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Lazio – Spezia, Sarri: “Luiz Felipe valuteremo domani, Olimpico campo indegno per la città di Roma e sul cambio modulo…”

Nella conferenza stampa di questa mattina Maurzio Sarri ha presentato la gara contro lo Spezia che rappresenta l’esordio stagionale all’Olimpico di fronte al pubblico della Lazio. Una gara che “desta preoccupazione” come ha confermato il tecnico toscano che ha parlato anche di mercato e dell’eventualità di cambiare modulo.

Cosa si aspetta in più dalla Lazio?

“Un po’ in tutto, dobbiamo migliorare in tutti gli aspetti, prima sul baricentro della squadra, nella ripresa di Empoli è stato troppo basso. Abbiamo margini di miglioramento in entrambe le fasi di gioco, vediamo se piano piano riusciamo a salire. Questi non sono percorsi lineari, di una crescita lineare. Ci saranno momenti di crescita e altri di bassi”. 

Come sta Luiz Felipe? Un difensore dal mercato è necessario? Come ha visto Basic?

“Luiz Felipe siamo sicuri che non ha subito un infortunio serio, ha fatto accertamenti stamattina, sono negativi. Oggi pomeriggio e domani mattina valutiamo se può essere della squadra o meno, l’infortunio è lievissimo. Basic è pronto fisicamente, ha fatto 3 partite in Francia, ma è da inserire, il suo inserimento non può essere come quello di Pedro. Arriva da un altro campionato, da un’altra lingua. Un po’ più di tempo ci vorrà”.

Che gara domani con lo Spezia? Emozioni per la prima all’Olimpico?

“Partita che lascia preoccupazioni per gli avversari, lo Spezia è una squadra dinamica, aggressiva, contro cui sarà difficilissimo giocare. Si gioca ad agosto alle 18.30, bisogna sperare in condizioni climatiche favorevoli. Ho visto qualche minuto di partita ieri, ho visto che giochiamo su un campo indegno per la città di Roma, raramente ho visto un campo in queste condizioni. Ci sono tantissimi motivi di preoccupazione da parte mia”. 

Cambio modulo?

“Fermo subito la domanda, qualcuno ha visto qualche tratto di un nostro allenamento della settimana scorsa e ha pensato a un cambio di modulo. Abbiamo fatto un po’ il 4-3-1-2, ma perché era il modulo dell’Empoli. Stavamo mimando gli avversari.”

Riflessione sul momento del calcio italiano? Si continuano a perdere campioni…

“I risultati delle nazionali non corrispondono ai campionati. Ci sono pochi giocatori del paese stesso, in Inghilterra non ci sono tantissimi inglesi e in Italia non ci sono tantissimi italiani. Il calcio inglese ha una forza economica decisamente superiore. Ma questo non rappresenta tutto, i giocatori vanno e vengono, contano le idee, in Italia ora mi sembra che ci siano”.

Kamenovic resta?

“Non lo so, dipende dall’evoluzione dal mercato negli ultimi giorni. Mi sto concentrando poco sul mercato, molto su quello che dobbiamo fare. È un’anomalia del calcio moderno, la gestione delle partite amichevoli e del campionato a mercato ancora aperto. Mi sembra una follia del calcio moderno, se ne può discutere per ore di queste follie. Per esempio dal 1 giugno al 10 settembre, su 100 giorni, i giocatori ne saranno per circa 70 fuori con le nazionali tra impegni e pausa per recuperare. Un’altra logica che non riesco a capire”.

Luis Alberto come sta fisicamente e nel processo di apprendimento? 

“Fisicamente è in crescita, dobbiamo gestire una fase di transizione. Prima c’era l’abitudine a giocare con una punta e mezza e cinque difensori, adesso con 3 attaccanti e 4 difensori. Dobbiamo abituarci a qualcosa di estremamente nuovo. Nelle ultime due partite, col Sassuolo e con l’Empoli, abbiamo privilegiato dare solidità alla squadra, questo non vuol dire che Luis Alberto non sia per noi un calciatore importantissimo. È un giocatore qualitativo, a me quelli di qualità piacciono sempre”.

Basic che ruolo a centrocampo?

“Basic non l’ho visto molto, quel poco l’ho visto come interno sul centrosinistra. Ho visto che utilizza entrambi i piedi bene, penso possa essere usato in entrambe le posizioni, anche sul centrodestra. Un giocatore di inserimento, al momento lo escludo davanti alla difesa”. 

Ruolo della Lazio in Europa League?

“Non possiamo spendere energie per una competizione che inizia tra 20 giorni. La vogliamo fare in modo estremamente impegnativo, con l’aggiunta della Conference League sale di un gradino per la difficoltà. Non è semplice, i gironi fino all’anno scorso potevano essere abbordabili, ora è complicata fin dall’inizio”.

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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