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Lotito: “Derby? Spero che la Lazio scenda in campo con la voglia di raggiungere grandi traguardi”

Durante la conferenza stampa di presentazione delle iniziative benefiche che la Lazio lancerà domenica prossima in occasione del derby in collaborazione con la Compassion Italia Onlus è intervenuto il presidente Claudio Lotito. Il patron biancoceleste ha parlato a 360 gradi del momento della Lazio, del futuro e delle aspettative.

LE INIZIATIVE DI BENEFICENZA

“Iniziative? Ritengo che sia un nostro dovere e un nostro piacere. Abbiamo una grande responsabilità e siamo in linea con la tradizione e la storia del nostro club che è sempre stato vicino alle persone meno fortunate. Ho ricordato il caso della Guerra del 1915/18 che ha consentito alla Lazio di fregiarsi come ente morale e l’allora presidente donò gratuitamente il campo della Lazio per i morti di guerra. Noi vorremmo proseguire con questo percorso in linea con la tradizione, il nostro più grande risultato è quello di coinvolgere tutta l’opinione pubblica per poter sostenere le persone meno fortunate ed evitare di sentirsi isolate. Devono sentirsi parte integrante della società. Perché la proprio la data del derby? Il confronto sportivo è importante ma non bisogna dimenticare che sul campo ci si va come avversari e non come nemici e quindi dobbiamo coinvolgere tutte le tifoserie affinché questo accada senza dimenticare le persone meno fortunate che non possono partecipare direttamente a questa festa. È una cosa concreta che può essere vista da chiunque e le persone possono partecipare tranquillamente senza avere danni di carattere economico-patrimoniale. Vogliamo che le persone, tutte, si sentano parte integrante di questa società e che possano godere tutte degli stessi privilegi che derivano dal fatto di essere “esseri umani” e devono essere rispettati tutti come tali”.

IL DERBY ED IL CONFRONTO SARRI – MOURINHO

“Mi auguro che la Lazio scenda in campo con l’atteggiamento giusto con la voglia di fare risultato per dare soddisfazione ai nostri tifosi e mi auguro che l’atteggiamento sia di quelli che vogliono raggiungere grandi traguardi perché la società ha fatto di tutto per far si che ciò accada. Confronto tra Sarri e Mourinho? Non ho sensazioni perché le persone sono parti di un ingranaggio, personalizzare gli eventi è sbagliato. In campo ci vanno i giocatori con l’allenatore. L’interesse è proiettato sulle capacità del mister che sono indiscusse, in campo ci vanno i giocatori che devono essere fedeli esecutori di ciò che decide il direttore d’orchestra”.

IL PROGETTO CON SARRI

“Come tutti i cambiamenti necessita del tempo per poter amalgamarsi e poter acquisire le nuove impostazioni che servono per raggiungere determinati obiettivi. Bisogna avere pazienza come in tutte le cose, agiamo in progress. L’atteggiamento è sicuramente positivo, bisogna solo acquisire quella mentalità e quegli automatismi in quanto l’assetto tattico è completamente diverso. Il tempo sarà la migliore soluzione al problema. Al fine dello spettacolo non è una Lazio arrendevole anzi è propositiva, come tutti gli atteggiamenti propositivi possono creare stupore per certi e per chi vede l’aspetto pratico dire si possono ottenere risultati anche con i famosi “catenacci” come di diceva una volta. Ai fini dello spettacolo è avvincente e poi ritengo che sia una cosa che sprona il pubblico ad essere coinvolto maggiormente emotivamente, poi per come siamo partiti diciotto anni fa sicuramente abbiamo avuto un cambiamento anche dal punto di vista psicologico. Adesso siamo una società ambiziosa”.

STRAKOSHA ED IL CAMMINO EUROPEO

“Strakosha? Imprevisti non voluti che non dipendono dall’incapacità. Fanno parte dello sport e io penso che noi dobbiamo vincere ma renderci conto che in campo ci sono anche gli avversari. L’importante è scendere in campo determinati a voler dare il meglio e ottenere risultati poi ci sono fattori imponderabili che non dipendono dalla nostra volontà. L’importante è applicarsi in modo coeso creando un gruppo che possa raggiungere degli obiettivi. Protagonista in Europa? Abbiamo lavorato per far si che ciò accada. Non dimentichiamoci che la Lazio dopo la Juventus è la squadra che ha vinto più di tutti. Siamo una società proiettata nel futuro con capacità organizzative e propositive di spessore anche a livello internazionale”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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