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Irlanda del Nord – Italia, le pagelle: Mancini sbaglia tutto, il centrocampo stecca di nuovo

Donnarumma: 6 Inoperoso nel primo tempo si limita ad un paio di rinvii e niente più. Nella ripresa ci tiene a galla parando un tiro a botta sicura di Saville che è l’occasione più pericolosa di tutta la gara. Nel finale esce a vuoto quando ormai si sono perse le distanze, ma ha l’accortezza di non commettere un fallo di mano che sarebbe costato un cartellino rosso sanguinoso.

Di Lorenzo: 6 E’ il più vivo della squadra nel primo tempo e questo la dice sulla prestazione degli azzurri. Si rende pericoloso con un paio di inserimenti su cui sfiora anche il gol con un tiro cross non irresistibile. Nella ripresa perde in brillantezza, ma la manovra è confusionaria e quando riesce a crearsi lo spazio Insigne e Berardi lo ignorano.

Bonucci: 6 Impegnato più a sopperire alle carenze tecniche di un centrocampo privo di idee che nella fase difensiva per via delle velleità offensive nulle dei padroni di casa.

Acerbi: 6 Duella con il corazziere Magennis che ci mette fisico ed impegno, ma non la vede mai. Pecca in fase di impostazione dove potrebbe osare di più con i suoi lanci che nel primo tempo avevano messo in difficoltà la retroguardia Irlandese.

Emerson: 5,5 Tiene troppo la posizione perchè Mancini vuole solo Di Lorenzo alto. Lui assolve ai suoi compiti in maniera diligente, ma senza metterci quel qualcosa in più che servirebbe in queste gare. La mancanza di

Scamacca (dal 79′): Sv Pochi minuti in una situazione disperata, ma a naso non è lui l’uomo che può cambiare le sorti di questa nazionale.

Jorginho: 4,5 Altra gara sotto tono giocata a ritmi compassati che determina una manovra prevedibile e priva di pericolosità. Quando prova la verticalizzazione sbaglia e in fase difensiva paga la mancanza di fisicità che gli permetterebbe di recuperare il pallone in una zona più pericolosa.

Locatelli (dal 67′): 5,5 Meglio di Jorginho per il fisico che almeno gli permette di pareggiare quelli degli Irlandesi. Cerca di organizzare la manovra ma dopo il raddoppio degli Svizzeri inizia l’anarchia tattica in campo ed anche lui va in difficoltà.

Tonali: 5 Si guadagna questa opportunità con un inizio campionato strepitoso, ma nella serata più importante della sua carriera stecca coinvolto nella confusione del centrocampo italiano privo di freschezza e geometrie. Viene ammonito dopo nove minuti e per questo alla ripresa non rientra più in campo.

Cristante (dal 46′): 4,5 Tonali non disputa una gara eccezionale, ma sostituirlo con Cristante è una follia. Passo lento e compassato, geometrie inesistenti e tanta paura che gli si legge in faccia. Con un raggio d’azione limitato rispetto al rossonero va a disinnescare l’unica cosa che stava funzionando, ovvero gli inserimenti di Di Lorenzo alle spalle della difesa di casa.

Barella: 4,5 E’ in condizioni fisiche a dir poco precarie e lo si vede dalla quantità di errori tecnici che commette. Prova ad inserirsi alle spalle della linea difensiva Irlandese, ma se i movimenti sono giusti manca la rapidità e la precisione per essere pericoloso.

Belotti (dal 63′): 4 Non la becca mai e con la sua entrata in campo la nazionale si blocca in attacco venendo anticipato e sovrastato su tutti i palloni che prova a giocare. Anche lui non è di certo l’uomo adatto per risolvere i problemi di questa nazionale.

Berardi: 5 E’ uno dei pochi che ha le idee chiare ed un minimo di spunto per saltare l’uomo palla al piede, ma si ferma spesso sull’ultima giocata. Snervante la gestione dei corner che diventano in pratica l’occasione per prendere contropiede e nulla più.

Insigne: 4 Dovrebbe essere uno degli uomini di esperienza su cui i compagni possono fare affidamento, ma giocando in un ruolo non suo diventa a dir poco irritante. Tocca pochi palloni e quelli che potrebbe far diventare pericolosi li sbaglia tutti peccando di egoismo in un paio di occasioni.

Bernardeschi (dal 67′): 5 E’ il cambio della disperazione e praticamente fa disperare i tifosi azzurri che lo vedono giocare come se fossi la partita di ferragosto sopra la spiaggia.

Chiesa: 5,5 Ha sul sinistro il pallone buono a metà ripresa per far male, ma lo sciupa malamente. Tocca pochi palloni anche perchè Emerson stranamente non affonda mai in sovrapposizione per i dettami tattici discutibili di Mancini.

Mancini: 4 La squadra sembra essere bloccata prima fisicamente più che mentalmente. Discutibile è l’assetto tattico iniziale che però alla luce dei cambi fatti assume le sembianze di un colpo di genio. Quando c’è da provare a fare qualcosa di diverso mette in campo attaccanti a caso senza dare un costrutto tattico preciso. Nella ripresa regna l’anarchia totale ed i suoi isterismi a bordo campo vengono metabolizzati dai calciatori sotto forma di pressione che li schiaccia e non li fa rendere.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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