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Lazio – Genoa, la conferenza stampa di Sarri: Zaccagni, Basic e Pedro stanno facendo meglio di tutti. Qui mi sento al centro del porgetto….” – VIDEO

Alla vigilia della gara contro il Genoa, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri ha risposto nella sala stampa del centro sportivo di Formello alle domande dei cronisti presenti.

Il messaggio di Lotito è stato recepito dalla squadra?

“Questa squadra ha un buon livello di applicazione e non c’è necessità di recepire nessun tipo di messaggio. Il nostro campionato è questo, perchè l’Europa League ci sta tritando soprattutto per colpe nostre. Abbiamo fatto prima dell’impegno europeo 11 partite con 21 punti, una media di 1,91. Poi invece dopo l’Europa League la media scende a 0,6. Questo ci ha portato ad avere 7-8 punti in meno rispetto alla normalità perchè non riusciamo a gestire le gare dopo l’Europa. Dopo i turni infrasettimanali di campionato invece abbiamo fatto sempre buone partite. Questo è il nostro limite attuale, la differenza tra la squadra forte e una normale, quella forte strappa lo 0-0 oppure vince anche 1-0 non meritando, noi invece arriviamo scarichi e non facciamo la partita. Comunque la squadra si allena sempre bene, il limite è questo ma non è un limite da poco”. 

Quale è l’obiettivo di questa stagione?

“L’obiettivo che ci siamo dati è quello di costruire una squadra possibilmente giovane, che sia destinata in teoria a crescere nel tempo. A cosa ci può portare poi non lo sa nessuno, ma nella nostra dimensione è la strada più percorribile”.

Cosa si aspetta dalle gare contro Genoa e Venezia?

“Che almeno si giochi, abbiamo perso gare che non abbiamo giocato. Dobbiamo farci trovare pronti e dobbiamo toglierci i difetti che condizionano la classifica che può migliorare se cresciamo. Mi aspetto due partite giocate con grande determinazione fino in fondo”.

Mentalmente come sta la squadra?

“Il nostro problema è inconscio e nessuno di noi vuole arrivare alla gara scarico. Al momento è un problema di più difficile soluzione. Nessuno arriva carico a pieno dopo l’Europa che di solito è un’ecatombe per tutte, ma la differenza è tirare fuori anche il punto in situazioni difficili”.

Come stanno Luis Alberto, Pedro e Zaccagni?

“Spero ci siano, tutti e tre perchè ieri stavano bene e si sono allenati con la squadra. Zaccagni aveva solo un colpo, Luis sembra in fase di risoluzione mentre Pedro non aveva lesione ma era solo affaticato. Speriamo che tutti e tre siano a disposizione perchè le situazioni sembrano risolvibili”.

Come si spiega i pochi spettatori allo Stadio Olimpico?

“E’ una diretta conseguenza, se la squadra fa bene oppure fa male. Credo che il pubblico tornerà in grande numero, se faremo bene.

L’obiettivo Champions che aveva la Lazio negli ultimi anni ha significato spostare l’asticella troppo in alto?

“Non so neanche in che posizione stiamo in classifica. La Champions? Non esageriamo, questa squadra che ha fatto la Champions un solo anno ed in un momento storico di 6-7 anni in cui non c’erano né Inter né Milan ad alti livelli. Direi di non esagerare nel parlare di obiettivi di questi squadra, l’ha raggiunto una volta sola negli ultimi anni. Adesso se rapporti a quello che è successo negli ultimi 2 anni la situazione è nettamente più complicata, ma nella testa dei calciatori ci deve essere solo l’obiettivo di togliersi i difetti dimostrati fino a questo momento, il resto sono solo conseguenze”. 

Un commento sul Porto?

“Sul Porto non voglio parlare ora, al momento non lo guardo ora, ma posso dire che ci è capitata una squadra forte. Era però difficile pensare che si potesse trovare una squadra debole visto il regolamento attuale dell’Europa League”.

Chi sembra avere le difficoltà maggiori?

“I difensori possono avere una difficoltà maggiore rispetto agli altri. In questo momento salta all’occhio che ci sono tre giocatori che stanno facendo meglio degli altri, che sono Zaccagni, Basic e Pedro. Sono tutti e tre nuovi acquisti quindi per loro il cambiamento è stato più assorbibile”.

Quanto deve migliorare il gioco della Lazio?

“Il gioco è espressione dell’attivazione e determinazione, bisogna partire da quella base per ritrovare in campo le proprie cose. Non ho mai visto una squadra funzionare”.

Da quanto tempo non si sentiva così al centro del progetto di una squadra?

“A Napoli era questo tipo di situazione, anche se è stata molto più veloce. Il fulcro era l’allenatore così come sta succedendo qui. Per questo ho detto che qui sto bene e vorrei rimanere”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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