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EDITORIALE – Lazio: L’Equipe dedica una pagina intera a Floriani Mussolini, ma il calcio è solo un pretesto

Ci stanno provando in tutti i modi i media francesi a sporcare l’immagine della Lazio e dei suoi tifosi. Nelle due gare contro l’Olympique Marsiglia in maniera capziosa i media transalpini avevano incalzato calciatori ed allenatori sui possibili cori razzisti dell’Olimpico e sull’eventuale presenza di frange politicamente indirizzate tra i sostenitori biancocelesti. Nella speranza di innescare polemiche ed eventuali attenzioni da parte dell’UEFA i poveri cronisti transalpini si sono trovati con un pugno di mosche in mano. A sostegno delle truppe cammellate armate di pc e tastiera è intervenuto anche il Ministro degli Interni francese con un comunicato grottesco nei confronti dei tifosi biancocelesti etichettati come “violenti e fascisti”.

La gara del Velodrome però fu per i media transalpini fu come la battaglia di Waterloo per Napoleone, una sconfitta tragicomica che spinse gli illustri colleghi a glissare sulle intemperanze del pubblico francese reo nuovamente di aver generato una sospensione della gara. L’immagine di Luis Alberto che batte il calcio d’angolo protetto da uno scudo ha fatto il giro del mondo e fa seguito a quanto accaduto poche settimane prima a Neymar. Nessuno però dei cattedratici cronisti d’oltre Alpe ha però chiesto stavolta ai protagonisti di parlare dell’accaduto, rifugiandosi nella analisi tattiche. Il tecnico dell’OM Sampaoli però alla domanda di chi vi scrive è sembrato sollevato dal descrivere il pubblico francese come “Ridicolo, tale da penalizzare la squadra che stava vincendo”.

Dopo qualche giorno di tregua servito a far calmare le acque la stampa francese torna all’attacco e lo fa con il suo pezzo da 90. E’ scesa in campo addirittura il prestigioso “L’Equipe” il giornale che è riuscito a dare il Pallone d’oro a Matthias Sammer e non a gente del calibro di Maldini e Baresi che ha dedicato una pagina intera ad un calciatore delle giovanili biancocelesti che al momento non ha mai calcato i campi di serie A. Il motivo potrebbe essere la sua classe innata che lo rendono una stella futura del calcio mondiale? Ce lo auguriamo tutti, ma senza peccare di pessimismo e senza togliere nulla al giovane aquilotto il motivo è un altro. Dal titolo del giornale francese si capisce quale non poi così machiavellico intento ci sia dietro questo articolo.

L’EQUIPE

“Passato professionista all’inizio dell’anno, Romano Floriani Mussolini, il giovane difensore della Lazio, è il pronipote del dittatore italiano, di cui assume silenziosamente il pesante cognome”. L’interesse mostrato nei confronti di Floriani Mussolini ha il calcio solo come pretesto con l’intento chiaro di mettere in relazione la Lazio ed il fascismo. Cosa c’è di più becero che deontologicamente scorretto che confezionare una notizia per meri scopi scandalistici dettati forse dalla mancanza di idee e di ispirazione dei colleghi giornalisti. Quest’ultimi bene farebbero a provare un senso di vergogna per il continuo speculare sul cognome di un giovane di 18 anni che ha il solo difetto di inseguire un sogno che lo potrebbe portare sotto i riflettori. Non c’è migliore occasione per lucrare poi se il club per il quale gioca questo ragazzo è la Lazio che deve esser per forza fatta passare come “squadra di fascisti” come avrebbe detto secondo una serie di Amazon Prime Maradona prima di giocare una partita contro Filisetti e Vianello.

Senza censure sulla bocca diciamo che questo modo di fare giornalismo/spettacolo è vomitevole e non merita ulteriori commenti ma un detto popolare dice “L’offesa è nulla se il soggetto è zero”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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