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L’avv. Mignogna: “Scudetto 1915, Gravina decida se girarsi dall’altra parte o passare alla storia”

Mercoledì 15 dicembre l’avvocato Gian Luca Mignogna – promotore della rivendicazione per l’assegnazione dello Scudetto 1914-1915 – è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia; queste le sue parole pubblicate dal sito Laziostory.it:

Io resto molto sereno, col tempo le nostre tesi iniziali sono state rafforzate da molteplici pezzi del puzzle che compongono la storia di questo benedetto campionato 1914/15, che nelle narrazioni storiografiche era stato completamente stravolto. Tutto sta tornando alla luce, oltre ogni più rosea previsione. La storia ci giudicherà tutti. Noi pensiamo sempre a come siamo percepiti nel presente, ma penso che ognuno dovrebbe chiedersi come sarà giudicato in futuro. Anche il presidente Gravina dovrà scegliere quale impronta lasciare, ha sicuramente fatto cose buone per il calcio, ma sullo Scudetto 1915 dovrà scegliere se passare alla storia come colui che si è girato dall’altra parte oppure come l’uomo che ha preso di petto la situazione, per dare giustizia a tutto il sistema e non solo alla Lazio e a noi laziali. Certamente è una sua responsabilità e una sua scelta, vedremo che cosa farà. Penso che per lui sarebbe una beffa se lasciasse spirare il suo mandato senza decidere di fronte a elementi probatori così certi“.

L’ultima risultanza emersa sarà pubblicata tra poche ore e riguarderà il fatto che agli albori del calcio italiano, all’epoca dei pionieri, il titolo di campione d’Italia ed il titolo di campione italiano, con queste precise definizioni, non erano la stessa cosa. Domani pubblicherò un comunicato con tutti gli allegati documentali del caso e ognuno avrà la possibilità di verificare quanto sto dicendo: per campione italiano si intendeva quello settentrionale, e ciò a causa di un refuso culturale che poi ha prestato il fianco agli equivoci e alle strumentalizzazioni che dagli anni Trenta hanno portato a scrivere il nome del Genoa come vincitore dello Scudetto 1915 senza che vi sia stata alcuna delibera federale.

Sicuramente ci sono stati diversi fattori che hanno rallentato l’iter, non sono però in grado di individuare le motivazioni reali di questi rallentamenti. Sei anni però sono tanti e per quanto possa essere difficile e complesso affrontare questa tematica, non credo che sia una questione indefinibile, tutto si risolve se c’è la volontà e lo si potrebbe fare per tutti gli Scudetti contesi, anche quelli del 1925 e del 1927. Io però sottolineo ancora una volta che sono e resto sereno, perché nessuno può pensare di sottrarsi a vita alle proprie responsabilità, essendoci precisi obblighi morali e giuridici con cui bisogna fare i conti. Mi spiace che qualche componente laziale abbia perso un po’ di mordente, io invece penso che raddoppierò le mie energie perché di fronte a certe evidenze probatorie la legge ed il buon senso non consentono di ammainare la bandiera della rivendicazione“.

Per dare forza alla rivendicazione è online la petizione pubblica, alla quale hanno aderito quasi 40.000 persone, che vi invitiamo a sottoscrivere seguendo il link: Lazio 1914/15 Campione d’Italia ex aequo!

L’avvocato Gian Luca Mignogna

 

Giovanni Lando Fioroni

Laziale dalla nascita e dal 2011 dirigente della S.S. Lazio Motociclismo e Responsabile nazionale di E.S.S.E. MOTORI; narratore delle molteplici attività della Società Sportiva Lazio "la Polisportiva più grande ed antica d'Europa"... una vita in Biancoceleste!

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