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Lazio, le pagelle dei giocatori al girone d’andata – ATTACCANTI

IMMOBILE: 8 Per lui non è cambiato niente nel cambio tra Inzaghi e Sarri. Il suo mestiere è fare gol ed in questa parte di stagione ha segnato sia in campionato 13 gol su 15 presenze ed in Europa League 3 gol su 6 partite. Ormai sembra aver raggiunto una maturità ed una consapevolezza del suo ruolo da leader in campo e capitano che anche nelle giornate più difficili è uno dei pochi che sembra non arrendersi alle difficoltà della squadra. Rispetto alle scorse stagioni sta avendo più di qualche problema fisico che però non ha condizionato il suo rendimento in campo, ma che ne ha limitato le presenze. Rimane il punto di riferimento di tutta la squadra ed in questa stagione anche con un gioco non costruito a pennello sulle sue caratteristiche sta dimostrando di essere un giocatore di caratura superiore e tra i più forti attaccanti in Europa.

MURIQI: 4,5 Anche Sarri dopo Inzaghi sembra averlo scaricato e le sue presenze in campo non hanno mai avuto una continuità. In assenza di Immobile Sarri ha preferito affidarsi al “falso nueve” e questo è testimonianza del ruolo marginale che ha avuto. Le poche possibilità che ha avuto però se le è giocate quasi tutte male ad eccezione del rigore ottenuto a Torino che è valso un punto. Per il resto ha messo in evidenza le sue lacune tecniche e nel finale anche una scarsa voglia di sacrificio complice la consapevolezza che a gennaio la società farà di tutto per cederlo.

FELIPE ANDERSON: 6 Un inizio di stagione più che promettente dove ha ripagato a pieno la fiducia di Sarri che in estate lo aveva incensato. Il gol con l’Inter di Inzaghi che lo aveva allontanato da Roma sembrava aver riconsegnato il Felipetto dei bei tempi di Pioli. Da quel momento in poi una repentina discesa che lo ha portato a giocare partite orribili dove è tornato a mostrare quelle lacune anche mentali che non lo hanno mai portato a fare il salto di qualità. Nelle ultime uscite complice l’assenza di Immobile ha ricoperto il ruolo di “falso nueve” ed ha giocato delle gare positive anche se non certo entusiasmanti, dimostrando timidi segnali di ripresa.

PEDRO: 8 Il gentile omaggio della Roma targata Mourinho che lo aveva messo fuori rosa ha consegnato alla Lazio un fuoriclasse sotto ogni punto di vista. Sulle sue qualità tecniche non potevano esserci dubbi, mentre la sua freschezza fisica ha stupito anche i più scettici. Sarri ha un debole per lui e dopo poche giornate anche i tifosi biancocelesti mandati in estasi dal gol al derby. Tra campionato ed Europa League ha già collezionato 8 gol e 4 assist in26 presenze che sono solo il condimento di una serie di prestazioni sopra le righe e di giocate tecnicamente fantastiche che lui fa diventare quasi banali.

ZACCAGNI: 6,5 Compie la strada inversa di Felipe Anderson perchè arrivato l’ultimo giorno di mercato ci mette un pò ad entrare nei meccanismi di Sarri. Due infortuni poi ne hanno condizionato sia le presenze che il rendimento, ma dalla gara contro la Sampdoria in poi tutto è cambiato. Lo Zaccagni visto nell’ultimo periodo oltre ad essere decisivo nelle giocate è sembrato essere un giocatore vivo con caratteristiche diverse da tutti gli altri esterni presenti in rosa. Grande forza nelle gambe, abbinata ad ottime qualità tecniche ci stanno mostrando un calciatore con grandi margini di crescita. Dovrebbe crescere nelle rifiniture e nelle scelte in area di rigore dove a volte è troppo istintivo e poco pratico. Le prospettive però sono buone e la speranza che possa migliorare sembra essere concreta.

RAUL MORO: 6 Preso in considerazione ad inizio stagione ha mostrato delle grandi doti tecniche abbinate però ancora ad un fisico acerbo. Per via di un regolamento deve rimanere questo anno ancora alla Lazio piuttosto che andarsi a fare le ossa in un’altra squadra che gli dia più spazio. I colpi li ha ma dovrebbe lavorare molto sul fisico senza però perdere la freschezza atletica e la scatto che sono il suo pezzo forte.

LUKA ROMERO: sv Pochissime opportunità per un giovane alla prima esperienza su cui Sarri ha speso grandi parole, ma che risulta essere ancora troppo acerbo per la serie A.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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