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Lotito: “Immobile è partito senza problemi, Sarri l’uomo giusto per aprire un ciclo”

A margine dell’incontro tenutosi all’interno dello Stadio Olimpico con le istituzioni e con Sport e Salute per l’inaugurazione di un nuovo tour dell’impianto sportivo è intervenuto anche il presidente della Lazio Claudio Lotito che ha risposto alle domande dei cronisti presenti.

Che pensa del nuovo tour dello stadio Olimpico?

“È un’iniziativa che noi abbiamo voluto con tutte le nostre forze per tramandare la nostra storia, i nostri valori e le emozioni vissute nel tempo. Abbiamo messo a disposizione tutta una tecnologia innovativa che consentirà ai tifosi di vivere in modo empatico tutta la storia della Lazio. Noi abbiamo fatto, insieme alla Roma e alla Federazione, questa joint venture con Sport e Salute. Abbiamo associato la Nazionale, che rappresenta il calcio italiano, e Lazio e Roma che sono i due club di riferimento romani”.

Quanto le dispiace per Immobile che non potrà essere presente contro la Svizzera?

“Purtroppo, è accaduto e accade di sovente che i miei giocatori abbiano delle situazioni di salute che non gli permettono di giocare. È stato ritenuto dallo staff della Nazionale che Ciro non fosse in grado di giocare, cosa che anche noi abbiamo riscontrato, e quindi è tornato indietro. Siamo abituati a prevenire certe situazioni in società, come Lazio abbiamo un’assistenza particolare. Conosciamo ogni criticità di ogni giocatore e siamo in grado di prevenirla. Non a caso abbiamo pochissimi infortuni, ma quando i giocatori passano tra le mani di altri staff si possono verificare situazioni che forse potevano essere evitate”. 

Quali sono le condizioni di Immobile?

“Non mi sono meravigliato perché noi abbiamo una conoscenza immediata delle situazioni. Il medico mi ha avvisato subito del problema in Nazionale. Noi abbiamo non un solo medico, ma uno staff ampio con diversi professionisti per ogni ambito. Ci sono tanti elementi che incidono su una performance. Immobile è tornato con un edema che non consente di valutare immediatamente l’entità del problema. Ora stiamo facendo riassorbire l’edema e poi faremo la risonanza verificare la situazione. Io non so cosa sia accaduto a Coverciano anche perchè si è comunque allenato. Potrebbe anche essere che non doveva allenarsi. Se fosse stato già infortunato sicuramente non sarebbe partito, noi l’avremmo impedito. A noi non risultavano problemi né dal punto di vista medico, né da quello clinico, né da quello della volontà del giocatore. Noi abbiamo saputo tutto quando era già partito. Non è la prima volta che queste cose succedono, ma io non devo parlare con nessuno. Ognuno ha le proprie competenze, io mi attengo al mio ruolo di presidente della Lazio. E in questo senso cerco di mettere in atto tutte le azioni che sono volte a prevenire inizialmente ed eventualmente a curare ogni problematica. Questo non è un attacco allo staff della nazionale ma ho semplicemente fatto la cronaca dei fatti, dopo la risonanza valuteremo l’entità della situazione”.

Pensa che ci siano troppi impegni ravvicinati?

Bisogna ripensare il sistema calcistico sulla base delle nuove esigenze di carattere mediatico, commerciale e soprattutto fisico. I ritmi sono totalmente cambiati. Lo stress non è soltanto l’affaticamento fisico, ma anche mentale. Noi abbiamo fatto anche  uno studio sulla possibilità di infortunarsi. Servono dei meccanismi di equilibrio che consentano il recupero fisico e psichico degli atleti. Chiaramente giocare a breve distanza anche con sistemi di gioco e di carichi di allenamenti diversi possono comportare una discrasia dal punto di vista muscolare e fisico e quindi gli infortuni”.

Cosa pensa della Superlega?

“Sono sempre disponibile a trovare le soluzioni che contemperano le esigenze di tutti e le componenti che concorrono in questo sistema. Bisogna trovare le soluzioni che aiutino i club ad avere maggiori introiti e maggiore visibilità, ma allo stesso tempo devono considerare le esigenze degli atleti che subiscono ulteriori stress. Oggi il sistema calcistico è totalmente cambiato. Una volta era legato solo alla presenza negli stadi, oggi è legato alla capacità di trasmettere emozioni attraverso mezzi tecnologici.. Adesso vedrete che ne abbiamo costruita una innovativa, ma tutti questi discorsi vanno a gravare anche sugli atleti. Bisogna trovare un sistema che garantista anche la salvaguardia dei giocatori”.

Com’è nata la scelta di Sarri?

L‘ho scelto perché ritengo che sia l’uomo giusto per aprire un ciclo e portarlo avanti a lungo. È un maestro di calcio e come tale ritengo che alla Lazio ci siano le condizioni per fare un buon calcio legato anche alla formazione dei giocatori e quindi a lungo termine. E mi sembra che questo sia stato riscontrato in concreto anche da lui”.

Sta vedendo quello che sta facendo Inzaghi all’Inter?

“Già ho tanti problemi miei, non posso pensare anche a quelli degli altri. Qui alla Lazio ci sono le condizioni per fare molto bene. Non lo dico perché l’oste dice che il vino sia buono, ma perché lo riscontrano in tanti. Il nostro centro sportivo è uno dei più grandi in Italia e uno dei maggiormente attrezzati. Consente dal punto di vista ambientale di poter fare un calcio all’insegna dei valori dello sport. Dà la possibilità di far esprimere ai giocatori tutto il proprio potenziale, valorizzandolo, in un ambiente familiare”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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