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L’EDITORIALE: Il Sarrismo non può prescindere dal mercato

La convincente vittoria di Empoli ha acceso l’entusiasmo di una tifoseria che si era depressa per un mese per via dei problemi relativi al mercato determinati dall’indice di liquidità. I dubbi sulla tenuta di una squadra ancora in costruzione, priva ancora di alcune pedine fondamentali, sono stati mitigati dalla forza del gruppo e dalla qualità dei suoi singoli più rappresentativi.

I tifosi biancocelesti si sono aperti per la prima volta alla “bellezza sarriana” e ne hanno ammirato i pregi e le possibilità di crescita, ma anche alcuni indiscutibili difetti. La voglia di cambiare la filosofia di gioco i è notata già dai primi minuti ed il gol in ripartenza dell’Empoli forse né è stata la prima testimonianza, come del resto le occasioni concesse durante i novanta minuti. La capacità di soffrire e di non cambiare atteggiamento alle prime difficoltà hanno confermato come il tecnico toscano abbia già toccato le corde giuste per stimolare il gruppo verso un cambio di mentalità che è più importante ancor di più che del cambio di modulo.

Il Sarrismo però non può prescindere dal mercato da dove devono arrivare le giuste e necessarie risorse per migliorare il processo di cambiamento e di crescita iniziato con l’arrivo del Comandante. La società deve fare l’ultimo sforzo proprio alla luce della vittoria di Empoli che ha mostrato una gruppo solido cementato attorno al suo allenatore che ha ampi margini di miglioramento. Dal mercato il tifoso sogna sempre nomi altisonanti che però in questo momento non sono necessari perchè devono arrivare calciatori funzionali al progetto tecnico che dopo diverso tempo è fattore principale di questa squadra.

Avendo ancora negli occhi la bellezza della serata del Castellani in cui le bandiere biancocelesti ed i cori dei laziali che sono tornati a fare da cornice alla partita abbiamo la certezza che il nuovo percorso sarà duro e pieno di imprevisti che però potranno essere superati grazie all’unione di un’ambiente che in parte dovrà essere aiutato dal lavoro della società.

Forza Lazio!!!

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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