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Juric: “Formazione ancora da decidere. La Lazio l’ho vista bene…”

A poco più di 24 ore dalla gara contro la Lazio l’allenatore del Torino Juric ha risposto alle domande dei cronisti.

Alla luce delle ultime prestazioni di entrambe le squadre, che tipo di partita si aspetta?

“La Lazio l’ho vista molto bene contro il Cagliari. Hanno attaccato e tirato tanto, poi hanno pareggiato, ma hanno fatto una partita ottima. Mentre col Milan hanno sofferto di più. Noi l’abbiamo preparata con lo spirito di sempre”.

Alla luce della qualità della Lazio e del fatto che ci saranno partite ravvicinate, farà cambi di formazione?

“L’ultima volta abbiamo fatto cinque cambi di formazione rispetto alla Salernitana, per questa partita dobbiamo ancora decidere qualcosina. Rispetto al Sassuolo abbiamo Praet fuori e rientra Verdi, numericamente poi siamo gli stessi”.

Come sta Pjaca?

“Pjaca ha un piccolo fastidio, ma piccolo piccolo, che già ce l’aveva da qualche tempo. Ha lavorato a parte, in progressione, il provino di oggi è andato abbastanza bene. Domani faremo un ulteriore test ma speriamo sia disponibile”.

Come stanno Izzo e Belotti?

“Izzo ha preso una botta tre settimane fa e non è ancora pronto. Per il resto non dovete chiedere a me ma al medico. Belotti? Purtroppo non riesce ancora a correre e siamo un po’ preoccupati.”

Per il medico è a posto mentre Izzo sente dolore?

“No: ha preso una botta tanto tempo fa e ancora non sta bene. Nessuna polemica, assolutamente. Belotti? Tutti speravamo in una progressione diversa, ma ancora non riesce a corricchiare e siamo preoccupati”.

Ma come sta ora Belotti?

“Quando è arrivato dalla Nazionale si parlava di microfrattura. Non era una microfrattura ma una contusione forte sul muscolo tibiale. Speravamo che non avesse più dolore da questa settimana, ma purtroppo non è ancora così. Speriamo che passi presto”.

Il contratto in scadenza lo condiziona?

“No, lui è un leone. Il fatto che è in scadenza è un vantaggio, almeno per me come allenatore… Non potrebbe essere più motivato, mettiamola così. Consapevole della situazione, lui è stra-motivato e dispiaciuto per non poter dare il suo contributo. A livello umano lo vedo bene, ha voglia di lottare. Ora speriamo che passi e che si metta a posto fisicamente”.

Verso questa partita è sereno o curioso?

“Curioso: sto ancora conoscendo appieno i calciatori. Bisogna vedere chi recupera bene e chi meno. Abbiamo fatto un’ottima gara a Reggio Emilia e vogliamo ripeterci. Poi è chiaro che la Lazio è una squadra di valore assoluto e ha giocatori di livello fantastico in tutti i reparti. Noi però vogliamo fare la nostra partita”.

Cosa pensa della prestazione col Sassuolo?

“Abbiamo fatto bene. Poi non è detto che raggiungi un livello e lo mantieni per sempre. Non è detto che non si possa fare peggio o meglio. Sicuramente è stata una partita fatta bene, ma domani c’è un altro esame che cercheremo di fare altrettanto bene”.

Questo è l’organico più forte che lei ha mai allenato?

“No”.

Quale è stato allora il più forte?

“Il Genoa era più forte come struttura e come esperienza, nel primo anno mio, quando abbiamo fatto molto bene nei primi sei mesi e poi tanti giocatori sono andati via. Era una squadra forte. Questo Toro secondo me, quando dico che sono curioso, intendo dire che siamo in progressione. Alla mia squadra darei un valore di 5 con la possibilità di andare 7 o 8 se lavoriamo bene, se siamo tosti, se tutti lavorano bene come gruppo, ma c’è anche la possibilità di non aver ancora superato gli ultimi due anni”.

In termini generali, in situazioni di questo tipo con partite ravvicinate, nelle scelte di formazione pensa anche alla partita successiva?

“No. Si pensa solo alla partita che viene prima anche se ci fossero dei diffidati. Poi di sicuro io cerco di allestire una squadra con alternative che possano sostituirsi senza che il livello della squadra scenda”.

Per il campionato che sta nascendo, che possibilità vede per il Torino?

“Siamo una squadra da 5, non di più, e mi auguro che tutti insieme alziamo il livello. Ma dobbiamo lavorare tanto. I giocatori hanno dimostrato di poter fare molto bene o molto male. Dipende da noi, come affrontiamo le cose, partita per partita, allenamento per allenamento. E dipende dai fattori che possono influire in una stagione come gli infortuni”.

Brekalo come caratteristiche a chi è paragonabile secondo lei?

“Mi sembra un esterno, lui e Pjaca hanno caratteristiche simili mentre Linetty e Praet ne hanno altre e possono giocare più indietro. Brekalo ha un buon tiro dai 15-16 metri, da più indietro non tanto. E’ un esterno normale, non so cosa vi aspettate che dicessi”.

Mandragora e Pobega possono giocare insieme come interni in mediana?

“Sì. Ma comunque abbiamo tanti giocatori in mezzo, forse anche troppi. Possiamo variare tanto. Possono giocare entrambi anche se sono due mancini. Non è un problema”.

Pobega ha fatto bene venerdì, ma poi Mandragora è entrato e ha fatto assist. Ha già deciso chi gioca?

“Vediamo ancora domani ma è vero che tutti e due hanno fatto bene a Reggio Emilia. Pobega ha interpretato bene la gara. Mandragora insieme a chi è entrato dalla parte sinistra con lui, cioè Ansaldi e Pjaca, è entrato ed è stato decisivo non solo nell’occasione del gol”.

Da anni non si respirava un entusiasmo così. Sono bastate due vittorie, perchè si è visto uno spirito diverso. State creando un clima diverso, lo avverte?

“Abbiamo appena cominciato, facendo tre partite bene e una molto male. Va bene che ci sia entusiasmo, per i giocatori è una cosa bella, dai tifosi sicuramente è meglio ricevere i fischi che gli applausi. Non dobbiamo perdere questo modo di essere e dobbiamo cavalcare questo entusiasmo, per il resto è troppo presto per dare giudizi, dobbiamo confermarci, tenere i piedi per terra e rimanere concentrati”.

Bremer è un insostituibile, ma ha un sostituto?

“Zima può crescere e in prospettiva può giocare in quel ruolo lì. In questo momento direi lui, anche se secondo me Buongiorno a Firenze da ultimo uomo ha fatto molto bene. Sono due ragazzi che hanno qualità, con loro dobbiamo lavorare per farli crescere”.

Sul binario di sinistra in base a cosa si sceglie tra Ansaldi e Aina?

“In base a questioni tattiche. Sappiamo che Ansaldi è un top player in determinati frangenti, mentre Aina ha gamba, a livello di intensità è di un altro pianeta rispetto a tanti altri giocatori della Serie A”.

Baselli e Rincon sono ancora utili?

“A centrocampo si gioca in due e per ora stiamo dando continuità ad alcuni giocatori per far crescere la fiducia. Non si può accontentare tutti, poi il campionato è lungo e si vedrà”.