. Il primo in termini di presenze (416) ed il secondo per le reti realizzate (166), hanno superato rispettivamente Giuseppe Favalli e Silvio Piola. Sia il difensore che il bomber avranno modo di migliorare il proprio score nel corso del 2022.