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Lazio – Salernitana, Reina: “Lancio di oggetti? Sono sempre gli stessi. Domani è la partita della vita…”

FORMELLO – Nella sala stampa del training center biancoceleste è intervenuto Pepe Reina che ha risposto alle domande dei cronisti presenti.

Ti manca una partita per entrare nella top 20 dei portieri con più presenze nella Lazio. Quali altri obiettivi vuoi raggiungere?

“Non sapevo di entrare nella top 20 di presenze dei portieri laziali. Ma a quasi 40 anni i record arrivano quasi da soli. L’importante è essere a disposizione, poi queste cose sono belle, ma la cosa migliore è aiutare la squadra”.

Come valuti i giovani portieri della Lazio come Adamonis, Furlanetto e Moretti? 

“Sono di grande aiuto per noi, per loro è un’opportunità, hanno il futuro davanti, Adamonis in particolar modo ha fatto un passo in avanti importante, è migliorata parecchio la sua struttura e la sua tecnica da portiere. Gli altri sono giovanissimi, hanno appena iniziato, il rapporto è molto positivo con tutti”.

Quale è il segreto della tua longevità?

“La dedizione al lavoro penso e l’amore per il calcio e per ciò che si fa. Del calcio ho fatto la mia ragione di vita per tutta la carriera, è il segreto più “normale”. Tutti noi calciatori dobbiamo rendere il calcio la nostra ragione, dobbiamo mangiare bene per lavorare bene e poi anche riposare bene. Sono cose che la gente non vede, ma che sono necessarie”.

La dimensione della Lazio?

“Siamo in un periodo di cambiamento, di accettazione delle idee del mister, dobbiamo cercare di accorciare i tempi per raggiungere gli automatismi che vuole il mister. Nelle ultime 3-4 settimane abbiamo fatto passi in avanti importanti, la squadra sta diventando solida ed il primo obiettivo deve essere la continuità così da diventare una squadra difficile da battere. Solo così si può capire il nostro valore, l’importante è avere continuità nelle prestazioni, ultimamente è stato così”.

Qual’è il futuro di Reina?

“Finire quest’anno in Europa, se è così mi scatta un altro anno di contratto, è l’obiettivo di tutti. Voglio dare il mio contribuito, il 100%, quello è il mio obiettivo. Il resto si vedrà con la crescita della squadra, personalmente mi preoccupo di dare il massimo.”

Il rapporto con Strakosha e con il suo ex compagno Ribery?

“Con Frank abbiamo avuto un rapporto molto bello e carino nell’anno che ho giocato al Bayern, poi ci siamo ritrovati l’anno scorso che giocava alla Fiorentina e c’è stato lo scambio di maglia ed è sempre un piacere vederlo. Lo stimo tantissimo, mi fa felice vederlo ancora a questi livelli. La concorrenza con Thomas fa bene a entrambi, anche alla squadra. C’è un rapporto di amicizia, lo considero un amico, si vede dentro e fuori dal campo che cerchiamo di dare tutti il meglio”.

A cosa è servito il ritiro e se c’è stato lo scatto di mentalità chiesto da Sarri?

Qualcosa di sicuro è cambiato dopo Verona, quasi sempre i confronti diretti nello spogliatoio e le riunioni tra di noi hanno fanno bene. Abbiamo capito tutti l’importanza di ogni singola gara e dell’avere sempre gli stessi atteggiamento e grinta. Spero di vedere questo ancora, serve sempre la stessa determinazione.

L’assenza dei tifosi a Marsiglia? Sul trattamento?

“Non so le regole che vigono in Francia e quello che ha portato a certe decisioni del ministro dell’interno. E’ un peccato che nel 2021 le squadre non possano ancora avere dietro i suoi tifosi per avere supporto, al di là dei Paesi e società. Sta diventando un fatto più culturale che sportivo. In Inghilterra non ho mai visto queste cose e mi fa pena”.

Sul lancio di oggetti ricevuto?

“Penso che sia un problema più di educazione sociale che del calcio. In Inghilterra non ho mai visto queste cose mentre qui succede sempre negli stessi campi, bisogna farsi una domanda. 

Un giudizio su Immobile? In carriera non ti ha mai segnato in carriera…

“Siete sicuri di questo dato? In un’amichevole? Non mi ricordo, quando giocava a Torino ero al Napoli, poi lui alla Lazio e io al Napoli, lì ci ha sempre sorriso la fortuna. Quello che ha fatto è storia, è un calciatore che è determinante per noi, che ha una facilità nel fare gol che è rara, per noi è la vita.

Sulla Salernitana? 

“Penso che ogni partita da ora in poi sia una finale per noi. La mentalità della squadra cui prima parlavo significa crescere nell’approccio e nella continuità di ogni partita. Per noi ogni gare deve essere la vita, senza obiettivi che vanno oltre al prossimo match. Penso che così si ragioni meglio, con la Salernitana è vitale per andare alla sosta con più tranquillità e scioltezza”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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