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Italia – Spagna, le pagelle: “Bonucci e Mancini ingenuità colossali, Chiellini e Chiesa le anime della squadra”

Donnarumma: 6 Incolpevole sui gol patisce i fischi ingenerosi di San Siro che non riescono a capire la differenza tra la nazionale e le squadre di club. Commette una grande incertezza, ma il palo lo salva dalla brutta figura. Nella ripresa evita il peggio in un paio di situazioni e si supera su Marcos Alonso, ma non basta.

Di Lorenzo: 6 Tiene bene il campo dimostrando qualche limite tattico, cui rimedia con una grande fisicità. Nel momento di massima difficoltà con l’uomo in meno riesce a far salire il livello di attenzione che permettono di tenere in piedi la gara fino alla fine.

Bonucci: 3 Soffre lo schieramento della Spagna che non ha una punta di ruolo e lui non riesce ad avere un riferimento cui prendere le misure. Lascia la squadra in dieci compromettendo il risultato commettendo un’ingenuità colossale che sa quasi di delirio di onnipotenza, quando l’umiltà era stata la dote principiale dell’Italia vincente.

Bastoni: 4,5 Scelta completamente errata di Mancini che getta nella mischia un difensore che con la difesa a quattro non ha dimestichezza. Sbaglia il posizionamento in occasione del gol del vantaggio dove goffamente prova a rimediare, ma liscia clamorosamente il pallone. Anche in occasione del raddoppio lascia molto spazio al centrocampista spagnolo che si inserisce che poi serve a Torres l’assist vincente. Nella ripresa sale di tono anche perchè aumenta la concentrazione, ma sembra giovare più della vicinanza di Chiellini che altro.

Emerson: 6,5 E’ uno dei pochi dell’Italia che riesce ad essere intraprendente e mette in difficoltà Azpilicueta che viene anche ammonito. Serve un assist al bacio per Insigne che però sciupa in maniera inopinata il pallone del pareggio. Dimostra anche un’ottima forma fisica

Jorginho: 5,5 L’unico che riesce pur sbagliando qualcosa ad eludere il pressing della Spagna che chiude tutti i varchi centrali. In un paio di occasioni riesce anche a pressare alto e recupera qualche pallone interessante che poi i compagni vanificano. Esce stremato perchè in mezzo al campo servono forze fresche per provare il miracolo.

Pellegrini (dal 63′): 6,5 Meriterebbe forse il posto da titolare vista anche la prestazione di tutti i titolari. Gioca da incursore e riesce a mettere in difficoltà la difesa della Spagna segnando il gol che riapre la partita.

Verratti: 5 Si innervosisce come troppo spesso accade quando il direttore di gara lascia correre spesso il gioco. Quello che ne risente è la sua lucidità che viene meno e le sue giocate non sono mai pulite ed efficaci. Soffre la pressione degli attaccanti della Spagna che pressano con grande veemenza le fonti di gioco dell’Italia.

Locatelli (dal 58′): 5,5 Cerca di dare fisictà al reparto, ma non praticamente viene messo in mezzo tra i palleggiatori della Spagna che lo limitano. Nonostante tutto entra con un atteggiamento positivo che però non è sufficente a rimediare la sufficenza.

Barella: 5 Partita molto sotto tono in cui non gli riesce nulla o quasi. Quello che è il suo forte ovvero il dinamismo diventa un limite perchè non riesce a sprigionare i suoi cavalli girando a vuoto sul palleggio della Spagna. Mancini lo spreme fino all’ultima goccia di sudore, ma non ne cava nulla di buono.

Calabria (dal 72′): 6 E’ una mossa che sinceramente rimane non siamo riusciti a capire. Galleggia tra fare l’esterno destro in fase d’attacco e la mezzala quando è nella fase difensiva. Si applica con grande abnegazione e non commette disastri, ma alla fine rimane un corpo slegato alla squadra.

Chiesa: 7,5 E’ il più forte calciatore italiano al momento perchè riesce a fare la differenza anche in situazioni disperate come nel secondo tempo. Crea spesso la superiorità numerica con la sua velocità e sul finale di gara s’inventa l’azione del gol di Pellegrini andando a recuperare un pallone con grandissima cattiveria. Peccato che durante la gara nessuno dei compagni di reparto gli dia un appoggio costate.

Insigne: 4,5 Gioca parte della gara in una posizione che non è la sua, ma anche quando è largo a sinistra combina poco e niente eccedendo in alcuni tentativi velleitari. Sbaglia maldestramente un’occasione clamorosa che poteva cambiare il volto della gara dimostrando la giornata negativa di un altro protagonista di Euro 2020.

Kean (dal 58′): 4,5 Lui è un centravanti di ruolo, ma poco cambia anche perchè a parte una grande voglia mette in mostra degli evidenti limiti tecnici che vanificano quanto di buono riesce a fare a livello fisico. Avrebbe sui piedi un paio di palloni che potrebbero mettere in porta i compagni di squadra, ma li sbaglia in maniera molto banale.

Bernardeschi: 5 Svaria su tutto il fronte offensivo, ma non riesce mai a trovare la posizione giusta per mettere in difficoltà la difesa della Spagna. Sbaglia molto e si lascia apprezzare solo per un tiro che il portiere spagnolo devia sul palo. Nel finale di tempo gioca come terzino destro, ma entra anche lui nell’errato posizionamento che porta la Spagna alla seconda rete.

Chiellini (dal 46′): 7 Entra in una situazione disperata, ma riesce a compattare il reparto difensivo grazie alla voglia che mette quando indossa questa maglia. Recupera diverse situazioni disperate ed alla fine non schierarlo dall’inizio è stato un errore.

Mancini: 4,5 Sbaglia a tenere fuori Chiellini che è la vera anima difensiva della squadra. L’Italia soffre la mancanza contemporanea di Immobile e Belotti che sono gli unici due centravanti presentabili, ma la scelta di Bernardeschi rimane troppo estrema ad inizio gara, quando è andata sempre bene a gara in corso. Sbaglia, infine, a non cambiare immediatamente dopo l’espulsione di Bonucci e preferisce cambiare ruolo a 5 giocatori piuttosto che fare un cambio.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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