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Atalanta – Lazio, Sarri: “Lazio da sempre si esalta con le squadre più forti. Luis Alberto e Milinkovic insieme? Vediamo oggi come stanno…”

FORMELLO – Alla vigilia della delicata trasferta di Bergamo Maurizio Sarri ha parlato ai giornalisti presenti nel quartier generale della Lazio. Parole che ci svelano il polso della situazione in vista della sfida all’Atalanta di Gasperini.

Tatticamente la Lazio sarà in partenza la stessa che ha giocato contro la Fiorentina che ha lasciato la supremazia territoriale agli avversari?

“Alla base della domanda c’è un errore, la supremazia territoriale con la Fiorentina è stata 50 e 50, abbiamo fatto la nostra partita, solo che a volte la Fiorentina ci ha costretto a difendere. Non so come rispondere vista la premessa, andiamo a Bergamo convinti di affrontare una squadra forte, cercheremo come sempre di imporre il nostro gioco”.

La Lazio si esalta con le grandi?

“È una costante di questo gruppo da tanto tempo, la reazione è insita nella squadra dopo una partita sbagliata, l’obiettivo è avere continuità, dobbiamo averla nel risultato e nella prestazione”.

Luis Alberto può essere di nuovo titolare?

“Dipende da come stanno o come sono usciti dalla gara i calciatori. Ancora non lo sappiamo, ieri abbiamo fatto solo scarico. Vediamo in che condizioni sono i calciatori, se sono riproponibili o meno”. 

Milinkovic ha ritmo per giocare anche contro l’Atalanta?

“L’Atalanta è una grande squadra, ha fatto un percorso straordinario da qualche anno, hanno grande intensità, a differenza dell’inizio del ciclo ora ha anche qualità nel palleggio. Ora la vedo come una squadra completa, come dice Guardiola è come andare dal dentista, puoi uscire indenne, ma senti male lo stesso quando affronti certe squadre. Servono tante qualità da parte della Lazio. I numeri di Milinkovic dicono che con la Fiorentina ha fatto la miglior partita per accelerazione. Siamo alla terza gara con meno di 72 ore di riposo, questo non è successo a nessuna squadra in Serie A, è sicuramente una difficoltà in più”.

Cosa deve fare la Lazio per aiutare ad Immobile ad avere più palloni?

“Ora stiamo correndo tutti troppo in relazione a ciò che stiamo facendo, è un discorso di distanze e tempi. Siamo generosi nella pressione, ci facciamo saltare facilmente con il primo uomo e si vanifica tutta la pressione. È un discorso di movimenti e tempi, si può fare lo stesso lavoro con un dispendio di energie minori. Ciro. ha fatto 9 partite e 8 gol, mi sembra stia rispettando ciò che ha sempre fatto, poi ci sono partite in cui le palle-gol sono di più o di meno, l’ultima gara è stata un po’ bloccata, c’era attenzione alla fase difensiva, che è il principale problema da risolvere. Siamo nella normalità”.

Muriqi può partire a gennaio?

“Sul Fenerbahce non so che dire, lui si sta allenando bene, è uscito molto deluso da Bologna come tutti per il rendimento individuale e della squadra, si sta allenando bene, può dare qualche recupero a Immobile. Sul mercato non so proprio cosa dire”.

Come poter avere lo stesso rendimento che la Lazio ha in casa anche in trasferta?

“Giocare come all’Olimpico, con lo stesso livello di personalità, attenzione e determinazione, cosa che non siamo riusciti a fare nelle ultime trasferte. Abbiamo pagato la minore intensità. Le porte e il campo sono uguali, quindi non so cosa cambi. Un discorso di mentalità”.

L’arrivo di Sarri può aver generato delle aspettative superiori?

“Ho spesso letto i numeri dell’anno scorso perché questo gruppo ha certe caratteristiche, quindi vado a vedere ciò che ha fatto nei periodi precedenti. La Lazio ha ottenuto un ingresso in Champions negli ultimi anni, lo ha fatto nel periodo in cui Inter e Milan non c’erano, o comunque erano in un periodo marginale. Ora si è un po’ complicato il discorso, il mio arrivo non può capovolgere tutto, si può iniziare un percorso con il lavoro, la determinazione e la fame. Si possono capovolgere certe aspettative, ma sono percorsi lunghi. Alla fine vedo anche in Europa vincono quasi sempre le squadre economicamente più forti. Qualche posizione la si può ribaltare, ma ribaltare tutto diventa complicato”.

Migliorata l’intesa della linea difensiva?

“Stanno migliorando, i due schierati contro la Fiorentina sono quelli che hanno giocato più spesso insieme, quindi a livello comunicativo sono quelli che hanno ora qualcosa in più. Acerbi mi sembra in crescita a livello di sicurezza e personalità, ci può dare tantissimo”. 

L’Atalanta può essere un esempio per fare il salto di qualità a livello mentale di questa squadra?

“L’Atalanta è un esempio societario, comportamentale, fa scelte precise, le ha fatte con convinzione, prende giocatori adatti al suo modo di giocare. Ha preso benefici dal proprio modo di pensare, è una fonte di ispirazione per tutto il movimento, ha dimostrato tante cose. Un punto di riferimento. Noi facciamo il nostro percorso, non siamo l’Atalanta, dobbiamo fare un cammino simile nelle scelte, diverso a livello calcistico”.

Con Zaccagni out ha poche alternative sugli esterni offensivi?

“Sono pochi i giocatori che possono giocare lì, ci si può adattare qualcuno, ma esterni puri ne abbiamo pochi. Abbiamo questi due giovani interessanti, un 2002 e un 2004, mi sembra prematuro dargli tante responsabilità. Moro essendo meno giovane di Romero è un po’ avanti nel percorso, per me possono diventare calciatori forti, ma ora vanno utilizzati a spezzoni senza dargli troppe responsabilità”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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