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Lazio – Cagliari, le pagelle: Difesa in difficoltà, Immobile e Cataldi gol di pregevole fattura

Reina: 5,5 Primo tempo in cui il Cagliari si fa molto pericoloso in un paio di circostanze, ma non prende mai lo specchio della porta. Fa venire i brividi ai tifosi biancocelesti con un’uscita a vuoto che per fortuna non sortisce effetti. Ad inizio ripresa si ritrova nella terra di nessuno sul pareggio di Joao Pedro ed è anche incerto su una conclusione dal limite che respinge troppo centralmente.

Lazzari: 6,5 Si propone con grande continuità e sfrutta i varchi che Pedro gli lascia con il suo movimento a venire verso l’interno. Salva quasi sulla linea un tiro a botta sicura di Keita che vale un gol ed è lui che da il via all’occasione del vantaggio di Immobile con un’accelerazione che ribalta il fronte dell’azione. Nel secondo tempo perde in smalto e brillantezza e sulla sua fascia il Cagliari trova i due gol che ribaltano la gara.

Marusic (dal 73′): 6 Entra nell’assalto finale, ma non trova mai il tempo per la giocata giusta pur sistemando le cose dal punto di vista atletico.

Luiz Felipe: 5 Gara in cui fa molte buone cose, ma che viene rovinata dalla disattenzione con cui si lascia saltare da Joao Pedro in occasione del secondo gol dei sardi. L’ammonizione presa in maniera ingenua a fine primo tempo costa la possibilità di fermare il giocatore del Cagliari con il fallo.

Acerbi: 5,5 Come il resto del reparto difensivo è messo in difficoltà dalle palle alte e dai lanci che gli ospiti propongono spesso per ribaltare l’azione. Qualche errore anche in fase di palleggio ed una sensazione che ancora deve capire bene i nuovi meccanismi.

Hysaj: 5 Commette una grave ingenuità in avvio di gara su Nandez che gli soffia il pallone al limite dell’area di rigore creando un pericolo per la difesa che si salva. Nella ripresa si lasci saltare ancora dall’uruguagio che prende il palo e commette tanti errori tecnici. Nella fase offensiva è timido e solo nel finale riesce a costruire qualche pericolo.

Milinkovic: 6,5 Torna titolare ed il centrocampo ne beneficia soprattutto nei momenti in cui il pallone scotta. Serve un assist ad Immobile ed a metà del secondo tempo è uno dei pochi che gioca alzando la testa senza patire la paura della possibile terza sconfitta consecutiva. Entra anche nell’azione del pareggio tenendo vivo un pallone nell’area di rigore del Cagliari.

Leiva: 5 Stenta a far ripartire l’azione da dietro perchè il Cagliari oscura tutti i passaggi centrali con le due punte. Lui pecca in dinamismo ed in pratica scompare dal gioco per larghi tratti. Ad inizio ripresa non spende un fallo su Joao Pedro e tiene in gioco il brasiliano sul passaggio di Marin. Sembra molto compassato e avrebbe bisogno di alzare il livello atletico.

Cataldi (dal 64′): 7 Il gol del pareggio è solo l’apice di una mezz’ora giocata con il sangue agli occhi. Dopo tanta panchina e tante brutte prestazioni entra e sembra tornare agli antichi fasti. Tanta corsa e dinamismo, ma anche buone geometrie.

Luis Alberto: 5,5 Molto fumo, ma niente arrosto. Tocca una quantità infinità di palloni, ma non riesce mai a renderli pericolosi come lui può e sa fare. Si eclissa ad inizio ripresa quando servirebbe che prendesse in mano le redini del centrocampo per riprendere quota nell’assalto finale.

Akpa Akpro (dal 87′): sv Pochi minuti per l’assalto finale.

Felipe Anderson: 6,5 Pronti via prende sul tempo Caceres che lo ferma con le maniere dure. Da quel momento in poi è costantemente raddoppiato da Nandez e pur non essendo quasi mai aiutato da Hysaj è sempre pericoloso quando punta l’area di rigore. Nella ripresa fa ammonire anche Zappa e mette in mezzo un pallone velenoso da cui nasce il gol del pareggio. Sembra essere uno dei più pimpanti.

Raul Moro (dal 87′): sv Pochi minuti e qualche buona giocata.

Immobile: 7 Segna un gol da centravanti vero che riporta indietro nel tempo i tifosi della Lazio ai tempi di Karl-Heinz Riedle. Tante scemenze dette sul suo conto devono fare il conto con i numeri che sono sempre dalla sua parte. Nel secondo tempo solo un Cranio superbo gli nega la gioia del raddoppio, ma fino alla fine ci prova a creare i presupposti per fare gol.

Pedro: 5,5 Molto dinamismo, alcuni tentativi apprezzabili di scardinare il bunker sardo, ma nessuna giocata degna di nota. Potrebbe gestire meglio anche alcune situazioni, ma in maniera inaspettata sbaglia l’esecuzione. Cala nel secondo tempo e sulla sua fascia la Lazio non riesce mai ad affondare.

Zaccagni (dal 65′): 6 Si vede anche ancora è un pesce fuor d’acqua e manca l’intesa con i compagni, ma nel complesso da una scossa alla squadra che si rivitalizza con il suo ingresso in campo.

Martusciello: 6 Gestisce al posto di Sarri con più calma il rapporto con un direttore di gara non certo coerente nelle sue decisioni. La squadra in campo ha alti e bassi nell’arco di pochi minuti ed alterna grandi giocate, come in occasioni dei gol, a grandi incertezze. Forse sarà in panchina anche a Torino, ma si nota come a piccoli passi qualche miglioramento c’è stato.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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