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Lazio – Roma, la moviola del giorno dopo smaschera il bluff di Mourinho

Verrebbe da dire tanto rumore per nulla, e mai come in questo caso sarebbe una frase adatta a chiosa di quanto andato in scena ieri sera al termine del derby tra Roma e Lazio. Le recriminazioni del post gara operate da Josè Mourinho, che abilmente ha schivato le critiche su un’atteggiamento in campo della sua Roma ancora non irreprensibile, stanno piano piano cadendo una dopo l’altra. Ma in questo caso converrebbe andare con ordine e partire dall’analisi degli episodi in ordine cronologico:

10′ minuto: La Lazio passa in vantaggio con un gol di Milinkovic che su cross di Felipe Anderson beffa in uscita Rui Patricio anticipandolo con un colpo di testa. Nello sviluppo dall’azione l’estremo difensore della Roma però colpisce con l’avambraccio in pieno volto Milinkovic che infatti nemmeno esulta per il gol appena realizzato. Dal replay delle immagini si nota l’estrema violenza del colpo e la pericolosità dello stesso. In questo caso Guida in maniera clemente non applica la massima punizione ovvero il rosso, ma si limita ad un semplice cartellino giallo.

19′ minuto: La Lazio raddoppia con Pedro che servito da Immobile dopo una sgroppata di 50 metri batte Rui Patricio con un piatto destro a fil di palo. La Roma ed in particolare Mourinho reclamano per la mancata concessione di un calcio di rigore per un fallo subito da Zaniolo da parte di Hysaj. La dinamica del contatto è abbastanza controversa, ma il tecnico giallorosso ha molto insistito sul fatto. C’è da dire che il Var ha operato un check ed ha convalidato la rete. La motivazione sulla quale sia Mourinho che la comunicazione giallorossa omette di fare chiarezza non è si basa su una valutazione del contatto, ma da un presupposto che annulla ogni tipo di recriminazione. Sa un’attenta visione del filmato è stata dapprima ipotizzata e poi riscontrata la posizione di fuorigioco iniziale di Zaniolo. In un video diffuso dal nostro canale youtube, si può vedere il labiale del direttore di gara Guida che spiega a El Shaarawy che a parte che è fuorigioco, ma poi non è rigore”. In questi casi siamo di fronte ad uno “scacco matto” che rende inutili ogni tipo di recriminazione.

23′ minuto: Felipe Anderson va via a Vina e si presenta in area di rigore contrastato da Ibanez che con le maniere forti e senza mai toccare il pallone spinge a terra il calciatore della Lazio. L’arbitro costante con il suo metro arbitrale lascia proseguire il gioco.

45′ minuto: Marusic va via sulla destra e cerca di far ripartire la Lazio, Zaniolo in ripiegamento difensivo ferma il montenegrino con un fallo da dietro. Guida in questo caso sorvola, ma ci potevano essere gli estremi di un cartellino giallo.

52′ minuto: La Roma chiede la seconda ammonizione per Leiva per un contrasto aereo con Mkhitaryan. Dal replay si nota come il fallo è stato commesso dall’armeno che arretra con il corpo e non salta mentre Leiva salta in maniera perpendicolare al terreno di gioco. Il direttore di gara inverte il calcio di punizione, ma non ammonisce il calciatore della Lazio. C’è da dire che, tralasciando la dinamica del contatto, conformemente al metro arbitrale scelto dall’arbitro dare la stessa sanzione per il fallo di Rui Patricio e quello di Leiva sarebbe stato aberrante.

60′ minuto: Mourinho esce dall’area tecnica e applaude in maniera ironica il direttore di gara che lo ammonisce. Anche in questo caso la sanzione è generosa perchè in situazioni simili spesso si è ricorsi al cartellino rosso.

65′ Immobile: strattona da dietro Veretout in mezzo al campo, l’azione è reiterata nel tempo, ma Guida non ammonisce. Ci stava il cartellino giallo.

68′ minuto: Zaniolo cade a terra a seguito di un presunto contatto con Akpa Akpro. Guida concede il rigore ed il VAr Irrati conferma la sua decisione. In questo caso la decisione è apparsa sbagliata perchè la caduta di Zaniolo sembra avvenire per cause indipendenti dal presunto contatto con Akpa Akpro. In questo caso le immagini sembrerebbero evidenziare un tocco impercettibile del calciatore della Lazio ai danni di Zaniolo. Il Var Irrati, quindi, non se la sente di sottoporre la decisione al on field rewiev e si rimane con la decisione del campo.

Minuto 90′: Su un pallone alto Mancini entra con il gomito sulla nuca di Muriqi. L’arbitro sanzione l’intervento, ma non estrae il cartellino per Mancini. Anche in questo caso l’intervento di Mancini è molto più pericoloso e violento di quello di Leiva, ma l’arbitro grazia il difensore della Roma.

94′ minuto: La Lazio prova l’ultima ripartenza ed Akpa Akpro viene steso da Mancini con una fallo da tergo. Anche questa volta il direttore di gara Guida non ammonisce il giocatore della Roma e preferisce fischiare la fine.

Nel complesso di una gara molto complessa dal punto i vista arbitrale la direzione di Guida è risultata ampiamente insufficiente per aver commesso diversi errori di valutazione soprattutto nell’assegnazione dei cartellini. Grottesco il rigore concesso alla Roma che ha il sapore di una compensazione che in fin dei conti sembra essere immotivata.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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