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Lazio – Fiorentina, le pagelle: Milinkovic orchestra e rifinisce, Pedro segna ancora in quella porta.

REINA: 7 Non è mai impegnato dalla Fiorentina che nel primo tempo si vede in un paio di occasioni con dei cross, mentre nella ripresa non tira mai in porta. Lui però riesce ad essere decisivo con il lancio per Milinkovic da cui nasce il gol della vittoria.

LAZZARI: 6,5 Vivace e guizzante nella fase offensiva dove si rivela una spina nel fianco della difesa viola. In fase difensiva tiene botta senza sbavature anche se sui palloni alti va un minimo in difficoltà. Tiene fino alla fine con tanta benzina nelle gambe che gli permette di essere lucido anche nei momenti concitati del finale di gara.

LUIZ FELIPE: 7 E’ la seconda linea su Vlahovic che viene totalmente disinnescato dalla difesa biancoceleste. Attento e deciso negli interventi si lascia apprezzare per il perfetto posizionamento su ogni pallone.

PATRIC (DAL 76′): 6,5 Entra in maniera efficacie chiudendo ogni varco e spazzando ogni volta che deve.

ACERBI: 7 Bello il duello con Vlahovic che ha fisico e tecnica, ma stavolta non la becca mai complice il ritorno del Leone. Bravo negli anticipi e nelle chiusure quando la Fiorentina prova a lanciare non cala mai di concentrazione anche sui palloni alti.

MARUSIC: 6,5 Meglio di Hysaj nella fase difensiva, mentre non osa mai in quella offensiva. Tiene a bada Callejon che gli scappa via solo in un paio di occasioni nel primo tempo. Nella ripresa Italiano prova a cambiare qualcosa dalla sua parte, ma il risultato non cambia.

MILINKOVIC: 6,5 Primo tempo sotto tono dove sbaglia molto anche palloni molto semplici. Nella ripresa si riscatta orchestrando e rifinendo l’azione del gol di Pedro. La sua qualità piano piano sale in cattedra anche nella fase di non possesso palla e si sentono tutti i suoi centimetri nei palloni alti.

BASIC (DAL 78′): 6 Entra quando c’è da lottare e lo fa come si deve in partite come questa.

CATALDI: 6 Troppo scolastico nelle sue giocate nel primo tempo. Dimostra di stare bene fisicamente ed in fase di non possesso non paga dazio, ma nella fase offensiva non osa come dovrebbe. Smista sempre palloni verso l’esterno e quasi mai in verticale facendo diventare la manovra troppo compassata e prevedibile. Sale di tono nella ripresa, ma potrebbe fare di più.

LEIVA (DAL 83′): sv Pochi minuti in cui però mura un pallone pericoloso al limite dell’area di rigore con un scivolata delle sue.

LUIS ALBERTO: 6,5 Gioca 90′ minuti senza guizzi, ma mettendo in mostra un impegno tattico e fisico nel fare ciò che Sarri gli chiede. Insegue i pari ruolo viola e quando ha la palla tra i piedi cerca di giocare pulito e semplice.

FELIPE ANDERSON: 5,5 Sembra spento e sulle gambe rispetto alle passate settimane dove aveva messo in mostra una continuità di rendimento invidiabile. Sbaglia il tempo di diversi appoggi e non quasi mai punta l’avversario Biraghi che viene ammonito nel suo unico tentativo di andare sul fondo. Sbaglia diverse scelte nel finale dove potrebbe avere lo spazio per fare male, ma pensa più a difendere che offendere.

IMMOBILE: 6,5 Lotta, sgomita e cerca di rendersi utile anche in altra maniera. Ha un bello spunto ad inizio gara, ma il suo sinistro non è preciso come il colpo di testa sul finire del primo tempo. Nella ripresa lavora il pallone che restituisce a Milinkovic in occasione del gol vittoria e fino al 90esimo corre per cercare l’errore dei difenaori della Fiorentina.

PEDRO: 7 Segna nella stessa porta del derby un gol molto importante ed altrettanto bello come quello contro la sua ex squadra. Nel primo tempo sembra essere uno dei più vispi anche se non riesce quasi a mai a trovare l’intesa con Luis Alberto e Marusic che non lo aiutano a crearsi spazio.

RAUL MORO (DAL 83′): sv Pochi minuti in cui va vicino al gol che però sarebbe stato annullato.

SARRI: 6,5 La squadra esegue i suoi dettati, ma non interpretano con la qualità quello che lui chiede. Come accaduto sempre all’Olimpico però i calciatori non calano di concentrazione e riescono a portare a casa una vittoria importante per il clima che si respirava. A naso questa potrebbe essere la base su cui ripartire per le prossime gare soprattutto per quanto riguarda la linea difensiva.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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