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Venezia – Lazio, le pagelle: Pedro Anema e core, Lazzari soffre

Strakosha: 6,5 Non può nulla sul gol del pareggio del Venezia e conferma una crescita anche dal punto di vista della concentrazione. Non sbaglia nulla in uscita e pur non compiendo nessun intervento si dimostra sempre attento.

Marusic: 6,5 A destra soffre la vivacità di Aramu che svaria su tutto il fronte offensivo. Cambia marcia nella ripresa quando viene spostato a sinistra dopo l’uscita di Radu dove riesce a coprire con maggior efficacia e sbrogliando diverse situazioni pericolose.

Luiz Felipe: 5,5 Gioca un buon primo tempo fino al buco su Forte che lo inganna con un movimento semplice, ma efficace che lo porta fuori zona. Su un’altra sua leggerezza nasce l’ammonizione di Cataldi che dimostra come la serata non sia delle migliori.

Acerbi: 6,5 Risponde alla critiche con una prestazione di sofferenza impreziosita dal gol del vantaggio che tranquillizza la squadra e mette in discesa una gara che si era complicata. Nella ripresa dopo l’uscita di Forte riesce a gestire bene la velocità di Okereke, ma su uno scatto si infortuna e finisce la gara solo per onor di firma.

Radu: 6,5 Chiamato a sorpresa a giocare titolare si disimpegna in maniera egregia per larghi tratti della gara. Dimostra che con il suo piede mancino può essere più adatto a supportare Zaccagni ed a sfruttare gli spazi che gli crea l’ex Verona.

Lazzari (dal 73′): 5 Soffre maledettamente ad adattarsi alla difesa a quattro. La sua struttura fisica lo mette in continua difficoltà sui palloni alti che i lagunari in maniera scientifica fanno cadere dalle sue parti.

Cataldi: 6 Gioca tanti palloni sbagliandone pochi anche se non trova mai il tempo per verticalizzare. L’assenza di Immobile disinnesca il suo piede che è costretto sempre a toccare il pallone sullo stretto senza dare sfogo ai suoi lanci. Soffre il ritmo del Venezia nella ripresa e Sarri lo toglie perchè ammonito.

Leiva (dal 67′): 6,5 Più adatto al clima di battaglia che si era creato nella seconda parte della ripresa. Scala a difensore centrale con l’infortunio di Acerbi e dimostra come può essere ancora utile alla causa.

Milinkovic: 6,5 Marcato a uomo da Crnigoj si eclissa per tutto il primo tempo in cui non si vede mai perdendo tutti i duelli fisici. Nella ripresa però si traveste da Superman e pulisce tantissimi palloni sporchi alleggerendo il pressing dei padroni di casa. Lucido nel finale quando serve un assist d’oro a Luis Alberto.

Basic: 5,5 Un pò sottotono rispetto alle passate uscite. Paga alcuni errori in fase di palleggio ed un cattivo controllo su un contropiede che poteva portare al doppio vantaggio. cala nella ripresa e non è un caso che con l’entrata di Luis Alberto la Lazio torna a carburare anche in fase offensiva.

Luis Alberto (dal 73′): 7,5 Si traveste da Caicedo e pur non segnando un gol decisivo sta diventando un uomo fondamentale a partita in corso in grado di scombinare i piani degli avversari. Il gol è solo il sugello di una bella prestazione in un momento complicato della stagione.

Pedro: 8,5 Anema e core dell’attacco biancoceleste che si nutre della sua qualità e della sua personalità. Segna un gol di rara bellezza in cui mette in mostra scatto, dribbling e grande intelligenza nel piazzare il pallone dove Romero non può arrivare. Ogni suo tocco diventa un rebus per i suoi avversari che lo vedono andare via in ogni maniera. Nella ripresa sembra non calare mai d’intensità e nel finale fa ammattire la retroguardia del Venezia.

Felipe Anderson: 6 Gara di sofferenza dove non riesce a brillare, ma si adatta ad un ruolo non suo. Sbaglia la scelta e l’esecuzione dell’assist a Basic, ma non si abbatte continuando a lottare con grande ardore.

Andrè Anderson (dal 79′): 6 Utile nel finale per non far calare l’intensità.

Zaccagni: 7 La sua forza è vitale per la manovra offensiva della Lazio che spesso si appoggia su di lui per salire e ribaltare il fronte dell’azione. Non riesce a trovarsi lo spazio per la giocata vincente, ma è un martello continuo che punge la difesa lagunare dal primo al novantesimo minuto.

Sarri: 6,5 Senza Immobile riesce a vincere la seconda gara consecutiva cosa che in passato non sarebbe mai accaduta. Scegli gli undici in grado di dare molta fisicità in campo e finisce con tanta qualità a testimonianza che non cede mai al suo credo in funzione del risultato. La Lazio finisce il 2021 con piccoli segnali di ripresa che però non fanno ancora stare tranquilli, ma almeno regalano un sorriso ai tifosi biancocelesti.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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