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Lazio – Inter, l’ipocrisia di chiedere sportività usando violenza

Ha dell’assurdo e del grottesco quanto accaduto al minuto 81′ della sfida tra Lazio ed Inter. Felipe Anderson ha appena segnato il gol del vantaggio biancoceleste, ma gli viene impedito fisicamente di esultare da parte dei giocatori nerazzurri che con Dumpries in testa si avventano sul brasiliano reo a loro dire di non aver interrotto un’azione di contropiede con Di Marco a terra dopo che però l’Inter aveva sviluppato la sua azione offensiva terminata con un tiro di Lautaro Martinez. L’olandese dell’Inter strattona in maniera vibrante Felipe Anderson che poi cade a terra, ne nasce un parapiglia dove i giocatori della Lazio difendono fisicamente il loro compagno di squadra. Alla gazzarra che nasce si uniscono i sudamericani Lautaro Martinez e Vecino che vanno faccia a faccia con Felipe Anderson.

Atteggiamenti chiaramente intimidatori, presumibilmente insulti e molto altro mettono in scena a turno un pò tutti i giocatori dell’Inter che in maniera violenta cercano di farsi giustizia da soli in nome della sportività. Tutto questo sotto gli occhi di telecamere, arbitro, guardalinee e quarto uomo che però non riescono a prendere una decisione netta, severa nei confronti di coloro che si sono rei realmente di comportamenti contrari al regolamento ed alla così tanto invocata sportività. Siamo all’assurdo, al paradosso perchè coloro che hanno agito all’interno del regolamento devono difendersi dalle accuse di coloro che lo stanno palesemente violando.

Come ci si difende da questo “Far West” come lo ha definito Sarri nel post partita? In nessuna maniera se non facendo come Felipe Anderson che con le braccia al cielo tornava a centrocampo mentre il visionario Irrati andava a sventolargli un cartellino giallo. Eccesso di pacatezza forse la sua colpa, l’aver omesso di reagire alle stucchevoli provocazioni degli sconfitti che vogliono mascherare la sconfitta dovuta alla loro inettitudine piuttosto che ad un presunto torto. Quanto accaduto testimonia come ha fatto bene il nostro Felipetto a giocare perchè Di Marco non ha avuto conseguenze, perchè il regolamento dice chiaramente che solo l’arbitro può fermare il gioco, perchè gli avversari hanno dimostrato di non meritare rispetto sportivo visto che non ne hanno dato e perchè qualora fosse accaduto il contrario loro avrebbero fatto lo stesso come ha confermato il tecnico interista.

Alla Lazio rimangono i tre punti al calcio italiano rimane quella concessa ipocrisia di chiedere sportività usando violenza.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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