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Esclusiva Dino Zoff: “Immobile? Critiche ingenerose. Sarri, allenatore vincente”

L’eco dell’impresa non si è ancora spenta. A poco meno di una settimana dal trionfo della Nazionale sempre più targata Roberto Mancini abbiamo raccolto le impressioni di Dino Zoff, icona del calcio nostrano e unico giocatore in Italia a vincere Europeo e Mondiale. Classe ’42, l’ex portiere di origini friulane, da anni stabilitosi nella Capitale, ha anche legato il proprio nome al sodalizio biancoceleste di cui è stato allenatore e presidente durante l’epopea cragnottiana. Mancini, altro illustre ex laziale, ha così vendicato, nella magica notte di Wembley, quella sconfitta beffarda del 2000 quando gli azzurri, allora allenati dal Dino nazionale, sfiorarono di un soffio il secondo Europeo della storia vinto poi in modo rocambolesco dai rivali francesi. L’ex portiere della Juventus torna a concedersi volentieri ai nostri microfoni parlando con la consueta schiettezza di Nazionale fino ad analizzare la nuova Lazio di Sarri. L’eloquio è infarcito di lunghe pause, ritmato dal quel caratteristico intercalare che fa da prologo allo “Zoff pensiero”. Risposte brevi e mai banali, coerenti con il suo stile elegante, lo stesso che esibiva tra i pali al cospetto di grandi campioni.

Zoff, l’Italia finalmente sul tetto d’Europa, lei alla vigilia aveva pronosticato gli azzurri tra le prime quattro, è stato un ottimo profeta…

” Mi ero sbilanciato in quel lusinghiero pronostico perchè conoscevo il valore della squadra azzurra, certificato dai numeri straordinari che l’avevano accompagnata fino alla fase finale del torneo dove siamo giunti imbattuti. La formazione di Mancini ha fatto un cammino notevolissimo culminato nella vittoria finale. Un successo sofferto quanto meritato, giunto solo ai rigori contro un Inghilterra che credeva già di aver vinto e che, invece, ha dovuto fare i conti con la feroce voglia di rivalsa dei nostri ragazzi: complimenti a tutti, è stato il trionfo del collettivo, un ottimo viatico in vista del Mondiale del prossimo anno”.

Degli azzurri chi l’è piaciuto di più?

“Nessuno in particolare, sono stati tutti bravissimi a interpretare lo spartito affidatogli da un grande tecnico come Mancini, del cui valore non ho mai dubitato. Se proprio devo fare dei nomi, Spinazzola ha rappresentato una piacevolissima sorpresa fino al momento fatale dell’infortunio, poi indubbiamente Chiesa e Donnarumma, decisivo nelle ultime due sfide”.

Dopo il grande Europeo, crede che l’ormai ex portiere del Milan sia diventato il più bravo di tutti?

” Sicuramente è tra i migliori al mondo nel suo ruolo, il ragazzo è ancora giovane e può addirittura crescere ancora, l’Europeo lo ha consacrato, è destinato a diventare il numero uno in assoluto”.

 E Immobile?

” Ho sentito critiche un po’ troppo ingenerose nei suoi riguardi, l’attaccante della Lazio, a mio avviso, ha dato il suo importante contributo in termini di gol e assist, è stato molto funzionale alla squadra anche quando non ha trovato la via del gol, come la gara decisiva contro la Spagna quando ha propiziato la splendida rete di Chiesa. Discutere uno come Immobile è inutile, alla fine conta che l’Italia si è laureata campione…”

Lei ha vinto un Europeo e un Mondiale con la maglia azzurra addosso, che sensazioni si provano a raggiungere traguardi così prestigiosi?

“Sono momenti bellissimi, emozioni uniche che solo lo sport sa regalare. Magari poi negli anni qualcuno dimentica quelle gesta, ma chi ne è stato protagonista le porterà con sè per sempre”.

Archiviata la bellissima parentesi della Nazionale, torniamo a noi: che cosa si aspetta dalla nuova Lazio di Sarri?

” Il tecnico toscano è chiamato a raccogliere l’eredità di Inzaghi, che sulla panchina biancoceleste ha fatto cose egregie. Indubbiamente la società si è assicurata un allenatore importante e vincente, che ha fatto bene all’estero e si è poi ripetuto a Napoli e Torino dove ha vinto anche uno scudetto: sono convinto che farà benissimo anche a Roma”.

In casa Lazio, intanto, si è registrato il ritorno di Felipe Anderson…

” E’ una pedina molto importante, credo che Sarri lo rilancerà dopo le non brillanti stagioni in Inghilterra; il talento brasiliano può rivelarsi il valore aggiunto di una Lazio che, a mio giudizio, sarà una delle protagoniste della stagione che verrà”.

Parola di Zoff.

Di Libero Marino

Augusto Sciscione

Nato a ottobre del 1977 sotto il segno della bilancia. Laureato in Giurisprudenza esercita la professione di avvocato. Ama lo sport in generale, ma le sue grandi passioni sono la pallacanestro e la Lazio. La prima gara vissuta da spettatore allo Stadio Olimpico è stata Lazio-Taranto che terminò 3-1 e riporto la Lazio in Serie A. Ha vissuto gli anni d'oro della Lazio di Sven Goran Eriksson ed il giocatore a cui è rimasto più legato è il Cholo Simeone. Ama i cani ed al momento ne possiede uno di nome Gazza.

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