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Sassuolo – Lazio, le pagelle: Acerbi gara terrificante, Zaccagni l’uomo più in forma

Strakosha: 6,5 Torna protagonista dopo essere stato spettatore contro il Galatasaray. Si distende due volte su Scamacca su due fendenti rasoterra molto complicati da gestire. Nulla da fare sul gol di Beraradi, mentre sul tiro di Raspadori trova il pallone che però gli sfila sotto la mano, ma il tiro lo prende in controtempo e compiere un ennesimo miracolo lo avrebbe portato alla santità.

Hysaj: 6 Insieme a Luiz Felipe tiene in piedi una difesa che ha problemi di ogni sorta soprattutto dai suoi più affidabili. Riesce a contenere l’esuberanza di Traore che con Rogerio spingono molto senza però essere mai pericolosi fino in fondo.

Muriqi (dal 78′): 6 Ha il merito di conquistarsi la punizione e l’espulsione che sono l’ultimo guizzo della Lazio in una gara troppo piatta.

Luiz Felipe: 6,5 Deve badare più che a Scamacca agli errori di Acerbi che aprono la strada troppo spesso agli attaccanti del Sassuolo. Bravo anche in fase di impostazione in assenza di qualche palleggiatore si assume le responsabilità del caso che però non sono sufficienti a alleggerire la pressione dei padroni di casa.

Acerbi: 4 Gara terrificante del centrale difensivo che sbaglia sotto ogni punto di vista anche le giocate più banali. Dopo pochi minuti spiana la strada a Toijan per un cross pericoloso. Sbagli diversi anticipi ed anche in fase di costruzione è molto precario. Nella ripresa cade nella classica finta di Berardi e nel momento in cui ci vuole lucidità va lasciare scoperta la retroguardia facendo un pressing alto sconclusionato ed inconcepibile.

Marusic: 5 Gestisce bene Berardi nel primo tempo, ma soffre dopo l’ammonizione troppo severa di Sozza che lo condiziona nella ripresa. I gol nascono entrambi dalla sua parte ed in compartecipazione con Acerbi e Cataldi non troppo abili a leggere le giocate prevedibili di Berardi.

Cataldi: 5 A lui si chiedeva il compito di sopperire alle assenze di Milinkovic e Luis Alberto in fase di costruzione del gioco, ma non è mai riuscito a dare ritmo ed intensità alla manovra offensiva. I veri problemi si sono avuti però nella fase di non possesso palla dove ha perso quasi tutti i duelli fisici che hanno permesso al Sassuolo di soffocare i tentativi di ripartenza della Lazio. E’ un adattato in quel ruolo e sarebbe opportuno trovare un “titolare” degno di quel ruolo.

Leiva (dal 78′): 6 Entra per dare nerbo e sostanza ad una mediana priva di equilibri e affiatamento, ma ci riesce solo parzialmente anche perchè cucire gioco non è mai stato il suo mestiere.

Basic: 6,5 Lotta, corre e si sbatte come pochi ed uno dei più lucidi in tutta la gara. Si dimostra un ottimo acquisto anche perchè a livello fisico non va sotto con nessun avversario. Sfortunato nel finale dove l’incrocio dei pali gli nega il gol del pareggio.

Akpa Akpro: 6 Interpreta il ruolo di mezzala alla sua maniera facendo anche bene. Da una sua palla recuperata nasce il gol di Pedro e nel primo tempo non arretra mai di un centimetro andando a pressare tutti i pari ruolo del Sassuolo che spesso devono giocare il pallone all’indietro. Non è di certo un fine dicitore, ma per quello che poteva fare adempie bene al suo compito.

Andrè Anderson (dal 71′): 6 Da lui non ci si può certo aspettarsi qualcosa di più. Prova a dare ordine in una squadra senza equilibri e punti di riferimento.

Pedro: 7 Piazza in avvio di gara una giocata che ricorda il suo passato al Barcellona con scatto, dribbling ed assist per Zaccagni che firma il gol del vantaggio. Riesce con la sua qualità a fungere da regista offensivo, ma le forze sono poche e nell’intervallo viene lasciato negli spogliatoi.

Felipe Anderson (dal 46′): 4 Disastroso in ogni giocata, ma soprattutto inconcepibile il suo atteggiamento completamente remissivo. Avrebbe anche un paio di opportunità per scatenare la sua tecnica e la sua velocità, ma sembra apatico e svogliato, senza che ve ne sia un vero motivo.

Immobile: 6 Solo contro tutti non viene mai assistito in maniera decente. Cerca di ricavarsi spazi da solo e riesce in un paio di occasioni ad essere pericoloso, ma con l’uscita di Pedro e Zaccagni rimane privo di possibilità di dialogo ed è commovente nella generosità che continua a mettere su ogni pallone.

Zaccagni: 7 E’ l’uomo più in forma del momento. Segna il suo primo gol in maglia biancoceleste con una piatto comodo frutto però di un movimento di smarcamento tipico di Sarri. E’ uno dei pochi che fisicamente vince il suo duello con il diretto avversario Toijan che non riesce a prendergli le misure.

Lazzari (dal 65′): 4 Come Felipe Anderson gioca uno spezzone di partita disastroso sia quando viene impiegato in avanti che quando si abbassa sulla linea difensiva. Sembra anche lui patire a livello mentale l’esser diventato una riserva, ma se vuole scalare le gerarchie di Sarri non è di certo con queste prestazioni che può farlo.

Sarri: 5,5 Infortuni e squalifiche gli tolgono la linfa vitale della Lazio che si presenta povera di idee e qualità in mezzo al campo. La squadra però lotta con grande grinta e riesce a portare avanti la gara fino a quando degli errori personali ne condizionano il risultato che poi ribaltare diventa impossibile senza un centrocampo all’altezza e con dei cambi offensivi che impoveriscono il potenziale offensivo della squadra.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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