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EDITORIALE: Lazio, un anno tra addii, cambiamenti e nuovi orizzonti

La Lazio termina il 2021 con un bilancio di 78 punti complessivi in campionato che valgono il sesto posto complessivo dietro Inter, Atalanta, Napoli, Juventus, Milan. La gestione Inzaghi ha giocato 24 gare con 47 con una media di 1,9 punti mentre Sarri ha ottenuto in 19 partite 31 punti con media di 1,6 punti. Un rendimento peggiore era preventivabile visto il cambiamento di modulo, ma soprattutto di idea di gioco. Il cambiamento di mentalità che Sarri chiede è ancora alo stato embrionale e sono evidenti che i ripetuti blackout sono dovuti oltre che a fattori tattici soprattutto a fattori mentali. L’arrivare scarichi a determinanti incontri soprattutto dopo le gare di Europa League testimonia però l’assenza di valide alternative soprattutto in ruoli chiave che costringono sempre gli stessi a giocare senza possibilità di rifiatare. L’assenza di valide alternative tra i difensori centrali e nel ruolo di attaccante hanno reso ancor più complicato il lavoro di Sarri che rispetto ad Inzaghi ha forse una pedina in più in mezzo al campo (Basic), ma manca del Caicedo della scorsa stagione capace di risolvere diversi problemi subentrando dalla panchina.

Sarri, inoltre è chiamato a gestire l’inevitabile appannamento di alcuni calciatori come Radu e Leiva che Inzaghi aveva messo al centro del progetto perchè ancora integri fisicamente che invece in questa stagione hanno dimostrato di essere quasi al canto del cigno con la maglia biancoceleste. Tra mille difficoltà dettate anche da un mercato che anche stavolta non è stato brillante perchè agli inserimenti positivi di Pedro, Zaccagni, Basic e Hysaj ed a quello interlocutorio di Felipe Anderson si devono registrare le difficoltà di adattamento di Lazzari e Luis Alberto che sono usciti dagli undici titolari.

Difficile ipotizzare che a gennaio la società vada ad integrare la rosa in maniera importante acquistando calciatori in grado di giocarsi il posto con i titolari. Sarri ha chiesto un difensore centrale, un laterale sinistro ed un attaccante. Al momento però nulla si muove se prima non si riuscirà a piazzare gli esuberi che portano i nomi di Vavro, Lukaku, Escalante, Jony, Muriqi a cui si potrebbe unire Lazzari per un accordo con la società finalizzato a non deprezzare troppo il cartellino del calciatore che al momento mal digerisce la difesa a quattro.

Il lavoro da fare per riuscire a dare una rosa competitiva a Sarri sembra ancora lungo, ma ogni lungo viaggio inizia con un piccolo passo. L’unica certezza che ci lascia questo 2021 è il rapporto tra la società e Sarri che sembra quasi simbiotico. Lotito, infatti, è stato folgorato dall’uomo Sarri prima che dal tecnico. Parole d’amore reciproche destinate a prendere forma con un contratto allungato fino al 2025 che darà ai laziali la certezza di un progetto tecnico non improvvisato, ma che per la sua realizzazione avrà bisogno dell’impegno massimo di tutte le componenti, società “in primis”. Nuovi orizzonti si stanno per aprire e nel futuro vogliamo avere fiducia perchè crediamo che Sarri sia un’opportunità per la Lazio che non avrebbe mai potuto sostituire Inzaghi con un allenatore migliore.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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