fbpx
Foto Fabrizio Corradetti / LaPresse 02 marzo 2019 Roma, Italia Sport Calcio Lazio vs Roma - Campionato di calcio Serie A TIM 2018/2019 - stadio Olimpico. Nella foto: Esultanza di Danilo Cataldi Photo Fabrizio Corradetti / LaPresse March 02 st 2019 Rome, Italy Sport Soccer Lazio vs Roma - Italian Football Championship League A TIM 2018/2019 - Olimpico stadium. In the pic: Danilo Cataldi celebrates 3-0

Napoli – Lazio, Cataldi: “E’ stimolante giocare con Sarri, voglio diventare diventare importante per la Lazio. Contro il Napoli…”

A Formello è già vigilia della gara di campionato contro il Napoli. La Lazio è tornata da Mosca nel primo pomeriggio di ieri dopo un viaggio lungo quattro ore e dopo essere scesa in campo per fare un piccolo allenamento di defaticamento Sarri ha lasciato liberi i calciatori che hanno passato la notte a casa. Ma nemmeno il tempo di riposarsi un pò che i calciatori sono tornati in ritiro in vista della gara di domani sera al Diego Armando Maradona.

Nella sala stampa di Formello si è presentato Danilo Cataldi che ha risposto alla domanda dei cronisti presenti.

Stai giocando da playmaker alla Jorginho, ti rivedi un pò in lui?

“Ho avuto modo di vederlo in Nazionale, ma fare paragoni è un azzardato. Gioco in questo ruolo col mister Sarri da troppo poco tempo per fare confronti e delle valutazioni. Sto cercando di lavorare molto su me stesso e con lo staff tecnico analizziamo partita dopo partita per cercare di capire dove migliorare. E’ un ruolo difficile, il mister mi chiede molto e sto lavorando per dare il meglio e per aiutare la squadra”. 

Cosa vedi pensando al passato?

“Mi ricordo bene, ho fatto l’esordio all’Olimpico contro il Napoli. Da allora sono accadute tante cose, adesso viviamo il presente, proviamo domani a fare quanto fatto giovedì e fare la nostra gara”.

Come sta la squadra?

“Ha fatto due buone partite perchè anche con la Juventus per me, gli episodi però hanno condizionato la gara e l’hanno spostata nel verso più favorevole alla Juventus. Abbiamo commesso degli errori, ma secondo me abbiamo giocato bene anche la scorsa di campionato. In Europa, invece, è sempre difficile vincere 3-0 e passare il turno è stata un’ottima cosa. Adesso proveremo a continuare così”. 

Quanto è importante Immobile?

“Non devo parlare io di Ciro perchè i suoi numeri parlano da soli. E’ un giocatore che porta grande entusiasmo, oltre che tanti gol. E’ Il nostro capitano e le squadre che giocano contro sanno che ti può punire in tutte le occasioni. Per noi è di certo positiva avere uno come Immobile davanti”.

Che importanza ha la gara di domani?

“E’ una gara importante e sarà una partita tosta. Il Napoli insieme al Milan ha dimostrato idi giocare l miglior calcio ed hanno fatto più punti di tutti. Siamo in un momento di crescita, però secondo me siamo ancora al 50-60% di ciò che possiamo diventare. Dobbiamo cercare di fare uno step in più”.

Sui sorteggi dell’Italia e come si arriverà agli spareggi?

“Ho visto ieri, sono sempre dell’idea che si parli troppo subito di Italia-Portogallo, ce n’è un’altra prima che va vinta con la Macedonia. Sul tempo a disposizione l’argomento diventa più complicato quando si parla di Nazionale, le tempistiche e i calendari sono sempre problematiche. Ieri siamo rientrati tardi, oggi ripartiamo, purtroppo il calendario è questo, vediamo se si riesce a sistemare qualcosa in più. Speriamo che l’Italia comunque passi”.

Un tuo nuovo obiettivo?

“In questi anni ho sempre avuto solo un obiettivo che è quello di diventare importante per la Lazio. Sono di Roma e questo è quello che ho sempre voluto. Il percorso è stato complicato, ora sto raccogliendo qualche frutto ma non ho fatto ancora niente, non ho fatto 100 partite consecutive con la Lazio. Per questo penso sempre alla gara dopo. Ho iniziato a pensare così, senza pensare a obiettivi troppo futuri, sennò si possono saltare quelli di mezzo e diventa complicato. Faccio il massimo di partita in partita”. 

Su cosa puoi migliorare?

“Un po’ su tutto, quello che chiede il mister è un ruolo al centro della squadra. Sto vedendo molti video dopo le gare per vedere le diverse situazioni, poi in base avversario cambia tutto. Ho qualcosa in meno nel leggere situazioni difensive”.

Quanta fiducia senti? Dei convocati per l’ultima vittoria a Napoli del 2015 siete rimasti tu e Felipe Anderson…

“Era il mio primo anno alla Lazio, me la ricordo tanto quella partita, piena di emozioni. Io sinceramente, dopo essere tornato dalle esperienze fatte fuori, non credo di essere cambiato tanto, soprattutto rispetto all’anno scorso. Sono sempre stato uno che ha dato il massimo quando veniva chiamato in causa. Le partite che giochi poi però ti portano fiducia e a capire situazioni che in allenamento non puoi capire a pieno. Non penso di essere cambiato di tanto rispetto al passato, magari trovando più continuità e spazio la fiducia cresce, anche l’alchimia coi compagni, lo scambiare il pallone. Devo continuare così”.

Cosa è cambiato nel lavoro con Sarri?

“Mister Pioli mi ha fatto esordire, ha creduto in me dopo il prestito in B al Crotone, è stato come un padre, un calciatore collega questo con chi lo butta dentro in A. È stato importante per me, per arricchirmi, non è facile passare dalla Primavera alla B e poi alla A, mi dispiace non avergli dato tutto il secondo anno, ho avuto qualche problema non dettato dal campo, mi è dispiaciuto tanto. Inzaghi ti fa stare bene, è competente, comunque trova sempre il modo di essere positivo quando le cose non vanno bene. Ti fa stare tranquillo. Qui è stato tanti anni, ti dà quel qualcosa in più nel momento importante. Sarri è inutile che lo dica io, è uno dei migliori a livello internazionale. È stimolante giocare per lui, ogni giorno puoi imparare, pretende molto, ma se viene seguito i risultati possono essere importanti”. 

Le ambizioni di squadra nel breve periodo?

“Ragiono di partita in partita, lo fanno anche i miei compagni. Con il cambio allenatore sono state scombussolate le idee rispetto ai 5 anni precedenti, l’obiettivo non può essere a lungo termine. Una gara ti può far cambiare tutto, pensiamo nel quotidiano, per noi Napoli è importante”. 

Il segreto della nuova alchimia a centrocampo?

“Bella domanda, non c’è un segreto, il primo è la disponibilità di tutti a fare qualcosa di più. Il calcio che chiede il mister, anche se da fuori può sembrare tutto bello, è complicato in fase di non possesso, bisogna recuperare in fretta il pallone quando non ce l’hai, è dispendioso a livello fisico. Tutti vogliono fare uno step in più, capire meglio le distanze dei pressioni, dovranno essere sempre più brevi per recuperare palla e fare male”.

Un momento esatto in cui hai preso consapevolezza di poter diventare importante?

“Non c’è stato un momento preciso, ho fatto il ritiro in un altro ruolo, poi insieme al mister abbiamo deciso di provare lì. Un susseguirsi di cose, di buone prestazioni, anche i risultati ti possono dare una mano. Adesso non è che mi senta un titolare fondamentale, non la vedo così. Se gioco è perché il mister pensa possa essere utile, ho conquistato questo in allenamento e in partita. C’è sempre una competizione positiva tra me, Lucas e Gonzalo, me la sono conquistata sul campo piano piano”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

Augusto Sciscione ha 1606 articoli e più. Guarda tutti gli articoli di Augusto Sciscione