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Milan – Lazio, le pagelle: Pedro l’unico con carattere, Milinkovic e Luis Alberto serata da dimenticare

Reina: 5,5 Il Milan pressa molto ma in zona tiro fa poco e segna sugli unici due tiri in porta. Qualche responsabilità non decisiva sulla seconda rete dove lascia sfilare il pallone sull’area piccola coprendo troppo sul primo palo.

Marusic: 4,5 In balia di Leao per tutto il primo tempo che gli va via troppo spesso e troppo facilmente. Non riesce a trovare la giusta posizione per attaccarlo più alto e quando viene puntato va in sofferenza continua. In avanti non si vede mai e questo contribuisce a far alzare ancora di più il pressing del MIlan in quella parte di campo.

Lazzari (dal 64′): 6 Entra con la gara praticamente in salita con il Milan sul 2-0. Prova a fare qualcosa con la sua velocità in avanti, ma di palloni ne arrivano pochi e spesso con la difesa del Milan schierata.

Luiz Felipe: 5 Gioca discretamente, anche meglio di Acerbi a tratti, ma quando c’è da fare quel salto di qualità a livello di attenzione si perde Rebic e nell’occasione del raddoppio. Sembra più a suo agio rispetto ad Acerbi in questo nuovo schema tattico, ma pur con la buona volontà nel finale perde le distanze con i reparti e lascia spazio al Milan che potrebbe anche dilagare.

Acerbi: 4,5 In grande difficoltà con Rebic del quale patisce la velocità e l’intensità. Sbagli anche il tempo su alcuni palloni alti ed in occasione del raddoppio si perde Ibrahimovic alle sue spalle concedendo un gol da calcetto.

Hysaj: 5,5 Forse il migliore del pacchetto difensivo se non fosse che dalla sua parte il Milan pensa più a difendersi ceh ad attaccare. Potrebbe osare di più ma rimane timido, ma nel complesso almeno non commette errori gravi in fase difensiva.

Milinkovic: 4,5 Marcato a uomo da Kessie si incaponisce a voler venire incontro per palleggiare quando forse sarebbe opportuno che si allargasse per creare spazio tra le linee. Tanti errori in fase di palleggio da cui nasce anche il primo gol del Milan. Sale un pò di tono nel secondo tempo, ma è solo fumo perchè continua a sbagliare fino alla tardiva sostituzione.

Basic (dal 74′): 6 Esordio difficile da commentare, ma almeno riesce nell’impresa di tirare in porta.

Leiva: 5 Sbaglia in occasione del primo gol del Milan dove chiama troppo presto il cambio marcatura con Marusic e si lascia dribblare centralmente da Leao. Soffre Diaz che lo sorprende spesso alle spalle ed in fase di palleggio commette diversi errori banali. Cerca di cavarsela con l’esperienza, ma non riesce a tenere uniti i reparti che inesorabilmente si allungano.

Luis Alberto: 4 Passivo quando ha il pallone tra i piedi dove viene surclassato dall’aggressività dei centrocampisti del Milan. Sparisce col passare dei minuti dopo che passa gran parte della ripresa a discutere con l’arbitro.

Felipe Anderson: 5,5 Sembra avere qualche spunto da mettere in questa gara, ma di palloni ne arrivano pochi e la squadra è molto passiva in mezzo al campo. Sarri gli cambia fascia per ovviare all’intraprendenza di Hernandez, ma anche a sinistra non riesce a fare molto.

Zaccagni (dal 64′): 6 Ci mette l’anima, ma l’intesa con i compagni è poca e molti di loro non gli favoriscono il compito.

Immobile: 4,5 Soffre come tutti le marcature a uomo e Tomori su di lui con un Chiffi così “magnanimo” usa anche metodi non leciti. Sbaglia quei pochi palloni che riceve e commette un fallo da rigore molto ingenuo.

Muriqi (dal 83′): sv Pochi minuti, forse ne meritava alcuni in più.

Pedro: 6,5 Uno dei pochi che interpreta la gara nella maniera giusta con grande personalità ed aggressività. Cerca anche di fare il regista occulto in assenza di Milinkovic e Luis Alberto eclissati dalle marcature a uomo. Nel secondo tempo si spegne piano piano, ma si vede lontano un miglio che ha una personalità ed una voglia che molti stasera hanno dimenticato a casa.

Raul Moro (dal 83′): Sv Entra a gara ormai decisa, ma piace l’atteggiamento.

Sarri: 5,5 Il lavoro è ancora lungo ed in salita e la gara di oggi ha aperto gli occhi all’ambiente, ma non a lui che da tempo predica calma. Alcuni elementi, soprattutto a centrocampo, sembrano svuotati e le soluzioni alternative stentano a prendere piede.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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